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sabato 21 aprile 2012

Breve nota (sulle dichiarazioni del ministro Fornero)


Le dichiarazioni rilasciate oggi a Torino dalla ministro Fornero nel corso di un convegno hanno svelato per intero, se mai ce ne fosse stato bisogno, uno stato d’animo di vero e proprio disprezzo per le condizioni materiali di vita di milioni di lavoratori, donne, pensionati, disoccupati, giovani e meno giovani che soffrono di una crisi economica senza precedenti, provocata dalle smanie di potere e di arricchimento della classe dominante i mercati finanziari a livello internazionale, di cui la stessa ministro e il governo italiano, nelle suoi vertici e ai livelli di massima responsabilità, è piena espressione.


Occorre affermare con chiarezza che non è possibile che coloro i quali hanno provocato la crisi siano stati chiamati a gestirla in condizione di poter mantenere i propri esagerati privilegi, costringendo i ceti sociali più deboli a pagarne per intero i costi riducendone anche i sacrosanti diritti conquistati con le lotte e i sacrifici di decenni, e unendo, per di più, al peso di provvedimenti iniqui anche il sarcasmo di una ricercata e presunta “superiorità intellettuale” di un altrettanto presunto (e presuntuoso) “ceto dirigente”.


Antonio Pizzinato, oggi, sulle colonne del “Manifesto” scrive di ritorno a condizioni di sciopero precedenti a quelle del 1944, allorquando la classe operaia del Nord, pagando un prezzo pesantissimo in termini di deportazione nei campi di sterminio, insorse contro l’invasore nazista e le efferatezze dei fascisti repubblichini.


Mi permetto di aggiungere come le condizioni attuale assomiglino molto a quelle determinatesi, alla fine dell’800, con l’imposizione della tassa sul macinato: una fase poi attraversata dalle cannonate di Bava Beccaris nelle giornate di Maggio 1898 a Milano.


Dobbiamo, però, impedire l’insorgere di un generico ribellismo: occorre una mobilitazione estesa, continua, profonda, che abbia l’obiettivo di portare al dibattito pubblico concrete proposte alla distruttiva “ideologia della crisi” portata avanti da questo governo e incidano anche sul quadro politico.


Occorre trovare strade e strumenti per riflettere unitariamente, a partire dallo sciopero generale già programmato dalla CGIL, sulla realtà di questa drammatica situazione e trovare le soluzioni più adeguate nello spirito della grande storia e della grande tradizione del movimento operaio italiano.


Savona, li 21 aprile 2012 Franco Astengo

Nota mia:
concordo su tutto, solo che la risposta deve essere di massa e nonviolenta. Altrimenti diventiamo come loro...

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