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sabato 21 maggio 2011

Prima delle elezioni, Elena ha ricevuto una lettera da una professoressa ciellina   che la invitava a votare per alcuni candidati della lista Moratti. Ecco la risposta...

                                                                                           Milano 19 maggio 2011



Gentile prof…,
                                   ho ricevuto i suoi suggerimenti per le votazioni amministrative nella nostra città. Non dubito che le persone da lei indicate siano persone serie e che operino con onestà e soprattutto buona fede per il bene comune; io non le conosco personalmente e quindi non le giudico.
Il mio giudizio negativo è sulla coalizione di cui fanno parte, sui personaggi che, a livello cittadino e a livello nazionale sono ai vertici di queste coalizioni, sulla propaganda aggressiva, sfacciata, scorretta, che hanno usato per affermare la loro presunta superiorità. Per spiegarmi meglio le accludo una lettera di don Virginio Colmegna in risposta ad un articolo apparso sul settimanale “Tempi”. Io concordo pienamente con don Colmegna e ho firmato anch’io il comunicato di cui si parla nell’articolo.
Non posso accettare un presidente del consiglio che racconta pubblicamente barzellette sconce (l’ho ascoltato e visto in diretta TV compiacersi della propria volgarità in presenza di una delegazione di sindaci con tanto di fascia tricolore). Lei che è una stimata insegnante non pensa all’esempio pessimo sui giovani, agli scandali…di cui si parla nel Vangelo. Non mi è capitato di sentire una parola volgare da nessuno dei candidati dello schieramento opposto.
Non accetto che si pubblicizzi, generando terrore, la teoria che Pisapia riempirebbe Milano di moschee: c’è una grande e bella moschea a Roma che certo non mina la sopravvivenza dello stato Vaticano. Abbiamo migliaia di musulmani che si riuniscono in moschee clandestine, molto più “pericolose” di una grande, ufficiale, dove si possa instaurare un dialogo serio con chi a Milano c’è e lavora e si comporta normalmente. Non credo che dobbiamo, per essere accoglienti, aspettare la reciprocità dei cosiddetti paesi musulmani. Noi abbiamo un Vangelo che ci indica di andare incontro a chi ha bisogno; i paesi musulmani hanno spesso regimi che strumentalizzano la religione e ne fanno oggetto di oppressione: vogliamo adeguarci a questi ultimi, o vogliamo dare esempio di una civiltà forgiata dai valori del Vangelo?
Non accetto che si imputi a Pisapia l’intenzione di riempire Milano di “buchi”…quando i centri sociali ci sono e sarebbe bene cercare di orientarli a divenire (come in parte già sono) una palestra di attività ludiche, sportive e formative, con l’impiego di educatori e l’organizzazione di attività. Non tutti i giovani possono o vogliono frequentare gli oratori, che sono spesso ottimi luoghi di formazione. La società civile deve avere spazi, tempi e professionalità dedicate a loro e ben venga se i giovani stessi hanno cominciato ad indicare delle strade (appunto i centri sociali) che possono e devono essere aiutati a crescere con correttezza all’interno di una comunità che li accolga e li ami, anche se per il vuoto in cui gli adulti li hanno lasciati molti di loro ancora “si bucano”.
Non accetto che, anche se si hanno tantissimi soldi, si abbia il diritto di spenderli in una campagna elettorale stramiliardaria; quando a Milano tante famiglie stentano ad arrivare alla fine del mese, intendo dire a mangiare per trenta giorni al mese. Questo non si può fare, soprattutto se si è il sindaco, cioè colui o colei che ha a cuore, più di ogni altro, il benessere di tutti i cittadini.
Spero mi perdoni la lunghezza, ma lei ha avuto la cortesia di scrivermi e io, e mio marito con me, riteniamo giusto risponderle.
I miei più cordiali saluti, a lei e alla sua mamma

                                                                                              Elena Milazzo Covini



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