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sabato 14 aprile 2012

PIAZZA DELLA LOGGIA: ANCORA I MISTERI D’ITALIA





La notizia è di quelle che lasciano ben di più dell’amaro in bocca: tutti assolti gli imputati per la strage di Piazza della Loggia, una strage fascista perpetrata nel 1974 durante una manifestazione sindacale, e le parti civili condannate al pagamento delle spese.
Difficile commentare, ma indispensabile ricordare a tutti la stagione di quelle stragi: da Piazza della Fontana, all’Italicus, da Piazza della Loggia all’esplosione di Natale alla stazione di San Benedetto Val di Sambro passando attraverso la stazione di Bologna il 2 giugno 1980.
Facile ricordare la “striscia di sangue” che percorse l’Italia in quel periodo; meno facile accettare l’apparente ineluttabilità dell’assenza di giustizia e di verità in un Paese nel quale il cosiddetto “Stato Duale”, l’ombra del mistero, delle logge massoniche coperte, dei collegamenti tra lo Stato e la Mafia, dei servizi segreti deviati ne ha accompagnato la Storia degli ultimi settant’anni, partendo da Portella delle Ginestre, al “tintinnar di sciabole” del “Piano Solo”, al golpe Borghese, Gladio, il documento di “Rinascita Nazionale” di Licio Gelli.
Una ricostruzione all’ingrosso, la mia di quest’ occasione, senza alcuna pretesa storiografica: soltanto per ricordare a tutti i principali passaggi di una vicenda attraversata, questo sì lo si può affermare, contrassegnata dall’idea delle forze dominanti di respingere in posizione subalterna un movimento dei lavoratori che reclamava diritti, diverse condizioni di vita, nuova democrazia.
Non è un caso che, appunto, una delle stragi più efferate sia avvenuta, come nel caso di Piazza della Loggia come già era accaduta a Portella delle Ginestre, nel corso di un’importante manifestazione sindacale.
Si afferma, ancora una volta, il principio del mistero e dell’omertà: ed è opportuno far notare come questa sentenza giunga in un momento in cui il movimento dei lavoratori è impegnato in una dura lotta difensiva per cercare di mantenere una parte, purtroppo piccola, di quei diritti che erano stati strappati in quella lontana stagione.
Interessava soltanto stabilire questo collegamento, naturalmente senza entrare nel merito della sentenza, per segnalare quanto sia importante la battaglia di oggi ricordando quella di ieri: l’obiettivo è sempre lo stesso, difendere e allargare la democrazia.
Allora si mossero in segreto forze che puntarono riuscendoci a respingere quella richiesta: oggi siamo di fronte ad un attacco alle condizioni materiali di vita dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei pensionati accompagnato da una drastica riduzione delle condizioni di democrazia.
Forse, indignarsi com’è giusto per la sentenza di Piazza della Loggia, può aiutarci, nel momento di difficoltà, a rinnovare le energie per la battaglia di oggi, nel nome della Costituzione, dei diritti sociali, dell’eguaglianza e della solidarietà.


Savona, li 14 aprile 2012 Franco Astengo

Nota mia
Non ci sono parole da aggiungere: è una vergogna. E questo sarebbe uno stato di diritto?
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