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domenica 13 novembre 2011

PER UNA SOCIETA' DOVE IL DENARO SIA OBSOLETO

Ieri l'imperatore si è dimesso, travolto da un insolito destino. Peccato che il 'Paese' stia andando a fondo con lui.
Avrei pensato di essere felice, il giorno della sua caduta. E invece sono angosciato...non fraintendetemi, non è che prima saltavo dalla gioia. poichè non ci svegliamo, non ci mobilitiamo, non ci diamo da fare, la crisi la faranno pagare a noi. Certo sarà per salvare la Patria (ma sapete come la penso, anche su questa parola)...e intanto pagheranno sempre gli stessi, mentre ai ricchi non chiederanno nulla.
Però, una cosa devo confessarla: ieri, su rainews24, ho visto un servizio sugli indignati americani e ho seguito l'apparizione di Angela Davis (è un segno dei tempi: i giovani non la conoscono, ma quand'ero ragazzino io, era un'icona della rivolta nera, dei diritti della popolazione afroamericana, delle donne, un'eroina della lotta contro la guerra in Vietnam). Ho avuto un sussulto...e un po' di nostalgia. Ha detto delle frasi bellissime, di cui, ovviamente non conservo ricordo -a una certa età...- se non di una: "dobbiamo batterci per una società dove il denaro sia obsoleto". La sottoscrivo in pieno. Per un proudhoniano di ritorno come me, è una manna...
...parafrasando uno slogan pacifista: Immaginate che la finanza venga...e che nessuno ci vada.
Non capisco nulla di economia e finanza (le male lingue direbbero: ecco perchè sei proudhoniano. Lasciamole dire!). Ma mi sembra che all'origine di questa mostruosa crisi (ma già sul concetto di crisi ci sarebbe da ridire) ci sono le banche, l'avidità...e i soldi. Ora, in Italia, come in Grecia, ci sono banchieri al governo. Qualcosa non mi torna. E' possibile che la soluzione del 'problema' venga da quello stesso mondo che il 'problema' ha creato?
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