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lunedì 23 giugno 2008

LA COSTITUZIONE, QUESTA SCONOSCIUTA...E UNA PROPOSTA INDECENTE

PROPOSTE. PEPPE SINI: UNA LETTERA APERTA AI SIGNORI LEGISLATORI A SOSTEGNO DELLA RAGIONEVOLE PROPOSTA DI APPLICARE IN ITALIA L'ARTICOLO 10 COMMA TERZO DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

[Da "La nonviolenza e' in cammino" n. 438 del 7 dicembre 2002. La seguente lettera aperta e' stata inviata il 6 dicembre 2002 a senatori e deputati della Repubblica Italiana, e per opportuna conoscenza al capo dello Stato]

Egregi signori legislatori,
il comma terzo dell'articolo 10 della legge su cui si fonda lo Stato italiano in quanto ordinamento giuridico, la Costituzione della Repubblica Italiana, testualmente recita: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla
Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge".
Non si potrebbe essere più chiari. Non applicare le leggi da parte di pubblici ufficiali costituirebbe un venir meno ai propri doveri.
Disprezzare e disattendere le leggi da parte di chi ha il compito di fare le leggi, costituirebbe una flagrante contraddizione.
Violare la Costituzione da parte di persone che ad essa hanno giurato fedeltà costituirebbe un gravissimo reato.
Oggi, purtroppo, questa norma e' largamente disattesa, disapplicata, tradita ed irrisa.
Con tragiche, orribili conseguenze.
Tragiche, orribili conseguenze: come le frequenti stragi nel mar Mediterraneo di esseri umani disperati che dai loro paesi cercano di venire in Italia proprio per sfuggire alla fame, alle guerre, alle persecuzioni e alla morte, e che la nostra Costituzione ci impone di aiutare ed accogliere;
queste stragi devono cessare.
Tragiche, orribili conseguenze: come l'arricchimento dei poteri mafiosi che lucrano profitti enormi gestendo il traffico clandestino di esseri umani che sono di essi poteri criminali le prime vittime, esseri umani che avrebbero pieno diritto ad entrare nel nostro paese in tutta legalità; questo
arricchimento dei poteri mafiosi deve cessare.
Tragiche, orribili conseguenze: come la presenza in Italia di molte persone in condizioni di clandestinità e quindi espone ad essere vittima di ogni pericolo, e la loro mancanza di sicurezza implica altresì una crescita dell'insicurezza per tutti; c'e' un solo modo per far trionfare la legalità
e garantire sicurezza a tutti: togliere tutti dalla clandestinità, a tutti riconoscere diritti e doveri.
C'e' un modo semplice, limpido, ragionevole, pratico, per applicare il dettato costituzionale, per salvare innumerevoli vite umane, per far cessare le stragi di migranti nel mare, per smetterla di far arricchire i trafficanti mafiosi, per garantire a tutti dignità, diritti e sicurezza: ed il modo e' il seguente: permettere a tutti coloro che vogliono entrare nel nostro paese di farlo in modo legale; garantire a tutti coloro che, in fuga dalla fame e dalla morte, vogliono entrare nel nostro paese, un servizio di trasporto pubblico e gratuito.
Questa ragionevole proposta sottoponiamo ancora una volta alla vostra attenzione: lo facemmo anni addietro, senza esito. Vorremmo confidare in una maggior attenzione oggi.
*
Sappiamo quali sono le principali obiezioni, e ad esse sappiamo rispondere:
- che altri paesi europei avrebbero da obiettare: ebbene, si rinegozino gli accordi europei;
- che questa proposta contraddice la vigente legge sull'immigrazione: ma quella legge e' attualmente all'attenzione della Corte Costituzionale (su opportuna e doverosa iniziativa del Tribunale di Viterbo) proprio per i suoi evidenti profili di flagrante incostituzionalità: che il parlamento la
abrogasse ancor prima dell'inevitabile pronunciamento abrogativo della Corte Costituzionale sarebbe un atto di mera ragionevolezza.
- che vi sarebbero notevoli problemi organizzativi per applicare la ragionevole proposta che formuliamo: e' una buona ragione per cominciare a studiarli subito.
- che vi sarebbero dei costi consistenti: e' vero il contrario. In verità oggi si sperperano risorse umane, logistiche, materiali e finanziarie enormi per ottenere esiti peggio che miserevoli, criminogeni e sciagurati: oggi persone che non hanno commesso alcun reato vengono ingiustamente detenute; oggi centinaia di migliaia di esseri umani innocenti sono costretti a una vita clandestina di paura e solitudine ed esposti alle violenze della criminalità organizzata; oggi vi e' una insicurezza generalizzata; oggi vi e' l'arricchimento delle mafie italiane ed estere; oggi tantissimi esseri
umani perdono la vita nel tentativo di approdare in un paese la cui legge fondamentale riconosce il loro diritto a vivere con noi. Se consideriamo questa, che e' la situazione attuale, e quante risorse pubbliche si sprecano per ottenere questi scandalosi risultati, crediamo sia evidentissimo a tutti
che la nostra proposta e' di gran lunga vantaggiosa anche sotto il profilo economico, sociale e della pubblica amministrazione.
- che si rischierebbe una "invasione incontrollabile": in verità l'immigrazione incontrollata vi e' oggi attraverso il sistema del traffico clandestino gestito dai poteri criminali. Creare modalità di ingresso
legale, un servizio pubblico di trasporto, un rapporto con i migranti basato sui diritti e sui doveri, sul rispetto reciproco, sul principio di legalità, sarà sempre di gran lunga preferibile alla situazione attuale in cui di fatto a gestire la mobilità umana dal sud verso l'Italia e' la criminalità organizzata più feroce. Certo, anche l'Italia ha una "capacità di carico" limitata, ma questo sarà piuttosto un incentivo a politiche di cooperazione internazionale adeguate a migliorare le condizioni di vita nel sud del mondo, e non un alibi per rifiutare soccorso ad esseri umani che a quel soccorso hanno diritto non solo per ovvi motivi morali, ma per cogente disposizione di legge, della legge fondamentale del nostro Stato.
*
Un'ultima considerazione: vogliate tener a mente che ciò di cui si sta parlando sono le vite di innumerevoli persone. Proseguire nella politica attuale significa condannare molte di loro alla morte; applicare la norma costituzionale e sperimentare la ragionevole proposta di garantire
l'ingresso in forma legale in Italia a tutti gli aventi diritto ed approntare a tal fine un servizio di trasporto pubblico e gratuito significa salvare quelle vite, soccorrere quelle persone, adempiere a quel principio che tutte le grandi tradizioni culturali dell'umanità' indicano come dovere
fondamentale di ogni essere umano, massime di chi e' investito di funzioni pubbliche e legislative: non uccidere.
Ringraziandovi fin d'ora per l'attenzione, auspicando un positivo riscontro
alla presente, vogliate gradire distinti saluti.

Tratto dal numero odierno de La nonviolenza è in cammino
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