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venerdì 27 gennaio 2012

GOVERNO. CHIUDIAMO GLI OPG MA NON RIAPRIAMO I MANICOMI

[OPG= Ospedali Pschiatrici Giudiziari]

 L'appello di Stop OPG per una regolamentazione attenta del passaggio

Tra poco più di un anno, il 1 febbraio 2013, chiuderanno tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari d'Italia. Il nuovo termine per il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari già previsto dall'allegato C del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1º aprile 2008 è stato fissato con un emendamento al decreto-legge sul sovraffollamento delle carceri approvato ieri dal Senato.

 Entro il 31 marzo 2012 dovrà essere emanato un decreto per stabilire gli ulteriori requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, anche con riguardo ai profili di sicurezza, relativi alle strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia.

 Dal 31 marzo 2013 le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia sono eseguite esclusivamente all'interno delle strutture sanitarie mentre le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere senza indugio dimesse e prese in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di salute mentale.

 Per "Stop OPG" questo voto «è una nuova tappa del faticoso percorso per abolire definitivamente gli OPG, ma il traguardo è ancora lontano».

 Ecco la loro riflessione in merito.

 «L’attenzione e l’impegno, dai lavori della commissione Marino al voto del Senato di oggi, che continua per risolvere la drammatica situazione di 1.500 nostri concittadini dimenticati e a volte condannati ad un ergastolo bianco” lascia aperta la speranza. Anche se in realtà le norme che stabiliscono il superamento degli OPG esistono già ma non sono ancora state applicate; ora questa nuova legge fissa un nuovo termine perché ciò finalmente accada.

 In particolare, vengono previsti impegni per ogni regione, per la creazione di nuove strutture residenziali psichiatriche in cui trasferire gli internati. E’ indispensabile precisare di cosa si tratta, per evitare di aprire, al posto degli attuali OPG, dei nuovi Ospedali Psichiatrici. Abbiamo preoccupazione che le strutture residenziali previste, od agglomerati di queste nello stesso sito, possano riprodurre situazioni simili ai vecchi ospedali psichiatrici. Mentre i manicomi sono stati aboliti proprio in quanto destinati a riprodurre - per la loro natura - disagio, sofferenza e devianza. Sono stati aboliti perché sono una risposta sbagliata in termini di cura. E’ certamente fondamentale garantire subito dei luoghi decorosi, per rispettare la dignità delle persone oggi internate in luoghi indegni. Ma bisogna, ed è possibile, farlo senza riaprire manicomi (piccoli o grandi che siano).

 Il vero obiettivo, per ogni internato, è avere un percorso personalizzato di assistenza esterno, finalizzato al reinserimento e al sostegno in ambiti, non solo residenziali, alternativi all’OPG, e certamente non in strutture analoghe allo stesso per logica ed organizzazione. 

 Per questo stopOPG continua la mobilitazione, verso il Governo e verso Regioni, ASL e Comuni: responsabili di organizzare la presa in carico delle persone internate, per curarle e assisterle nel territorio di residenza, come prevedono le norme e indicano le ripetute sentenze della Corte Costituzionale. Sapendo che serve investire nei servizi socio sanitari nel territorio, a partire dai Dipartimenti di Salute Mentale».



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