NESSUNO ESCLUSO!
interazione culturale, nonviolenza, incontro inter religioso.
domenica 26 febbraio 2012
Giusto sul bordo
Anni fa l’associazione Macondo, quella che mi ha dato patria spirituale e intellettuale, aveva stampato una maglietta. Non ne ricordo esattamente lo slogan; parlava di speranza e di rassegnazione, della facilità di passare dalla prima alla seconda, mentre quella è infinita, questa è finita. Limitata.
Ho avuto modo di conoscere una persona che studia alle serali. Qualcuno che senza alcuna faciloneria possa dire: non ho tempo di studiare. Arrivando a casa dal lavoro un’oretta prima dell’inizio della scuola, di fatto ha a disposizione parte del week-end per concentrarsi sui libri.
Si fa un gran parlare di meritocrazia e di “ritorno al merito”. Tante belle parole. Qualsiasi personda dotata di senno non passerebbe gli sprazzi di tempo libero sui libri. Magari su di un libro. Ma su quelli scolastici, no. E a ragione. Questa persona lo sa e non si nasconde dietro un dito. Eppure – senza alcuna retorica - è un individuo di merito, un individuo che merita. Che cosa?
Che ciò che lo circonda concorra ad un senso.
Certo, il senso è opera individuale, affidata a noi come singoli: la lenta costruzione di una direzione personale con cui dobbiamo ripempire i nostri occhi, originale bussola, per rimmeterci “in sesto”. Ma la fatica – perché di questo si tratta, checché ne dicano gli “adultoni” già sistemati – si quadruplica quando intorno appare tutto dissestato.
Posso aver intuito una stella che orienti il percorso. Ma si fa gelida e ancor più lontana se i parametri che ieri consideravo fermi, stamattina li trovo in cocci. Un coboldo si aggira per le nostre case e nottetempo spinge a terra le cose a noi care, poi si nasconde nello specchio e osserva la nostra faccia al risveglio.
Sono dissestato se constato che l’asse portante della filosofia, mia disciplina di insegnamento, e cioè la domanda, l’azione del domandare, non viene in classe evitata per superficialità, dabbenaggine o pigrizia (che son le prime cose che quando ci mastrocoliamo amiamo rinvenire nei ragazzi), ma perché si teme che l’insegnante “ritorca” contro qualcuno, interrogandolo, la domanda stessa.
Sono dissestato se constato che, nonostante il continuo quotidiano “aritmetico” sforzo, alcuni studenti non riescano a tener fede a pratiche minime di lealtà. Non a grandiosi proclami di fiducia reciproca. Non a solenni impegni in nome del dovere. A piccoli patti; al “siamo d’accordo che”. Che poi non è un accordo privato, ma un banale calendario concordato con l’intera classe.
Ecco. Il dissesto mi pare stia nella condanna che qualcuno ha deciso per questi ragazzi: dovete cavarvela da soli. Che non è la celebrazione delle capacità di autonomia. E’ il trionfo del “ci si salva da soli”. Non è il dover commerciare con la complessità del mondo; non è nemmeno il fallimento di orientamenti pedagogici varii, dal direttivo-autoritario al permissivo-libertario; non è il saggiare l’acqua della società fluida.
E’ la caduta delle ipocrisie dei nostri nonni, loro malgrado s’intende, che vivevano la dimensione della comunità per sentito dire, un copiaincolla di direttive ideologiche di una chiesa, di un partito, di un insieme di valori considerato talmente ovvio da essere spazzato via in meno di mezzo secolo. Avevano ascoltato un teorema pensadolo come giusto, non l’avevano mai davvero sentito.
I figli di quei nonni – che sono i padri e le madri di chi ho in classe – stanno in tre categorie: chi pensa che nulla sia cambiato, e arranca e si lamenta e insegna la rassegnazione; chi ha capito che nessuno ha mai creduto davvero alla favola del “vivere insieme” (poco importa se qualcheduno vi ha perso la vita o la salute) e quindi addestra i propri cuccioli ad essere animali solitari; chi non ha mai abitato un assoluto e adesso come allora resiste.
L’individuo è rassegnazione, la soddisfazione è rassegnazione, la grettezza è rassegnazione. La relazione è resistenza, la curiosità è resistenza, la passione-con è resistenza. Tra me e te, tra noto e ignoto, tra l’essere posseduto da una musa e il voler cercare insieme il linguaggio migliore: sempre e comunque la vita sta sul bordo.
tratto da: http://www.comegufi.org/2012/02/25/giusto-sul-bordo/
per contatti: giovannirealdi@libero.it
sabato 25 febbraio 2012
La biblioteca di Borges
venerdì 24 febbraio 2012
Ferraris, La biblioteca di Borges
Per noi una biblioteca è come un bosco, nel cui intrico di sentieri ombrosi perdersi e ritrovarsi. Il luogo dei sogni e dei desideri.
Maurizio Ferraris
La biblioteca di Borges
La Biblioteca Nazionale di Buenos Aires non è più quella che aveva conosciuto Jorge-Luis Borges (1899-1986) a Calle México, nel quartiere di San Telmo. È un edificio moderno nel quartiere della Recoleta che ricorda vagamente il bunker antiaereo dello zoo di Berlino, e ha vicende poco meno militari, giacché il terreno su cui sorge era quello della residenza di Perón, distrutta insieme ad altre vestigia del regime dopo il 1955. Dopo varie vicissitudini, fu alla fine inaugurata nel 1992 da Carlos Menem, quello che gli argentini chiamavano El Turco, trasformandolo a tutti gli effetti nel personaggio di una novella di Borges. Così come borgesiana è non solo la grande biblioteca, prefigurazione della Biblioteca di Babele, ma anche la storia che ho appreso girando per la biblioteca. Borges ha diretto la Biblioteca dal 1955 al 1973, nominato alla caduta di Perón, di cui era un fermo antipatizzante, e dimissionato subito dopo il ritorno del generalissimo. Aveva scritto una poesia quando ricevette la nomina, in cui ironizzava sull´ironia di Dio che aveva pensato di dargli, insieme, una miriade di libri e la cecità. Non è la sola ironia, perché per cacciarlo si sostenne che ne aveva rubati. Perciò, prima di andarsene, convocò uno scrivano che constatò la proprietà e fece la lista delle opere che dovevano essere ritirate dall´ufficio, perché appartenevano a Borges che le aveva portate lì per controllare i riferimenti delle sue Opere complete, pubblicate durante la sua direzione, e per altri lavori del periodo (ad esempio il Manuale di zoologia fantastica, del 1957). Dei libri di sua proprietà ne lasciò un migliaio alla Biblioteca, perché Borges non rubava libri, ma compiva l´azione simmetrica, regalandoli. A casa non ne teneva più di millecinquecento, molti li dava ad amici per far spazio a nuove letture, e giunse sino ad abbandonare pacchi di libri nei caffè. Gli impiegati, peronisti, non si diedero molto da fare per timbrare come «fondo Borges» e classificare questi libri (che si riconoscono perché sul frontespizio c´è la firma di Borges e la data in cui li aveva comprati), che si dispersero come aghi in un pagliaio di novecentomila volumi.
Due giovani ricercatori, Laura Rosato e Germán Álvarez, impiegati nella Biblioteca, con un lavoro di dieci anni li hanno recuperati. Il risultato è un grande catalogo: Borges, libros y lecturas raccoglie cinquecento titoli, gli altri, per il momento non pubblicati, sono o doni di scrittori amici o libri che richiedevano lavori di restauro. Per ritrovarli nel pagliaio il trucco è stato, in un autore così iper-letterato come Borges, partire dalle sue opere, guardare le fonti che citava, e di lì appunto andare a frugare. Poi, da un libro si trovavano gli altri, visto che ogni libro rinviava ad altri libri, come Pollicino. Abbiamo così le letture (e soprattutto le riletture) di Borges come ce le darebbe la cronologia dei siti consultati dal nostro computer ma in modo molto più selettivo e sulla distanza cronologica di trent´anni e più. Come in un Web cartaceo Borges mette in dialogo autori disparati, con un sistema di rimandi: "Cf.", "vide" (dove si amplia il concetto segnato), ma anche il "sed contra", dove si crea l´opposizione. Questo leggere scrivendo, e scrivere leggendo, non ha niente di sistematico. Borges è per sua ammissione un lettore edonista. Si fa guidare dal principio di piacere, che però molto spesso lo porta più ai saggi che non alla letteratura.
Ci sono letture filosofiche: da Anselmo d´Aosta che lo attrae per la prova ontologica, al libro della Anscombe su Wittgenstein a quello di Augusto Guzzo su Giordano Bruno; Gentile sul pensiero del Rinascimento italiano, Nietzsche (le Considerazioni inattuali) e soprattutto l´amatissimo Schopenhauer. Il che non sorprende per un autore che considerava la filosofia un ramo della letteratura fantastica. Ma c´è anche il libro di Samuel Butler sui santuari del Piemonte e del Canton Ticino, quello di Houston Stewart Chamberlain (l´autore amatissimo da Wagner e da Hitler) su Goethe, quello di Max Brod su Kafka, e Jung e Hume, Plutarco e Poe, Strindberg e Tasso. Più una molteplicità di anonimi, di compilazioni, di minori. Molto Croce, ma soprattutto sulla letteratura (Ariosto, Carducci...), le saghe nordiche e quelle orientali e la letteratura secondaria sull´argomento, e, sopra tutti, l´amatissimo Dante, in molte edizioni e commenti.
Generalmente nella lingua originale dei libri (Borges leggeva oltre che in spagnolo in italiano, francese, tedesco, inglese e latino), le annotazioni non invadono mai il testo e consistono in un riuso giudizioso di quello che Gérard Genette ha chiamato «paratesto», giacché si trovano sul frontespizio o alla fine del libro, e raramente sulla copertina, come in una edizione tascabile dell´Amleto. Sono in gran parte nello stampatello minuscolo, le lettere "come formiche" che Borges elesse come la propria grafìa. E dopo il 1954 e la cecità la scrittura è quella della madre Leonor Acevedo de Borges, che vediamo fotografata sulla copertina del catalogo mentre scrive e postilla per il figlio nell´appartamento di calle Maipú 994. Le annotazioni sono in apparenza impersonali, e consistono molto spesso nella scelta di espressioni, proprio come nei taccuini che Erasmo raccomandava di tenere ai suoi discepoli. Ma proprio nella loro impersonalità catturano l´identità di Borges. Lui è quei libri e quelle citazioni ne definiscono l´originalità. Lui è quel compendio incarnato.
In qualche caso, però, la pagina diventa lo spazio su cui elaborare progetti di libri a venire. Come per esempio quando nel frontespizio di un libro tedesco di occultismo troviamo il progetto di un saggio che avrebbe dovuto uscire dopo la Storia dell´eternità (1936), e che si troverà in parte in altre raccolte, soprattutto in Altre inquisizioni (1952). A volte invece nei frontespizi o in fondo ai libri Borges lascia tracce delle sue amicizie, per esempio The Principles of Mathematics di Russell, in cui scrive che è «regalo di Bioy Casares» (che sempre Borges considerò come il suo tutore logico), o degli amori, come quando annota la data di un appuntamento con Estela Canto al fondo di un´edizione dell´Inferno di Dante, oppure ancora della vita pubblica, quando nel frontespizio della Vita di Schopenhauer di Wilhelm Gwinner troviamo la lista delle sue conferenze tra il 1949 e il 1952.
In un caso, poi, il libro diviene il supporto per una poesia rimasta inedita sino a oggi. Si tratta dell´ultima pagina del quarto volume del libro del teologo Christian Walch sulle eresie e le lotte religiose dopo la Riforma (1773, undici volumi) comprata durante il soggiorno europeo. La poesia data 11 dicembre 1923, poco prima della partenza dall´Europa, e sembra contenere ironicamente il giovane Borges, che si lascia andare ai sentimenti, il Borges maturo, poco incline a esprimerli, ma appassionato di eretici, catari e guerre di religione, e soprattutto il Borges che ci ha raccontato come i libri nascano da altri libri, e l´immediatezza sia il frutto della mediazione:
la speranza/ come un corpo di ragazza/ ancora misterioso e tacito./ ancora non amato di amore/ e una chitarra che appassionatamente muore e con sollievo/ dolorosa risorge/ e il cielo sta vivendo un plenilunio/ con il rimorso e la vergogna della/ insoddisfatta speranza e di non essere felici
(Da: la Repubblica del 15 Gennaio 2012; io l'ho 'prelevato' dal blog Vento Largo di Giorgio Amico)
venerdì 24 febbraio 2012
PERCHE’ L’OPPOSIZIONE
PERCHE’ L’OPPOSIZIONE
Nella ricorrenza dei 100 giorni dalla nascita del governo Monti, mi permetto di elencare di seguito quattro ragioni (esposte in forma assolutamente schematica) per le quali è necessario che la sinistra si collochi coerentemente all’opposizione, sviluppandone nel Paese una forma adeguata ben diverse da quella parlamentare di stampo populista portata avanti dall’IDV, da un lato e dalla Lega Nord dall’altro:
1) L’opposizione è necessaria, sia sul terreno sociale sia in quello politico, perché soltanto da quel tipo di posizione, potrà essere possibile sviluppare una riflessione capace di portare a definire non soltanto una soluzione alternativa nella crisi del nostro sistema politico, ma anche a indicare i tratti di un’alternativa di fondo di trasformazione del sistema, corrotto e ingiusto, nel quale ci troviamo;
2) L’opposizione è necessaria perché, nello specifico della situazione italiana, siamo di fronte ad un suo utilizzo da parte dei ceti dominanti, direttamente rappresentati da questo governo, per ristabilire, con vero e proprio “furore ideologico”, condizioni di dominio di classe che le lotte dei lavoratori avevano “temperato” nel corso dei decenni precedenti;
3) L’opposizione è necessaria perché il peso delle diseguaglianze sociali è ormai insopportabile e troppo esteso ponendo a rischio il minimo necessario di “coesione sociale”. Siamo di fronte ad un cumulo di insostenibili ingiustizie e di una complessiva inefficienza del tipo di risposta che il “pubblico” deve alla complessità dei bisogni , con una – nuovamente insopportabile – intrusione del privato che acuisce le differenze di “status” e di “reddito”;
4) L’opposizione è necessaria per prepararci sul piano politico alla dinamica di riallineamento del sistema che, proprio al riguardo dell’impatto sistemico che avrà necessariamente questo governo, scompaginerà il quadro delle forze politiche italiane, aprendo a sinistra un vuoto notevole che sarà necessario colmare lavorando alla costruzione di una nuova, adeguata, soggettività rappresentativa dei ceti sociali maggiormente colpiti dalla crisi e di quell’idea di alternativa di cui ho parlato al punto 1. Inoltre, sempre sul piano più strettamente politico, l’opposizione è necessaria anche, sul piano democratico, per ristabilire un equilibrio e fronteggiare i rischi di autoritarismo presenti nello stato di cose in atto, e il progetto di modifica della Costituzione in senso presidenzialista, oggi presente più che mai.
Grazie per l’attenzione
Savona, li 24 febbraio 2012 Franco Astengo
Nella ricorrenza dei 100 giorni dalla nascita del governo Monti, mi permetto di elencare di seguito quattro ragioni (esposte in forma assolutamente schematica) per le quali è necessario che la sinistra si collochi coerentemente all’opposizione, sviluppandone nel Paese una forma adeguata ben diverse da quella parlamentare di stampo populista portata avanti dall’IDV, da un lato e dalla Lega Nord dall’altro:
1) L’opposizione è necessaria, sia sul terreno sociale sia in quello politico, perché soltanto da quel tipo di posizione, potrà essere possibile sviluppare una riflessione capace di portare a definire non soltanto una soluzione alternativa nella crisi del nostro sistema politico, ma anche a indicare i tratti di un’alternativa di fondo di trasformazione del sistema, corrotto e ingiusto, nel quale ci troviamo;
2) L’opposizione è necessaria perché, nello specifico della situazione italiana, siamo di fronte ad un suo utilizzo da parte dei ceti dominanti, direttamente rappresentati da questo governo, per ristabilire, con vero e proprio “furore ideologico”, condizioni di dominio di classe che le lotte dei lavoratori avevano “temperato” nel corso dei decenni precedenti;
3) L’opposizione è necessaria perché il peso delle diseguaglianze sociali è ormai insopportabile e troppo esteso ponendo a rischio il minimo necessario di “coesione sociale”. Siamo di fronte ad un cumulo di insostenibili ingiustizie e di una complessiva inefficienza del tipo di risposta che il “pubblico” deve alla complessità dei bisogni , con una – nuovamente insopportabile – intrusione del privato che acuisce le differenze di “status” e di “reddito”;
4) L’opposizione è necessaria per prepararci sul piano politico alla dinamica di riallineamento del sistema che, proprio al riguardo dell’impatto sistemico che avrà necessariamente questo governo, scompaginerà il quadro delle forze politiche italiane, aprendo a sinistra un vuoto notevole che sarà necessario colmare lavorando alla costruzione di una nuova, adeguata, soggettività rappresentativa dei ceti sociali maggiormente colpiti dalla crisi e di quell’idea di alternativa di cui ho parlato al punto 1. Inoltre, sempre sul piano più strettamente politico, l’opposizione è necessaria anche, sul piano democratico, per ristabilire un equilibrio e fronteggiare i rischi di autoritarismo presenti nello stato di cose in atto, e il progetto di modifica della Costituzione in senso presidenzialista, oggi presente più che mai.
Grazie per l’attenzione
Savona, li 24 febbraio 2012 Franco Astengo
Carissimi,
vi invito a diffondere (e far sostenere) l'encomiabile iniziativa del Sig. Casarrubea - preciso e caparbio storico siciliano - ossia quella di digitalizzare e arricchire l'Archivio Storico da lui creato e ricco di documentazione.
Contatto voi perché vi interconnette l'interesse comune per il fenomeno
mafioso, la nonviolenza, Danilo Dolci, la tensione verso la verità.
Per maggiori dettagli sull'Archivio Casarrubea, si veda qui:
Per maggiori informazioni sulle modalità per le donazioni:
La libertà si nutre di verità.
Bonne vie.
Roberto
25 febbraio - Giornata nazionale di mobilitazione contro gli F-35
Accademia Apuana della Pace
Sito: www.aadp.it - Email: info@aadp.it
Sede provvisoria: presso A.V.A.A.,via Quercioli, 77 - 54100 MASSA
tel. 339 5829566 - fax 0585/792909- c.f. 92025160455
(ccb: Banca Etica - n. 116148 - abi: 05018 - cab: 02800)
Redazione Notiziario: notiziario@aadp.it
Per iscriversi alla mailing list del notiziario: lista_notiziario-subscribe@aadp.it
Cari amici,
come sapete, l'Ammiraglio-Ministrotecnico Giampaolo Di Paola ha deciso di confermare l'acquisto di 90 cacciabombardieri nucleari F35: una delle più micidiali armi da guerra mai costruite, che costa circa 115 milioni di euro al pezzo. In tutto più di 10 miliardi di euro ai quali se ne dovranno aggiungere almeno altri 30 per la loro gestione.
Si tratta di una scelta irresponsabile mentre si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano i soldi per la polizia, la giustizia, la protezione civile, la scuola, la lotta alla povertà e per gli enti locali.
Per questo è importante accrescere la pressione sul Parlamento che ora dovrà valutare e cancellare questa decisione.
Con questo spirito vi invitiamo ad aderire alla Giornata nazionale di mobilitazione contro gli F-35 che si svolgerà sabato 25 febbraio 2012. In particolare vi proponiamo di:
organizzare la raccolta di firme nella vostra città (in piazza, in una scuola, negli uffici,...) (vedi il modulo in allegato);
chiedere al vostro Comune (o Provincia) di aderire votare una mozione contro l'acquisto degli F-35 (vedi la bozza di delibera del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani);
chiedere ai parlamentari eletti nel vostro territorio di annunciare il proprio voto contrario agli F-35.
In attesa di conoscere le iniziative che deciderete di assumere, vi invio i più cordiali saluti.
Flavio Lotti
Coordinatore nazionale Tavola della pace
Perugia, 20 febbraio 2012
Notiziario settimanale dell'Accademia Apuana della Pace n. 365 del 24/02/2012
Approfondimenti
In questa sezione sono pubblicati gli articoli e i documenti di approfondimento segnalati dai lettori del notiziario
1) Carcere
Giustizia: malati e carcerati…, Eleonora Martini (Fonte: Ristretti Orizzonti - News Letter)
2) Industria - commercio di armi, spese militari
Spese militari, la fine di un tabù, Michele Nardelli (Fonte: Controllarmi: rete per il disarmo - segnalato da Peacelink)
A proposito dei caccia F35, ComboniFem - Suore Comboniane (Fonte: ComboniFem - Newsletter Suore Comboniane del 9 febbraio 2012)
3) Lavoro ed occupazione
Perché insistono sull'abolizione dell'art. 18 ?, Umberto Franchi (Fonte: ComunicazioniNazionali)
4) Politica e democrazia
Monti eolimpiadi, Massimo Michelucci
5) Povertà ed emarginazione
Voci degli invisibili della Casa di Accoglienza di Massa: Giuseppe di Barberino in Mugello\, Ilde Piccioli (Fonte: AVAA)
Notizie dal mondo
Approfondimenti "globali"
1) America Latina
Mininotiziario America Latina dal basso - n. 05/2012 del 31.01.2012, Fondazione Neno Zanchetta (Fonte: Fondazione Neno Zanchetta)
2) Palestina e Israele
In memoria di Abir Aramin morta il 18 gennaio 2007, Il padre di Abir- palestinese (Fonte: Comunità di Via Gaggio (Lecco))
Notiziario TV
In questa sezione sono pubblicati i link ai video che i lettori del notiziario ci segnalano
1) Video
La condizione dei minori stranieri in Italia (parte 3), Gruppo Abele
Corsi / strumenti
In questa sezione sono pubblicati i corsi e gli strumenti utili per la formazione proposti dai movimenti e dalle associazioni
1) Corsi di formazione
Master di I Livello in Mediazione Culturale e Religiosa (2°edizione), Università Pontificia Salesiana - Facoltà di Filosofia (Fonte: Interdependence)
Recensioni
1) Libri
"Un mondo senza Wall Street" di François Morin, Andrea Sartori
Associazioni
1) Documenti
Per l'Alternativa - notiziario di PuntoRosso Carrara del 04.02.2012, Punto Rosso Carrara (Fonte: Punto Rosso Carrara)
2) Iniziative
Capire la crisi per non pagarne le conseguenze, Massa, venerdì 24 febbraio pre 21.00 Casa delle Culture, Assemblea Antifascista Antirazzista Massa Carrara, Collettivo Autonomo Studentesco (Fonte: Assemblea Antifascista Antirazzista Massa Carrara)
"Esperimenti di democrazia globale": GIANLUCA SGUEO, autore del libro, ne parla con ALESSANDRO VOLPI, Massa, Sabato 25 febbraio ore 17.30 Circolo Briciole, Associazione Culturale "L'incontro" (Fonte: Associazione Culturale "L'incontro")
Iniziative segnalate (dal 24/02/2012 al 05/03/2012)
da Sabato 18/02/2012 al 04/03/2012
Mostra fotografica collettiva 2012 - Massa, Palazzo Ducale - Sala degli Specchi - p.za Aranci, ore 18:00 (organizzato da: Club fotografico apuano)
Venerdì 24/02/2012
Le Donne nella Storia: Teodora (relatrice Dott.ssa Mirella Rossi) - Massa, c/o Sede AIMA, via Serchio 49 - Marina di Massa, ore 16:30 (organizzato da: Associazione Intercomunale Massese Anziani, 0585-869834)
Capire la crisi per non pagarne le conseguenze - Massa, Casa delle Culture (ex deposito CAT) - Pomerio Ducale, ore 21:00 (organizzato da: Assemblea Antifascista Antirazzista Massa Carrara, Collettivo Autonomo Studentesco)
Sabato 25/02/2012
"Esperimenti di democrazia globale": GIANLUCA SGUEO, autore del libro, ne parla con ALESSANDRO VOLPI - Massa, Circolo "Briciole" - Via Cervara, 115, ore 17:30 (organizzato da: Associazione Culturale "L'incontro", associazione.incontro@gmail.com, 0585-250190)
Domenica 26/02/2012
Mario Pegollo racconta "Castelli, Rocche e Fortezze in punta di...matita" - Massa, Circolo "Briciole" - Via Cervara, 115, ore 17:30 (organizzato da: Associazione Culturale "Briciole", sdoga@email.it, 348 0925601 - 340 5643649)
Dettaglio iniziative
Le iniziative e gli articoli da pubblicare sul notiziario e sul sito devono essere inviate alla Redazione entro la mattina del giovedì, giorno che precede l'invio del notiziario.
Il presente notiziario settimanale, oltre ad essere un servizio di informazione sulle diverse iniziative promosse dalle associazioni, è anche uno spazio aperto per condividere pensieri, documenti, riflessioni, proposte, ma anche suggerimenti di letture, recensioni… sui temi della pace, della nonviolenza, della giustizia, della solidarietà, dei diritti…: chiunque voglia dare il proprio contributo deve solo farlo pervenire alla Redazione del Notiziario chiedendone la pubblicazione sul notiziario.
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25 febbraio - Giornata nazionale di mobilitazione contro gli F-35
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Flavio Lotti
Coordinatore nazionale Tavola della pace
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Venerdì 24/02/2012
Le Donne nella Storia: Teodora (relatrice Dott.ssa Mirella Rossi) - Massa, c/o Sede AIMA, via Serchio 49 - Marina di Massa, ore 16:30 (organizzato da: Associazione Intercomunale Massese Anziani, 0585-869834)
Capire la crisi per non pagarne le conseguenze - Massa, Casa delle Culture (ex deposito CAT) - Pomerio Ducale, ore 21:00 (organizzato da: Assemblea Antifascista Antirazzista Massa Carrara, Collettivo Autonomo Studentesco)
Sabato 25/02/2012
"Esperimenti di democrazia globale": GIANLUCA SGUEO, autore del libro, ne parla con ALESSANDRO VOLPI - Massa, Circolo "Briciole" - Via Cervara, 115, ore 17:30 (organizzato da: Associazione Culturale "L'incontro", associazione.incontro@gmail.com, 0585-250190)
Domenica 26/02/2012
Mario Pegollo racconta "Castelli, Rocche e Fortezze in punta di...matita" - Massa, Circolo "Briciole" - Via Cervara, 115, ore 17:30 (organizzato da: Associazione Culturale "Briciole", sdoga@email.it, 348 0925601 - 340 5643649)
Dettaglio iniziative
Le iniziative e gli articoli da pubblicare sul notiziario e sul sito devono essere inviate alla Redazione entro la mattina del giovedì, giorno che precede l'invio del notiziario.
Il presente notiziario settimanale, oltre ad essere un servizio di informazione sulle diverse iniziative promosse dalle associazioni, è anche uno spazio aperto per condividere pensieri, documenti, riflessioni, proposte, ma anche suggerimenti di letture, recensioni… sui temi della pace, della nonviolenza, della giustizia, della solidarietà, dei diritti…: chiunque voglia dare il proprio contributo deve solo farlo pervenire alla Redazione del Notiziario chiedendone la pubblicazione sul notiziario.
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giovedì 23 febbraio 2012
Respingimenti in Libia: Italia condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo
Ogni tanto qualche buona notizia.
Luisa Morgantini
Strasburgo, 23 febbraio 2012. Respingimenti di profughi verso la Libia: l'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. In particolare nel caso Hirsi, relativo a 24 profughi rintracciati dal Cir (Comitato italiano per i rifugiati) in Libia dopo il respingimento di un natante con 200 migranti subsahariani a bordo, e verificatosi nel 2009, l'Italia non ha rispettato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, che condanna la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. Ecco la dichiarazione a caldo di Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati: "Si tratta della più importante sentenza della corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall'italia verso la libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente governo Berlusconi. E' una sentenza storica il verdetto sulla prima operazione di respingimento fatta dall'italia. Vieterà in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della corte marca così un principio fondamentale di cui anche l'attuale governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il governo di transizione libico". La Corte ha inoltre stabilito che l'Italia ha violato il divieto alle espulsioni di massa, nonché il diritto riconosciuto alle vittime di tali procedure di fare ricorso presso i tribunali italiani. Il nostro paese è stato condannato a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, mentre due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili. Il Gruppo EveryOne si è impegnato duramente per questo verdetto di giustizia e contro il rinnovo degli accordi con la Libia e altri paesi nordafricani sulla lotta all'immigrazione (purtroppo già sottoscritti anche dal nuovo governo), ricevendo atti intimidatori, ostilità e censura (escludendo un solo importante quotidiano nazionale). La Corte ha preso una decisione giusta e storica, che definisce definitivamente come "crimini" i respingimenti in mare attuati dal nostro governo e difesi dalla maggioranza di politici e media.
nota mia: ringraziamo, si fa per dire, quei 'simpaticoni' della lega (e chi li ha sostenuti) per le loro leggi razziste e inumane...
Luisa Morgantini
Respingimenti in Libia: Italia condannata dalla
Corte europea dei diritti dell'uomo
Strasburgo, 23 febbraio 2012. Respingimenti di profughi verso la Libia: l'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. In particolare nel caso Hirsi, relativo a 24 profughi rintracciati dal Cir (Comitato italiano per i rifugiati) in Libia dopo il respingimento di un natante con 200 migranti subsahariani a bordo, e verificatosi nel 2009, l'Italia non ha rispettato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, che condanna la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. Ecco la dichiarazione a caldo di Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati: "Si tratta della più importante sentenza della corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall'italia verso la libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente governo Berlusconi. E' una sentenza storica il verdetto sulla prima operazione di respingimento fatta dall'italia. Vieterà in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della corte marca così un principio fondamentale di cui anche l'attuale governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il governo di transizione libico". La Corte ha inoltre stabilito che l'Italia ha violato il divieto alle espulsioni di massa, nonché il diritto riconosciuto alle vittime di tali procedure di fare ricorso presso i tribunali italiani. Il nostro paese è stato condannato a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, mentre due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili. Il Gruppo EveryOne si è impegnato duramente per questo verdetto di giustizia e contro il rinnovo degli accordi con la Libia e altri paesi nordafricani sulla lotta all'immigrazione (purtroppo già sottoscritti anche dal nuovo governo), ricevendo atti intimidatori, ostilità e censura (escludendo un solo importante quotidiano nazionale). La Corte ha preso una decisione giusta e storica, che definisce definitivamente come "crimini" i respingimenti in mare attuati dal nostro governo e difesi dalla maggioranza di politici e media.
nota mia: ringraziamo, si fa per dire, quei 'simpaticoni' della lega (e chi li ha sostenuti) per le loro leggi razziste e inumane...
mercoledì 22 febbraio 2012
MIKIS THEODORAKIS: LETTERA APERTA
Mikis Theodorakis: lettera aperta
ATENE, 12 febbraio 2012 - Esiste una cospirazione internazionale il cui obbiettivo è la completa distruzione del mio Paese. Hanno iniziato nel 1975, prendendo di mira la civilizzazione della Grecia moderna, hanno proseguito con la distorsione della nostra storia moderna e della nostra identità nazionale, ed ora stanno cercando di eliminarci sia biologicamente che per tramite della disoccupazione, della fame e dell’impoverimento.
Se il popolo greco non si solleva come un tutt’uno per fermarli, il pericolo dell’estinzione della Grecia è evidente e lo colloco nei prossimi dieci anni: non resterà nulla di noi tranne il ricordo della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà.
Fino al 2009, non c’è stato nessun serio problema economico. Le maggiori ferite alla nostra economia erano rappresentate dalle enormi spese collegate a due fattori: l’acquisto di materiale bellico e la corruzione di una parte del settore politico-economico-giornalistico.
Di entrambe tali ferite, sono congiuntamente responsabili gli stranieri: per esempio i tedeschi, così come i francesi e gli inglesi e gli americani, che hanno guadagnato miliardi di euro dalla vendita di materiale di guerra a scapito della salute della nostra nazione. Tale continua emorragia ci ha messo in ginocchio e non ci ha permesso di progredire, mentre nel contempo rendeva prospere tali nazioni straniere. La stessa cosa vale per il problema della corruzione: l’azienda tedesca Siemens – per esempio – aveva un dipartimento specifico finalizzato alla corruzione di azionisti greci in modo da collocare i propri prodotti sul mercato greco. Dunque, il popolo greco è stato vittima dell’accoppiata predatoria data dai tedeschi in combutta con altri greci, che si sono arricchiti a sue spese.
È ovvio che queste due grandi ferite si sarebbero potute evitare se i capi dei due partiti pro-America al potere non fossero stati indeboliti dagli elementi corrotti che sono ricorsi a prestiti eccessivi al fine di occultare la fuga della ricchezza (cioè del frutto del lavoro del popolo greco), nelle mani di nazioni straniere; cosa che ha portato ad un debito pubblico salito a 300 miliardi di euro, cioè pari al 130% del PIL.
Grazie a questo tradimento da parte di chi godeva della fiducia, gli stranieri elencati in precedenza hanno conseguito un profitto doppio: il primo derivante dalla vendita delle armi e dei loro prodotti. Il secondo, derivante dagli interessi sul denaro che hanno prestato ai governi, e non al popolo. Come abbiamo visto, in entrambi i casi la prima vittima è il popolo. Il solo esempio che segue è sufficiente a convincervi: gli interessi sul prestito da un miliardo di dollari che Andreas Papandreu ricevette nel 1986 da una importante nazione europea hanno raggiunto i 54 miliardi (ho ricontrollato 3 volte: miliardi. 54 miliardi di interessi su 1 miliardo di prestito, ndt), di euro ed avrebbero finito di essere ripagati nel... 2010!
Un anno fa Juncker dichiarò di essersi reso conto che l’emorragia finanziaria greca fosse dovuta all'eccessiva (e compulsiva) spesa nell’acquisto di materiale militare esclusivamente dalla Germania e dalla Francia. Concluse quindi che i nostri venditori ci stavano portando sulla via della distruzione. Confessò, comunque, di non aver intrapreso nessuna azione che potesse danneggiare gli interessi delle nazioni – sue – amiche!
Nel 2008 è arrivata in Europa la grande crisi finanziaria. Che l’economia greca ne venisse colpita è stata solo una questione logica. Invece i nostri standard di vita – tali che la Grecia era nel gruppo dei 30 Paesi più ricchi al mondo – non ne furono influenzati; anzi, ci fu un aumento del debito pubblico. Ma il debito pubblico non porta necessariamente ad una crisi finanziaria. Ci sono grandi nazioni, quali gli Stati Uniti e la Germania, che hanno debiti di trilioni (migliaia di miliardi) di euro. La chiave è nella crescita economica e nella produzione, in tal caso si può avere denaro in prestito dalle grandi Banche al 5% fino a che la crisi non termina. Una simile crescita economica era esattamente la posizione nella quale ci trovavamo nel 2009, quando nel novembre si verificò il cambio di governo e G. Papandreou salì in carica come Primo Ministro. Per rendere più chiara l’attuale idea dei greci, citerò due cifre: nelle elezioni del 2009 il PASOK prese il 44% dei voti. Oggi i sondaggi attribuiscono al PASOK il 6% dei voti. Papandreu avrebbe potuto affrontare la crisi finanziaria (che come ho già detto è il riflesso di quella europea), prendendo a prestito dalle banche straniere al tasso abituale del 5%. Se avesse fatto ciò, non ci sarebbe stato il minimo problema per il Paese. Di fatto, sarebbe successo l’opposto: dato che ci trovavamo in una direzione di crescita economica, i nostri standard di vita sarebbero certamente migliorati.
Ad ogni modo, Papandreou aveva dato inizio alla sua cospirazione segreta ai danni del popolo greco fin dall’estate del 2009, quando si era incontrato segretamente con Strauss-Kahn, con lo scopo di mettere la Grecia sotto il dominio del Fondo Monetario Internazionale. La notizia relativa a questo incontro è stata diffusa dallo stesso presidente del FMI.
Per raggiungere un tale obbiettivo, è stata distorta la reale situazione finanziaria del Paese, di modo che le banche diventassero nervose e facessero salire i tassi di interesse a valori proibitivi. L’odioso progetto è iniziato con la falsa crescita del debito pubblico dal 9,2% al 15%. Per tale atto criminale, 20 giorni fa il Procuratore Peponis ha incriminato Papandreou e Papakonstantinou (ministro delle Finanze). Quella che ne è seguita è stata una sistematica campagna portata avanti in tutta Europa da Papandreou e Papakonstantinou, portata avanti per 5 mesi durante i quali cercarono di convincere gli europei che la Grecia fosse un Titanic vicino ad affondare, che i greci fossero corrotti, fannulloni e quindi incapaci di far fronte ai bisogni del Paese. Dopo ognuna di simili dichiarazioni, i tassi di interesse salirono finchè divenne per noi impossibile accedere ulteriormente ad altri prestiti e dando così al Fondo Monetario Internazionale ed alla Banca Centrale Europea la possibilità di sembrare dei salvatori quando in realtà sono quelli che hanno dato inizio alla nostra morte.
Nel maggio del 2010, fu un solo ministro a firmare quel famoso Memorandum che sancì la nostra completa schiavitù ai nostri finanziatori. Le leggi greche prevedono che nel caso di accordi di tale importanza l’adozione sia decisa dai 3 quinti del Parlamento. Dunque, fondamentalmente, sia il Memorandum, che la Troika che di fatto ci governa oggi, sono entrambi illegali tanto per le leggi greche che per quelle europee. Ma da allora, se ci sono 20 passi che ci separano dalla morte, ne abbiamo percorsi più della metà. Immaginiamo che con questo Memorandum noi si sia affidata a degli stranieri la nostra indipendenza nazionale e la nostra proprietà nazionale cioè: i nostri porti, aeroporti, reti stradali, elettricità, reti idriche, giacimenti sotterranei e sottomarini, risparmi, ecc., ecc. Aggiungiamo i nostri monumenti storici quali l’Acropoli, Delfi, Olimpia ed Epidauro e siti analoghi, dato che abbiamo rinunciato alle nostre difese legali.
La produzione è arrivata ad un punto morto, la disoccupazione è salita al 18%, 80.000 negozi hanno chiuso così come migliaia di piccole aziende e centinaia di industrie. Complessivamente hanno chiuso 432.000 imprese. Decine di migliaia di giovani scienziati stanno abbandonando il Paese che sta precipitando ogni giorno di più nelle tenebre medioevali. Migliaia di cittadini un tempo benestanti rovistano nella spazzatura e dormono per terra. Intanto, si pensa che noi si sopravviva grazie alla magnanimità di chi ci ha prestato i soldi: l’Europa, le Banche, il FMI. La verità è che ogni pacchetto di aiuti, che addebita alla Grecia decine di miliardi di euro, viene totalmente rimborsato mentre noi siamo schiacciati da tassi di interesse insostenibili. E siccome è necessario tenere in piedi lo Stato, gli ospedali e le scuole, la Troika sta caricando di tasse esagerate gli strati economici medi e bassi della popolazione, conducendoci direttamente alla fame, a quella carestia che si verificò all’inizio dell’occupazione tedesca del 1941, quando in 6 mesi morirono 300.000 greci. Da allora, nel nostro diffamato e sfortunato Paese lo spettro della fame ritorna solo oggi.
Se riflettiamo sul fatto che l’occupazione tedesca ci costò un milioni di morti e la totale distruzione del nostro Paese, come è possibile che i greci accettino le minacce della Merkel e l’intenzione della Germania di imporci un nuovo (Adolph Wagner, ndt) Gauleiter... questa volta con la cravatta...?
Per dimostrare che Paese ricco sia la Grecia e che lavoratori coscienziosi ed instancabili siano i greci (consci del loro debito verso la libertà e di amore per il loro Paese), voglio citare un esempio dei tempi dell’occupazione tedesca verificatasi dal 1941 all’ottobre 1944.
Quando le SS e la fame stavano uccidendo un milione di cittadini e la Wehrmacht stava sistematicamente distruggendo il Paese, e rubando tutta la sua produzione agricola e l’oro dalle banche, i greci salvarono la gente dalla fame creando il Movimento di Solidarietà Nazionale ed un esercito partigiano di 100.000 uomini, che mise alle strette le 20 divisioni tedesche presenti nel Paese.
Contemporaneamente, i greci, pur sotto le terribili condizioni dell’occupazione, non solo riuscirono a sopravvivere grazie al loro duro lavoro, ma ci fu anche una grossa crescita nell’arte moderna greca, soprattutto letteratura e musica.
I greci scelsero la via dell’autosacrificio in nome della libertà e della sopravvivenza.
Dunque, fummo puniti senza motivo, rispondemmo con Solidarietà e Resistenza e sopravvivemmo. Ora dobbiamo fare esattamente la stessa cosa, con la certezza che il popolo greco sarà alla fine il sicuro vincitore. Questo è il messaggio che io mando alla Merkel e a Schouble, dichiarando che io sarò sempre amico del popolo tedesco, un ammiratore del loro grande contributo dato alle Scienze, alla Filosofia ed all’Arte, ed in particolare alla Musica! Prova decisiva di tutto ciò è che ho affidato la mia completa opera musicale a due produttori tedeschi – Schott e Breitkopf – che sono tra i più importanti produttori musicali al mondo, e la mia cooperazione con loro è molto amichevole.
Ci stanno minacciando di buttarci fuori dall’Europa: se l’Europa non vuole che la Grecia ne faccia parte, la Grecia – da parte sua – è dieci volte meno desiderosa di far parte di questa Europa-alla-Merkel-Sarkozy.
Oggi, domenica 12 febbraio 2012, prenderò parte alle dimostrazioni insieme a Manolis Glezos, l’eroe che in passato tirò giù la svastica dall’Acropoli, segnando così l’inizio della resistenza contro Hitler non solo in Grecia ma in tutta Europa.
Oggi, le nostre piazze e le nostre strade saranno invase da centinaia di migliaia di cittadini che manifesteranno la loro rabbia contro il governo e contro la Troika.
Ieri, ho sentito il banchiere-Primo-Ministro dichiarare al popolo greco che «abbiamo toccato il fondo». Ma chi ci ha portato al fondo in soli due anni? Quelle stesse persone che, invece di essere messe in galera, hanno ricattato i membri del parlamento perchè firmassero un Nuovo Memorandum – che è ancora peggiore del precedente – e che sarà realizzato da quelle stesse persone e seguendo al stessa metodologia che ci ha portati a questo fondo. Perchè? Perchè questo è quello che ordinano il FMI e l’Euro-gruppo, minacciandoci che se disobbediamo, finiremo in bancarotta?! Questa è una commedia del teatro dell’assurdo. Tutte queste componenti (date sia stranieri che da alcuni greci), che di fatto odiano il nostro popolo e che sono gli unici responsabili della drammatica situazione nella quale hanno condotto il nostro Paese, ci minacciano e ci ricattano mirando unicamente al portare avanti la loro opera di devastazione; per esempio, a portarci oltre a tale fondo, alla nostra eliminazione finale.
Nei vari secoli, siamo sopravvissuti a situazioni veramente difficili, ed è certo che se ci portassero a forza sul punto di morire, i greci non solo sopravviverebbero, ma rinascerebbero.
Ho dedicato tutto il mio impegno al fine di unificare dinamicamente il popolo greco. Sto cercando di convincerli che il FMI e la Troika non sono una strada a senso unico e che esiste una soluzione alternativa. E che tale soluzione consiste nel cambiare in modo radicale la rotta della nostra nazione e di rivolgersi alla Russia per una cooperazione economica e per siglare delle cooperazioni industriali al fine di estrarre le nostre risorse naturali in modi vantaggiosi e che salvaguardino i nostri interessi nazionali.
Per quanto riguarda l’Europa, suggerisco che noi si smetta di comperare materiale bellico dalla Germania e dalla Francia, e che si faccia tutto il possibile in modo che la Germania ci versi i debiti di guerra che ci deve e che ammontano – allo stato attuale e tenendo conto anche degli interessi relativi – a circa 500 miliardi di euro.
L’unica forza in grado di realizzare tutti questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unificato in un grande Fronte di Resistenza e di Solidarietà finalizzato al rimuovere la Troika (FMI e banche europee), dal nostro Paese. Nello stesso tempo, tutte le loro azioni illegali quali: prestiti, debiti, interessi, tasse e privatizzazioni del patrimonio nazionale, devono essere considerate come se non avessero mai avuto luogo. Ovviamente, i loro sodali greci – che sono già stati condannati quali traditori dalle nostre coscienze – dovranno essere puniti.
Io sono totalmente impegnato, anima e corpo, in questa causa: l’unificazione del popolo in un unico fronte e credo che alla fine avrò ragione. Io ho combattuto, pistola in pugno, contro l’occupazione di Hitler, ho fatto l’esperienza delle prigioni segrete della Gestapo, sono stato condannato a morte dai tedeschi e sono miracolosamente sopravvissuto. Nel 1967 ho costituito il PAF (Fronte Patriottico Anti-dittatura), la prima organizzazione di resistenza contro la giunta militare di allora. Ho combattuto di nascosto, sono stato catturato ed imprigionato nel mattatoio della giunta, ed ancora una volta sono sopravvissuto.
Oggi ho 87 anni ed è molto probabile che non vivrò così a lungo da poter vedere la salvezza del mio amato Paese, ma morirò con la coscienza pulita, perchè andrò avanti fino alla morte a compiere il mio dovere verso gli ideali di libertà e di giustizia.
Mikis Theodorakis
Ringrazio Enrico Peyretti per la mail
Nonviolenti mailing list
Nonviolenti@lists.nonviolenti.org
http://lists.nonviolenti.org/cgi-bin/mailman/listinfo/nonviolenti
ATENE, 12 febbraio 2012 - Esiste una cospirazione internazionale il cui obbiettivo è la completa distruzione del mio Paese. Hanno iniziato nel 1975, prendendo di mira la civilizzazione della Grecia moderna, hanno proseguito con la distorsione della nostra storia moderna e della nostra identità nazionale, ed ora stanno cercando di eliminarci sia biologicamente che per tramite della disoccupazione, della fame e dell’impoverimento.
Se il popolo greco non si solleva come un tutt’uno per fermarli, il pericolo dell’estinzione della Grecia è evidente e lo colloco nei prossimi dieci anni: non resterà nulla di noi tranne il ricordo della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà.
Fino al 2009, non c’è stato nessun serio problema economico. Le maggiori ferite alla nostra economia erano rappresentate dalle enormi spese collegate a due fattori: l’acquisto di materiale bellico e la corruzione di una parte del settore politico-economico-giornalistico.
Di entrambe tali ferite, sono congiuntamente responsabili gli stranieri: per esempio i tedeschi, così come i francesi e gli inglesi e gli americani, che hanno guadagnato miliardi di euro dalla vendita di materiale di guerra a scapito della salute della nostra nazione. Tale continua emorragia ci ha messo in ginocchio e non ci ha permesso di progredire, mentre nel contempo rendeva prospere tali nazioni straniere. La stessa cosa vale per il problema della corruzione: l’azienda tedesca Siemens – per esempio – aveva un dipartimento specifico finalizzato alla corruzione di azionisti greci in modo da collocare i propri prodotti sul mercato greco. Dunque, il popolo greco è stato vittima dell’accoppiata predatoria data dai tedeschi in combutta con altri greci, che si sono arricchiti a sue spese.
È ovvio che queste due grandi ferite si sarebbero potute evitare se i capi dei due partiti pro-America al potere non fossero stati indeboliti dagli elementi corrotti che sono ricorsi a prestiti eccessivi al fine di occultare la fuga della ricchezza (cioè del frutto del lavoro del popolo greco), nelle mani di nazioni straniere; cosa che ha portato ad un debito pubblico salito a 300 miliardi di euro, cioè pari al 130% del PIL.
Grazie a questo tradimento da parte di chi godeva della fiducia, gli stranieri elencati in precedenza hanno conseguito un profitto doppio: il primo derivante dalla vendita delle armi e dei loro prodotti. Il secondo, derivante dagli interessi sul denaro che hanno prestato ai governi, e non al popolo. Come abbiamo visto, in entrambi i casi la prima vittima è il popolo. Il solo esempio che segue è sufficiente a convincervi: gli interessi sul prestito da un miliardo di dollari che Andreas Papandreu ricevette nel 1986 da una importante nazione europea hanno raggiunto i 54 miliardi (ho ricontrollato 3 volte: miliardi. 54 miliardi di interessi su 1 miliardo di prestito, ndt), di euro ed avrebbero finito di essere ripagati nel... 2010!
Un anno fa Juncker dichiarò di essersi reso conto che l’emorragia finanziaria greca fosse dovuta all'eccessiva (e compulsiva) spesa nell’acquisto di materiale militare esclusivamente dalla Germania e dalla Francia. Concluse quindi che i nostri venditori ci stavano portando sulla via della distruzione. Confessò, comunque, di non aver intrapreso nessuna azione che potesse danneggiare gli interessi delle nazioni – sue – amiche!
Nel 2008 è arrivata in Europa la grande crisi finanziaria. Che l’economia greca ne venisse colpita è stata solo una questione logica. Invece i nostri standard di vita – tali che la Grecia era nel gruppo dei 30 Paesi più ricchi al mondo – non ne furono influenzati; anzi, ci fu un aumento del debito pubblico. Ma il debito pubblico non porta necessariamente ad una crisi finanziaria. Ci sono grandi nazioni, quali gli Stati Uniti e la Germania, che hanno debiti di trilioni (migliaia di miliardi) di euro. La chiave è nella crescita economica e nella produzione, in tal caso si può avere denaro in prestito dalle grandi Banche al 5% fino a che la crisi non termina. Una simile crescita economica era esattamente la posizione nella quale ci trovavamo nel 2009, quando nel novembre si verificò il cambio di governo e G. Papandreou salì in carica come Primo Ministro. Per rendere più chiara l’attuale idea dei greci, citerò due cifre: nelle elezioni del 2009 il PASOK prese il 44% dei voti. Oggi i sondaggi attribuiscono al PASOK il 6% dei voti. Papandreu avrebbe potuto affrontare la crisi finanziaria (che come ho già detto è il riflesso di quella europea), prendendo a prestito dalle banche straniere al tasso abituale del 5%. Se avesse fatto ciò, non ci sarebbe stato il minimo problema per il Paese. Di fatto, sarebbe successo l’opposto: dato che ci trovavamo in una direzione di crescita economica, i nostri standard di vita sarebbero certamente migliorati.
Ad ogni modo, Papandreou aveva dato inizio alla sua cospirazione segreta ai danni del popolo greco fin dall’estate del 2009, quando si era incontrato segretamente con Strauss-Kahn, con lo scopo di mettere la Grecia sotto il dominio del Fondo Monetario Internazionale. La notizia relativa a questo incontro è stata diffusa dallo stesso presidente del FMI.
Per raggiungere un tale obbiettivo, è stata distorta la reale situazione finanziaria del Paese, di modo che le banche diventassero nervose e facessero salire i tassi di interesse a valori proibitivi. L’odioso progetto è iniziato con la falsa crescita del debito pubblico dal 9,2% al 15%. Per tale atto criminale, 20 giorni fa il Procuratore Peponis ha incriminato Papandreou e Papakonstantinou (ministro delle Finanze). Quella che ne è seguita è stata una sistematica campagna portata avanti in tutta Europa da Papandreou e Papakonstantinou, portata avanti per 5 mesi durante i quali cercarono di convincere gli europei che la Grecia fosse un Titanic vicino ad affondare, che i greci fossero corrotti, fannulloni e quindi incapaci di far fronte ai bisogni del Paese. Dopo ognuna di simili dichiarazioni, i tassi di interesse salirono finchè divenne per noi impossibile accedere ulteriormente ad altri prestiti e dando così al Fondo Monetario Internazionale ed alla Banca Centrale Europea la possibilità di sembrare dei salvatori quando in realtà sono quelli che hanno dato inizio alla nostra morte.
Nel maggio del 2010, fu un solo ministro a firmare quel famoso Memorandum che sancì la nostra completa schiavitù ai nostri finanziatori. Le leggi greche prevedono che nel caso di accordi di tale importanza l’adozione sia decisa dai 3 quinti del Parlamento. Dunque, fondamentalmente, sia il Memorandum, che la Troika che di fatto ci governa oggi, sono entrambi illegali tanto per le leggi greche che per quelle europee. Ma da allora, se ci sono 20 passi che ci separano dalla morte, ne abbiamo percorsi più della metà. Immaginiamo che con questo Memorandum noi si sia affidata a degli stranieri la nostra indipendenza nazionale e la nostra proprietà nazionale cioè: i nostri porti, aeroporti, reti stradali, elettricità, reti idriche, giacimenti sotterranei e sottomarini, risparmi, ecc., ecc. Aggiungiamo i nostri monumenti storici quali l’Acropoli, Delfi, Olimpia ed Epidauro e siti analoghi, dato che abbiamo rinunciato alle nostre difese legali.
La produzione è arrivata ad un punto morto, la disoccupazione è salita al 18%, 80.000 negozi hanno chiuso così come migliaia di piccole aziende e centinaia di industrie. Complessivamente hanno chiuso 432.000 imprese. Decine di migliaia di giovani scienziati stanno abbandonando il Paese che sta precipitando ogni giorno di più nelle tenebre medioevali. Migliaia di cittadini un tempo benestanti rovistano nella spazzatura e dormono per terra. Intanto, si pensa che noi si sopravviva grazie alla magnanimità di chi ci ha prestato i soldi: l’Europa, le Banche, il FMI. La verità è che ogni pacchetto di aiuti, che addebita alla Grecia decine di miliardi di euro, viene totalmente rimborsato mentre noi siamo schiacciati da tassi di interesse insostenibili. E siccome è necessario tenere in piedi lo Stato, gli ospedali e le scuole, la Troika sta caricando di tasse esagerate gli strati economici medi e bassi della popolazione, conducendoci direttamente alla fame, a quella carestia che si verificò all’inizio dell’occupazione tedesca del 1941, quando in 6 mesi morirono 300.000 greci. Da allora, nel nostro diffamato e sfortunato Paese lo spettro della fame ritorna solo oggi.
Se riflettiamo sul fatto che l’occupazione tedesca ci costò un milioni di morti e la totale distruzione del nostro Paese, come è possibile che i greci accettino le minacce della Merkel e l’intenzione della Germania di imporci un nuovo (Adolph Wagner, ndt) Gauleiter... questa volta con la cravatta...?
Per dimostrare che Paese ricco sia la Grecia e che lavoratori coscienziosi ed instancabili siano i greci (consci del loro debito verso la libertà e di amore per il loro Paese), voglio citare un esempio dei tempi dell’occupazione tedesca verificatasi dal 1941 all’ottobre 1944.
Quando le SS e la fame stavano uccidendo un milione di cittadini e la Wehrmacht stava sistematicamente distruggendo il Paese, e rubando tutta la sua produzione agricola e l’oro dalle banche, i greci salvarono la gente dalla fame creando il Movimento di Solidarietà Nazionale ed un esercito partigiano di 100.000 uomini, che mise alle strette le 20 divisioni tedesche presenti nel Paese.
Contemporaneamente, i greci, pur sotto le terribili condizioni dell’occupazione, non solo riuscirono a sopravvivere grazie al loro duro lavoro, ma ci fu anche una grossa crescita nell’arte moderna greca, soprattutto letteratura e musica.
I greci scelsero la via dell’autosacrificio in nome della libertà e della sopravvivenza.
Dunque, fummo puniti senza motivo, rispondemmo con Solidarietà e Resistenza e sopravvivemmo. Ora dobbiamo fare esattamente la stessa cosa, con la certezza che il popolo greco sarà alla fine il sicuro vincitore. Questo è il messaggio che io mando alla Merkel e a Schouble, dichiarando che io sarò sempre amico del popolo tedesco, un ammiratore del loro grande contributo dato alle Scienze, alla Filosofia ed all’Arte, ed in particolare alla Musica! Prova decisiva di tutto ciò è che ho affidato la mia completa opera musicale a due produttori tedeschi – Schott e Breitkopf – che sono tra i più importanti produttori musicali al mondo, e la mia cooperazione con loro è molto amichevole.
Ci stanno minacciando di buttarci fuori dall’Europa: se l’Europa non vuole che la Grecia ne faccia parte, la Grecia – da parte sua – è dieci volte meno desiderosa di far parte di questa Europa-alla-Merkel-Sarkozy.
Oggi, domenica 12 febbraio 2012, prenderò parte alle dimostrazioni insieme a Manolis Glezos, l’eroe che in passato tirò giù la svastica dall’Acropoli, segnando così l’inizio della resistenza contro Hitler non solo in Grecia ma in tutta Europa.
Oggi, le nostre piazze e le nostre strade saranno invase da centinaia di migliaia di cittadini che manifesteranno la loro rabbia contro il governo e contro la Troika.
Ieri, ho sentito il banchiere-Primo-Ministro dichiarare al popolo greco che «abbiamo toccato il fondo». Ma chi ci ha portato al fondo in soli due anni? Quelle stesse persone che, invece di essere messe in galera, hanno ricattato i membri del parlamento perchè firmassero un Nuovo Memorandum – che è ancora peggiore del precedente – e che sarà realizzato da quelle stesse persone e seguendo al stessa metodologia che ci ha portati a questo fondo. Perchè? Perchè questo è quello che ordinano il FMI e l’Euro-gruppo, minacciandoci che se disobbediamo, finiremo in bancarotta?! Questa è una commedia del teatro dell’assurdo. Tutte queste componenti (date sia stranieri che da alcuni greci), che di fatto odiano il nostro popolo e che sono gli unici responsabili della drammatica situazione nella quale hanno condotto il nostro Paese, ci minacciano e ci ricattano mirando unicamente al portare avanti la loro opera di devastazione; per esempio, a portarci oltre a tale fondo, alla nostra eliminazione finale.
Nei vari secoli, siamo sopravvissuti a situazioni veramente difficili, ed è certo che se ci portassero a forza sul punto di morire, i greci non solo sopravviverebbero, ma rinascerebbero.
Ho dedicato tutto il mio impegno al fine di unificare dinamicamente il popolo greco. Sto cercando di convincerli che il FMI e la Troika non sono una strada a senso unico e che esiste una soluzione alternativa. E che tale soluzione consiste nel cambiare in modo radicale la rotta della nostra nazione e di rivolgersi alla Russia per una cooperazione economica e per siglare delle cooperazioni industriali al fine di estrarre le nostre risorse naturali in modi vantaggiosi e che salvaguardino i nostri interessi nazionali.
Per quanto riguarda l’Europa, suggerisco che noi si smetta di comperare materiale bellico dalla Germania e dalla Francia, e che si faccia tutto il possibile in modo che la Germania ci versi i debiti di guerra che ci deve e che ammontano – allo stato attuale e tenendo conto anche degli interessi relativi – a circa 500 miliardi di euro.
L’unica forza in grado di realizzare tutti questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unificato in un grande Fronte di Resistenza e di Solidarietà finalizzato al rimuovere la Troika (FMI e banche europee), dal nostro Paese. Nello stesso tempo, tutte le loro azioni illegali quali: prestiti, debiti, interessi, tasse e privatizzazioni del patrimonio nazionale, devono essere considerate come se non avessero mai avuto luogo. Ovviamente, i loro sodali greci – che sono già stati condannati quali traditori dalle nostre coscienze – dovranno essere puniti.
Io sono totalmente impegnato, anima e corpo, in questa causa: l’unificazione del popolo in un unico fronte e credo che alla fine avrò ragione. Io ho combattuto, pistola in pugno, contro l’occupazione di Hitler, ho fatto l’esperienza delle prigioni segrete della Gestapo, sono stato condannato a morte dai tedeschi e sono miracolosamente sopravvissuto. Nel 1967 ho costituito il PAF (Fronte Patriottico Anti-dittatura), la prima organizzazione di resistenza contro la giunta militare di allora. Ho combattuto di nascosto, sono stato catturato ed imprigionato nel mattatoio della giunta, ed ancora una volta sono sopravvissuto.
Oggi ho 87 anni ed è molto probabile che non vivrò così a lungo da poter vedere la salvezza del mio amato Paese, ma morirò con la coscienza pulita, perchè andrò avanti fino alla morte a compiere il mio dovere verso gli ideali di libertà e di giustizia.
Mikis Theodorakis
Ringrazio Enrico Peyretti per la mail
Nonviolenti mailing list
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martedì 21 febbraio 2012
PeaceLink - Newsletter "Disarmo"
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Elenco articoli pubblicati dal 22 gennaio 2012
Italia armata
NOTO MEZZOGREGORIO, GRANDE OCCHIO NATO DEL MEDITERRANEO
Nel cuore della Sicilia, in una delle aree più pregevoli dal punto di vista paesaggistico, sorge la stazione radar del 34° GRAM di Noto Mezzogregorio (Sr), una delle più importanti della rete di rilevamento italiana e Nato. Oggi è al centro di lavori di ampliamento e potenziamento per ospitare le nuove apparecchiature
radar di Selex Sistemi Integrati
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35671.html
17 febbraio 2012 - Antonio Mazzeo
Mercanti di morte
BARACK OBAMA AL SUPERMARKET DELLE ARMI 2013
Nonostante le promesse di sostanziiali tagli alla difesa, l'amminiostrazioee Obama conferma i più dispendiosi progetti di acquisizione di missili, sottomarini nucleari, portaerei e cacciabombardieri. Per il 2013 chiesti al Congresso 613 miliardi di dollari, 88 miliardi solo per la missione di guerra in Afghanistan.
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35611.html
14 febbraio 2012 - Antonio Mazzeo
IL "SISTEMA DEI SISTEMI" CHE PIACE AL GOVERNO MONTI: IL PARADIGMA F-35
Sarebbe più proficuo chiedersi se il modello di sviluppo americano, che si fonda sul ruolo chiave assunto dalla tecnologia militare (in senso duale), sia il migliore per risolvere la crisi industriale che investe il paese Italia.
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35580.html
14 febbraio 2012 - Rossana De Simone
Mercanti di morte
ELDORADO AFGHANISTAN PER FINMECCANICA
Il lungo e sanguinoso conflitto afgano si conferma un ottimo affare per i mercanti d'armi: le società del gruppo Finmeccanica moltiplicano le commesse con il Ministero della difesa italiano e le forze armate USA.
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35527.html
8 febbraio 2012 - Antonio Mazzeo
Italia in guerra
Accordo Nato: Sigonella sarà “capitale mondiale dei droni” Per future «guerre preventive» in Medio Oriente, Africa, Est Europa, gli Usa e la Nato varano uno dei più costosi programmi nella storia
dell’alleanza. Solo 13 paesi contribuiranno, Francia e Gran Bretagna restano ai margini, Spagna e Polonia si tirano fuori. L’Italia al centro del progetto. Altro che rinunciare agli F35...
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35511.html
6 febbraio 2012 - Antonio Mazzeo
Mercanti di morte
DA FALCO DEL PENTAGONO A SUPERMANAGER DI FINMECCANICA
Finmeccanica, holding del complesso militare-industriale italiano, torna a puntare al mercato statunitense e nomina l'ex viceministro della Difesa, William J. Lynn, presidente e amministratore delegato della controllata DRS Technologies, produttrice di sistemi elettronici avanzati. Intanto l'ex marines Alan Calegari vola ai vertici di Alenia North America, altra azienda d'armi di Finmeccan ica.
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35496.html
3 febbraio 2012 - Antonio Mazzeo
Priorità e scelte del bilancio della difesa USA e sue relazioni con la difesa italiana il ministro ha giurato sulla Costituzione italiana ed è chiamato al rispetto della volontà popolare della quale è un rappresentante
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35469.html
29 gennaio 2012 - Rossana De Simone
Mercanti di morte
Israele si addestrerà alla guerra con i caccia italiani. Sempre più stretta la partnership militare Italia-Israele. Tel Aviv sta per acquistare sino a 25 caccia-addestratori M-34 di Alenia Aermacchi, mentre le forze armate italiane pronte a fare incetta di aerei radar, velivoli senza pilota e sistemi satellitari prodotti nel paese mediorientale
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35440.html
24 gennaio 2012 - Antonio Mazzeo
NUOVO DOCUMENTO DELLA DIFESA STATUNITENSE: RIPERCUSSIONI NELLA POLITICA NUCLEARE DELLA NATO
In che misura gli alleati vedono quelle bombe come rassicuranti, sulla base di questa nuova visione strategica degli Stati Uniti, è ancora in discussione.
http://www.peacelink.it/disarmo/a/35433.html
21 gennaio 2012 - Rossana De Simone
Mailing list Disarmo dell'associazione PeaceLink.
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