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giovedì 19 aprile 2012

UN INCONTRO A SORIANO. ALL'ASCOLTO DI PIERO CALAMANDREI E DI FRANCO BASAGLIA CONTRO LA BARBARIE FASCISTA E IN DIFESA DELLA DIGNITA' UMANA


Il 18 aprile 2012 si e' svolto a Soriano nel Cimino (Vt) un incontro di riflessione e accostamento alla nonviolenza.


L'incontro si e' aperto con la lettura delle epigrafi scritte da Piero Calamandrei per ricordare martiri e luoghi della Resistenza. Grazie agli spunti offerti dalla lettura si e' avviata una riflessione riguardante la stringente attualita' del messaggio di Calamandrei che, ricordando tutti coloro che hanno pagato con la vita la resistenza al fascismo, richiama alla lotta per la difesa della dignita' umana ed esorta ad opporsi a tutto cio' che la lede.


Il ricordo di tutti coloro che hanno sacrificato la vita per opporsi alla barbarie fascista non deve essere opacamente retorico, meramente memorialistico o esclusivamente celebrativo: deve piuttosto costituire oggi un'assunzione individuale e collettiva di impegno concreto affinche' non vi siano piu' forme di violazione della persona e affinche' si eliminino sia le violenze flagranti ed abominevoli proprie dei regimi totalitari, sia quelle piu' subdole e nascoste - ma anch'esse crudeli e pervasive - che si annidano nelle zone d'ombra di sistemi sociali che si pretendono "democratici".


Nel corso dell'incontro si e' passati poi, per logico sviluppo del ragionamento, ad una ricostruzione storica e concettuale del pensiero e della lotta di Franco Basaglia e del movimento di Psichiatria Democratica per l'eliminazione delle strutture manicomiali: una lotta per rivendicare la dignita' umana di tutte e tutti, e che quindi tutte e tutti coinvolge in un impegno comune di solidarieta' e di liberazione, di aiuto reciproco nel riconoscimento dell'umanita' di ogni essere umano.


L'assunto intorno cui ruota tutta la riflessione e' il riconoscimento dell'altrui umanita', umanita' che deve essere difesa anche da quelle istituzioni (come le istituzioni totali) che si rivelano essere luoghi di feroce violenza e di cupa disumanizzazione.


Proprio per questo riconoscimento reciproco di umanita' e' importante appoggiare iniziative di mutuo aiuto, di condivisione e di solidarieta' come quella dell'Afesopsit - l'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori; ed e' importante altresi' prendere coscienza della persecuzione razzista in corso in Italia e della necessita' di far abrogare istituzioni totali del tutto anticostituzionali ed antigiuridiche come i Centri di identificazione ed espulsione (i famigerati Cie); cosi' come e' necessario difendere i i diritti umani di quanti si trovano ristretti in carcere, affinche' sia rispettato quanto stabilito dalla Costituzione della Repubblica Italiana; e' importante opporsi ad ogni forma di discriminazione e lesione della dignita' umana (in primo luogo la guerra, che intrinsecamente della criminale commissione di omicidi consiste); e' importante difendere la biosfera.


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Si allegano in calce i testi di tutte le epigrafi dettate dall'illustre giurista, antifascista e costituente Piero Calamandrei (1889-1956), uno straordinario documento la cui lettura e diffusione vivamente raccomandiamo.


I partecipanti all'incontro del 18 aprile 2012


Soriano nel Cimino, 19 aprile 2012


Per ulteriori informazioni:


recapito postale: c/o Alessandro Pizzi, contrada Pantane 17/A, 01038 Soriano nel Cimino (Vt)


recapito telefonico: 0761748820


recapiti e-mail: alexpizzi@virgilio.it , luisaciavattini@gmail.com


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PIERO CALAMANDREI: EPIGRAFI PER DONNE, UOMINI E CITTA' DELLA RESISTENZA


[I testi che qui ancora una volta riproponiamo sono estratti dal libro di discorsi, scritti ed epigrafi di Piero Calamandrei, Uomini e citta' della Resistenza, edito nel 1955 e successivamente piu' volte ristampato dalla casa editrice Laterza]


VIVI E PRESENTI CON NOI


FINCHE' IN LORO


CI RITROVEREMO UNITI


MORTI PER SEMPRE


PER NOSTRA VILTA'


QUANDO FOSSE VERO


CHE SONO MORTI INVANO


(In limine al libro Uomini e citta' della Resistenza)


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DA QUESTA CASA


OVE NEL 1925


IL PRIMO FOGLIO CLANDESTINO ANTIFASCISTA


DETTE ALLA RESISTENZA LA PAROLA D'ORDINE


NON MOLLARE


FEDELI A QUESTA CONSEGNA


COL PENSIERO E COLL'AZIONE


CARLO E NELLO ROSSELLI


SOFFRENDO CONFINI CARCERI ESILII


IN ITALIA IN FRANCIA IN SPAGNA


MOSSERO CONSAPEVOLI PER DIVERSE VIE


INCONTRO ALL'AGGUATO FASCISTA


CHE LI RICONGIUNSE NEL SACRIFICIO


IL 9 GIUGNO 1937


A BAGNOLES DE L'ORNE


MA INVANO SI ILLUSERO GLI OPRESSORI


DI AVER FATTO LA NOTTE SU QUELLE DUE FRONTI


QUANDO SPUNTO' L'ALBA


SI VIDERO IN ARMI


SU OGNI VETTA D'ITALIA


MILLE E MILLE COL LORO STESSO VOLTO


VOLONTARI DELLE BRIGATE ROSSELLI


CHE SULLA FIAMMA RECAVANO IMPRESSO


GRIDO LANCIATO DA UN POPOLO ALL'AVVENIRE


GIUSTIZIA E LIBERTA'


(Epigrafe sulla casa dei fratelli Rosselli, in Firenze, via Giusti n. 38)


*


GIUSTIZIA E LIBERTA'


PER QUESTO MORIRONO


PER QUESTO VIVONO


(Epigrafe sulla tomba dei fratelli Rosselli, nel cimitero di Trespiano - Firenze)


*


NON PIU' VILLA TRISTE


SE IN QUESTE MURA


SPIRITI INNOCENTI E FRATERNI


ARMATI SOL DI COSCIENZA


IN FACCIA A SPIE TORTURATORI CARNEFICI


VOLLERO


PER RISCATTARE VERGOGNA


PER RESTITUIR DIGNITA'


PER NON RIVELARE IL COMPAGNO


LANGUIRE SOFFRIRE MORIRE


NON TRADIRE


(Epigrafe sulla villa di via Bolognese, a Firenze - dove fu la sede della banda Carita' - nella quale Enrico Bocci fu torturato: e che fu chiamata in quei mesi "Villa triste")


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GIANFRANCO MATTEI


DOCENTE UNIVERSITARIO DI CHIMICA


NELL'ORA DELL'AZIONE CLANDESTINA


FECE DELLA SUA SCIENZA


ARMA PER LA LIBERTA'


COMUNIONE COL SUO POPOLO


SILENZIOSA SCELTA DEL MARTIRIO


SU QUESTA CASA OVE NACQUE


RIMANGANO INCISE


LE ULTIME PAROLE SCRITTE NEL CARCERE


QUANDO SOTTRASSE AL CARNEFICE


E INVITTA CONSEGNO' ALL'AVVENIRE


LA CERTEZZA DELLA SUA FEDE


"SIATE FORTI - COME IO LO FUI"


Milano 11 dicembre 1916 - Roma febbraio 1944


(Epigrafe sulla casa di Milano, ove nacque l'11 dicembre 1916 Gianfranco Mattei)


*


LA MADRE


QUANDO LA SERA TORNAVANO DAI CAMPI


SETTE FIGLI ED OTTO COL PADRE


IL SUO SORRISO ATTENDEVA SULL'USCIO


PER ANNUNCIARE CHE IL DESCO ERA PRONTO


MA QUANDO IN UN UNICO SPARO


CADDERO IN SETTE DINANZI A QUEL MURO


LA MADRE DISSE


NON VI RIMPROVERO O FIGLI


D'AVERMI DATO TANTO DOLORE


L'AVETE FATTO PER UN'IDEA


PERCHE' MAI PIU' NEL MONDO ALTRE MADRI


DEBBAN SOFFRIRE LA STESSA MIA PENA


MA CHE CI FACCIO QUI SULLA SOGLIA


SE PIU' LA SERA NON TORNERETE


IL PADRE E' FORTE E RINCUORA I NIPOTI


DOPO UN RACCOLTO NE VIENE UN ALTRO


MA IO SONO SOLTANTO UNA MAMMA


O FIGLI CARI


VENGO CON VOI


(Epigrafe dettata per il busto, collocato nella sala del consiglio del Comune di Campegine, di Genoveffa Cocconi, madre dei sette fratelli Cervi, morta di dolore poco dopo la loro fucilazione)


*


A POCHI METRI DALL'ULTIMA CIMA


AVVOLTA NEL NEMBO


QUALCUNO PIU' SAGGIO DISSE SCENDIAMO


MA LIVIO COMANDA


QUANDO UN'IMPRESA SI E' COMINCIATA


NON VALE SAGGEZZA


A TUTTI I COSTI BISOGNA SALIRE


DALLA MONTAGNA NERA


DOPO DIECI ANNI DAL PRIMO CONVEGNO


S'AFFACCIANO LE OMBRE IN VEDETTA


L'HANNO RICONOSCIUTO


SVENTOLANO I VERDI FAZZOLETTI


RICANTAN LE VECCHIE CANZONI


E' LIVIO CHE SALE


E' IL LORO CAPO


CHE PER NON RINUNCIARE ALLA VETTA


TRA I MORTI GIOVANI


GIOVANE ANCH'EGLI


E' VOLUTO RESTARE


ASCIUGHIAMO IL PIANTO


GUARDIAMO SU IN ALTO


IN CERCA DI TE


COME TI VIDERO I TEDESCHI FUGGENTI


FERMO SULLA RUPE


LE SPALLE QUADRATE MONTANARE


LA MASCHIA FRONTE OSTINATA


L'OCCHIO ACCESO DI DOLCE FIEREZZA


FACCI UN CENNO LIVIO


SE VACILLEREMO


A TUTTI I COSTI BISOGNA SALIRE


ANCHE SE QUESTO


E'


MORIRE


(Epigrafe per la morte di Livio Bianco avvenuta nel luglio del 1953, per una sciagura di montagna)


*


DALL'XI AGOSTO MCMXLIV


NON DONATA MA RICONQUISTATA


A PREZZO DI ROVINE DI TORTURE DI SANGUE


LA LIBERTA'


SOLA MINISTRA DI GIUSTIZIA SOCIALE


PER INSURREZIONE DI POPOLO


PER VITTORIA DEGLI ESERCITI ALLEATI


IN QUESTO PALAZZO DEI PADRI


PIU' ALTO SULLE MACERIE DEI PONTI


HA RIPRESO STANZA


NEI SECOLI


(Epigrafe apposta dopo la liberazione sulla parete di Palazzo Vecchio che guarda Via dei Gondi, a Firenze)


*


SULLE FOSSE DEL VOSTRO MARTIRIO


NEGLI STESSI CAMPI DI BATTAGLIA


O SUPPLIZIATI DI BELFIORE


O VOLONTARI DI CURTATONE E MONTANARA


DOPO UN SECOLO


MANTOVA VI AFFIDA


QUESTI SUOI CADUTI DELLA GUERRA PARTIGIANA


COME VOI SONO ANDATI INCONTRO ALLA MORTE


A FRONTE ALTA CON PASSO SICURO


SENZA VOLTARSI INDIETRO


ACCOGLIETELI OMBRE FRATERNE


SONO DELLA VOSTRA FAMIGLIA


MUTANO I VOLTI DEI CARNEFICI


RADETZKY O KESSELRING


VARIANO I NOMI DELLE LIBERAZIONI


RISORGIMENTO O RESISTENZA


MA L'ANELITO DEI POPOLI E' UNO


NELLA STORIA DOVE I SECOLI SONO ATTIMI


LE GENERAZIONI SI TRASMETTONO


QUESTA FIAMMA RIBELLE


PATIBOLI E TORTURE NON LA SPENGONO


DOPO CENT'ANNI


QUANDO L'ORA SPUNTA


I CIMITERI CHIAMANO LIBERTA'


DA OGNI TOMBA BALZA UNA GIOVANE SCHIERA


L'AVANZATA RIPRENDE


FINO A CHE OGNI SCHIAVITU' SARA' BANDITA


DAL MONDO PACIFICATO


(Epigrafe murata nella sala del Palazzo Provinciale di Mantova nel primo decennale della Resistenza, giugno 1954)


*


RITORNO DI KESSELRING


NON E' PIU' VERO NON E' PIU' VERO


O FUCILATI DELLA RESISTENZA


O INNOCENTI ARSI VIVI


DI SANT'ANNA E DI MARZABOTTO


NON E' PIU' VERO


CHE NEL ROGO DEI CASALI


DIETRO LE PORTE INCHIODATE


MADRI E CREATURE


TORCENDOSI TRA LE FIAMME


URLAVANO DISPERATAMENTE PIETA'


AI CAMERATI GUASTATORI


CHE SI GLORIARONO DI QUELLE GRIDA


SIA RESA ALFINE GIUSTIZIA


RIPRENDANO TORCE ED ELMETTI


SI SCHIERINO IN PARATA


ALTRI ROGHI DOVRANNO ESSERE ACCESI


PER LA FELICITA' DEL MONDO


NON PIU' FIORI PER LE VOSTRE TOMBE


SONO STATI TUTTI REQUISITI


PER FARE LA FIORITA


SULLE VIE DEL LORO RITORNO


LI COMANDERA' ANCORA


COLL'ONORE MILITARE


CUCITO IN ORO SUL PETTO


IL CAMERATA KESSELRING


IL VOSTRO ASSASSINO


*


IL MONUMENTO A KESSELRING


LO AVRAI


CAMERATA KESSELRING


IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI


MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRA'


A DECIDERLO TOCCA A NOI


NON COI SASSI AFFUMICATI


DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO


NON COLLA TERRA DEI CIMITERI


DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI


RIPOSANO IN SERENITA'


NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE


CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO


NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI


CHE TI VIDE FUGGIRE


MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI


PIU' DURO D'OGNI MACIGNO


SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO


GIURATO FRA UOMINI LIBERI


CHE VOLONTARI SI ADUNARONO


PER DIGNITA' NON PER ODIO


DECISI A RISCATTARE


LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO


SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE


AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI


MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO


CHE SI CHIAMA


ORA E SEMPRE


RESISTENZA


(Lapide murata nel Palazzo Comunale di Cuneo il 21 dicembre 1952)


*


ALL'OMBRA DI QUESTE MONTAGNE


IL 12 SETTEMBRE 1943


POCHI RIBELLI QUI CONVENUTI


ARMATI DI FEDE E NON DI GALLONI


FURONO LA PRIMA PATTUGLIA


DELLA RESISTENZA PIEMONTESE


CHE DOPO DUE INVERNI


CON DUCCIO E LIVIO AL COMANDO


PER OGNI CADUTO CENTO SOPRAGGIUNTI


DIVENTO'


L'ESERCITO DI GIUSTIZIA E LIBERTA'


DILAGANTE VITTORIOSO IN PIANURA


NEL PRIMO DECENNALE


I VIVI SALUTANO I MORTI


DORMITE IN PACE COMPAGNI


L'IMPEGNO DI MARCIARE INSIEME


VERSO L'AVVENIRE


NON E' CADUTO


(Epigrafe murata sulla Chiesa di Madonna del Colletto, inaugurata il 27 settembre 1953 con un discorso di Ferruccio Parri)


*


CONTRO OGNI RITORNO


INERMI BORGATE DELL'ALPE


ASILO DI RIFUGIATI


PRESE D'ASSALTO COI LANCIAFIAMME


ARSI VIVI NEL ROGO DEI CASALI


I BAMBINI AVVINGHIATI ALLE MADRI


FOSSE NOTTURNE SCAVATE


DAGLI ASSASSINI IN FUGA


PER NASCONDERVI STRAGI DI TRUCIDATI INNOCENTI


QUESTO VI RIUSCI'


S. TERENZIO BERGIOLA ZERI VINCA


FORNO MOMMIO TRAVERDE S. ANNA S. LEONARDO


SCRIVETE QUESTI NOMI


SON LE VOSTRE VITTORIE


MA ESPUGNARE QUESTE TRINCEE DI MARMO


DI DOVE IL POPOLO APUANO


CAVATORI E PASTORI


E LE LORO DONNE STAFFETTE


TUTTI ARMATI DI FAME E DI LIBERTA'


VI SFIDAVA BEFFARDO DA OGNI CIMA


QUESTO NON VI RIUSCI'


ORA SUL MARE SON TORNATI AL CARICO I VELIERI


E NELLE CAVE I BOATI DELLE MINE


CHIAMAN LAVORO E NON GUERRA


MA QUESTA PACE NON E' OBLIO


STANNO IN VEDETTA


QUESTE MONTAGNE DECORATE DI MEDAGLIE D'ORO


AL VALORE PARTIGIANO


TAGLIENTI COME LAME


IMMACOLATO BALUARDO SEMPRE ALL'ERTA


CONTRO OGNI RITORNO


(Epigrafe scolpita sul marmo della stele commemorativa delle Fosse del Frigido, inaugurata il 21 ottobre 1954)


*


FANTASMI


NON RAMMARICATEVI


DAI VOSTRI CIMITERI DI MONTAGNA


SE GIU' AL PIANO


NELL'AULA OVE FU GIURATA LA COSTITUZIONE


MURATA COL VOSTRO SANGUE


SONO TORNATI


DA REMOTE CALIGINI


I FANTASMI DELLA VERGOGNA


TROPPO PRESTO LI AVEVAMO DIMENTICATI


E' BENE CHE SIANO ESPOSTI


IN VISTA SU QUESTO PALCO


PERCHE' TUTTO IL POPOLO


RICONOSCA I LORO VOLTI


E SI RICORDI


CHE TUTTO QUESTO FU VERO


CHIEDERANNO LA PAROLA


AVREMO TANTO DA IMPARARE


MANGANELLI PUGNALI PATIBOLI


VENT'ANNI DI RAPINE DUE ANNI DI CARNEFICINE


I BRIGANTI SUGLI SCANNI I GIUSTI ALLA TORTURA


TRIESTE VENDUTA AL TEDESCO


L'ITALIA RIDOTTA UN ROGO


QUESTO SI CHIAMA GOVERNARE


PER FAR GRANDE LA PATRIA


APPRENDEREMO DA FONTE DIRETTA


LA STORIA VISTA DALLA PARTE DEI CARNEFICI


PARLERANNO I DIPLOMATICI DELL'ASSE


I FIERI MINISTRI DI SALO'


APRIRANNO


I LORO ARCHIVI SEGRETI


DI OGNI IMPICCATO SAPREMO LA SEPOLTURA


DI OGNI INCENDIO SI RITROVERA' IL PROTOCOLLO


CIVITELLA SANT'ANNA BOVES MARZABOTTO


TUTTE IN REGOLA


SAPREMO FINALMENTE


QUANTO COSTO' L'ASSASSINIO


DI CARLO E NELLO ROSSELLI


MA FORSE A QUESTO PUNTO


PREFERIRANNO RINUNCIARE ALLA PAROLA


PECCATO


QUESTI GRANDI UOMINI DI STATO


AVREBBERO TANTO DA RACCONTARE


(Epigrafe pubblicata sul "Ponte" dopo le elezioni politiche del 7 giugno 1953)


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