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martedì 11 gennaio 2011

Newsletter Ecumenici - quaccheri del nord La conversione di un soldato: Davide

Ecumenici ha sottoscritto un abbonamento ad Azione nonviolenta, in ricordo di Davide Melodia: conoscete forse le nostre critiche in tema di Statuto del Movimento Nonviolento riguardo i diritti e le discriminazioni subite dal mondo LGBT. Ma quello che ci lascia nello sconforto è l’inesistenza di una campagna convinta a livello nazionale per l’obiezione fiscale alle spese militari oltre che all’otto per mille…  Sembriamo mosche bianche con le nostre 1906 firme per dire Stop alla fabbrica dei cacciabombardieri a Cameri, in provincia di Novara.  Se Gesù ci ha scelto come profeti, avremmo preferito declinare l’invito. Detto in tutta franchezza. Come mai non manda  preti o pastori in questa missione? Troppo dura la vita sul fronte della realtà?
Parliamo oggi di Davide Melodia, da soldato a quacchero: non mi sembra di esaltare il clericalismo e nemmeno il talare. Battisti permettendo.


Soldato in Cavalleria nel 1939, inviato in Libia nel 1940 prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, cadeva prigioniero dell’Esercito Britannico alla fine del ’40. Dopo sei anni e un mese di Prigionia in Egitto e in Sud Africa, nel 1947 divenne Maestro Elementare, e nel 1949 fu nominato Pastore. Lascia ben presto il pulpito per divenire un maestro, anche in carcere. La predicazione non fu comunque abbandonata definitivamente: fra i quaccheri non esiste nessun divieto in tal senso. Esiste il sacerdozio universale non riservato ad una “casta” come avviene invece ovunque.
Di certo lui amava anche tenere conferenze in comunità anabattiste, organizzare il culto del silenzio  nei corridoi  della metropolitana rossa MM: immaginatevi a questo proposito la faccia degli impiegati di Milano, tutti rigorosamente uguali in giacca e cravatta, che nell’orario di punta della corsa dei topi, rimanevano allibiti da un piccolo gruppo di persone in circolo. Cercavano di capire se erano di fronte a dei folli liberi  in silenzio o in preghiera o che altro ancora. 
Nel frattempo Davide aveva approfondito la conoscenza della storia Tedesca, specialmente la parte relativa alla Seconda Guerra Mondiale e al Nazismo, per comprendere i problemi dei Lager  e collaborava attivamente con il fratello Giovanni, reduce dal Campo di Concentramento di Dachau. Con lui ho avuto modo di discutere anche della questione delle cerimonie religiose luterane degli anni precedenti la sua morte nel cimitero di Costermano fra soldati tedeschi della II guerra mondiale ma anche di alcuni criminali nazisti la sepolti, coinvolgendolo nell’area del dissenso evangelico milanese. Quattro gatti, ben inteso, ma ben determinati. 

I comunisti de Il Manifesto si attribuirono il merito del aver scoperto e risolto il caso nel 2006, quando da almeno 10 anni cercavamo di informare i credenti di qualsiasi confessione religiosa della nostra posizione di rigetto: lo facevamo coi nostri limitati mezzi. E non ci fu nemmeno una solidarietà valdese concreta. Solo un giornalista di Avvenire osò sollevare nel 2000 c.a. una domanda scomoda durante una conferenza stampa del vescovo Krause. Ma la risposta ricevuta fu evasiva e non si fece poi alcuna pressione. Il Cardinale Martini prendeva possesso per la prima volta in Italia di un pulpito protestante per un anniversario di fondazione del tempio di Milano. Non era esattamente un incontro scontato della settimana di gennaio ma avveniva dopo l’intesa sulla Giustificazione per Fede e le opere dello Spirito Santo. I luterani avevano ammesso ai cattolici di aver oggettivamente trascurato l’ambito di azione dello Spirito nel credente tramite le buone opere e i cattolici affermavano  che Lutero non era mai stato scomunicato. C’erano stati insomma dei malintesi, durati centinaia di anni…. Avete presente i tempi biblici, no?

Davide Melodia fu inoltre traduttore di 4 lingue, vegetariano ma anche rappresentate del Movimento nonviolento in congressi europei e in uno mondiale. Lo trovavate come guida turistica a Livorno ma anche in India sulla tomba di Gandhi o alla marcia mondiale dei bambini del mondo; o ancora fra i buddisti pacifisti giapponesi per presentare una lettera del Sindaco di Hiroshima alla Accademia Navale di Livorno, a Camp Darby di Pisa, alla NATO di Verona, ed a Londra in occasione dell’inaugurazione di una Pagoda della Pace nel Kensington Park.
Con l’ingresso nella Società degli Amici partecipa al grande Convegno Ecumenico Internazionale della JPIC (Justice, Peace, Integrity of Creation): noi oggi a distanza di 30 anni siamo ancora collegati a quelle radici. Tutto ciò che si presenta all’orizzonte non ne vale semplicemente la pena. Le chiese storiche si limitano di discutere a vuoto di sacramenti o dell’Unità impossibile da realizzare. Aspetti che non toccano comunque la vita reale di ortodossi, cattolici e protestanti. Forse nemmeno delle stesse coppie interconfessionali (una sparuta minoranza che non si cura troppo di divieti ecclesiastici).

Mi piace ricordare che il suo impegno religioso per la salvaguardia del creato è maturato in senso al Partito dei verdi. Non sempre la politica è “il nulla” o quasi nulla dei partiti di oggi. Era quella l’epoca in cui si guardava con speranza - per chi era di sinistra (ma non della sinistra!) - al processo di Rifondazione comunista verso la nonviolenza. Era una speranza sincera di noi cristiani antifascisti, affondata dal PRC, non molti anni dopo, con la negazione della critica al Governo conservatore di Prodi, con la negazione dei diritti civili, la messa in liquidazione dello stesso principio universale e le missioni di guerra (chiamate ovviamente di pace per la massa cresciuta con la TV di stato). Quella svolta per il cambiamento fu come neve al sole. Ma la neve per Davide si è sciolta definitivamente con la morte nel 2006 sul lago Maggiore. Per i quaccheri di Milano si era posto qualche problema logistico per le visite. Il comunicato stampa dell’Agenzia evangelica NEV al riguardo fu striminzito e per certi aspetti banale.  Freddo come solo certe persone sanno fare con maestria.

La sua conversione da soldato fu tutto tranne che banale. Davide lo incontrai durante una campagna contro gli sgomberi del Comune a degli immigrati. Non avevano ancora fiato gli estremisti evangelici che vendono oggi i libri sul Garibaldi  predone o brandiscono la Bibbia come uno strumento di combattimento.
Negli USA adottano le mappe geografiche per colpire a fuoco gli oppositori. Quel loro Dio ha le mani sporche di sangue e non per la croce…

I Quaccheri e il Pacifismo
Il pacifismo nonviolento quacchero è nato, come il senso della giustizia, dell'uguaglianza fra gli uomini, del rispetto di tutte le culture e delle religioni, la difesa dei diversi, degli emarginati, dei carcerati, dei malati, gli interventi nelle zone calde del mondo per tentarvi la mediazione o iniziare la ricostruzione, dal principio fondamentale che gli Amici (Quaccheri) portano alle sue estreme conseguenze: in ogni persona v'è un tanto di Dio (seme, scintilla: « that of God in every one »).
Il tutto partendo da un altro principio: la luce interiore (di Cristo), la cui ricerca non è fine a se stessa, né è finalizzata alla salvezza, o alla pura elevazione spirituale.
Come di fatto è accaduto, il fondamentale spiritualismo quacchero non si è risolto in misticismo distaccato dal mondo, ma in un impegno (commitment) socio-religioso senza soluzione di continuità.
Mentre molte comunità locali di Amici vivono la loro fede intorno al culto silenzioso e ne traggono linfa per una attività filantropica simile a quella diaconale delle chiese evangeliche, i gruppi che sanno tenere contatti regionali, nazionali e internazionali sono coninvolti in una o più attività sociali di grande significato e respiro: vedi il Quaker Peace & Service, con una diecina di diramazioni nel campo della pace e dei diritti umani, fra cui quella che sostiene gli obiettori di coscienza in vari paesi e quella che organizza campagne internazionali per l'obiezione fiscale alle spese militari, quella che invia operatori sociali o esperti in Iraq, Israele o ex-Jugoslavia per aiutare i più deboli e dialogare con i più forti; o il Quaker Council for European Affairs, che segue con occhio critico e nonviolento gli incontri del Consiglio d'Europa e del Parlamento Europeo, e informa tutti gli interessati di ciò che fanno o non fanno sul piano della pace e dei diritti umani, mediante il bollettino Around Europe (Bruxelles), invitando chi può a intervenire. Ad esempio a fare pressioni affinché il diritto all'obiezione di coscienza venga finalmente discusso, votato e inserito nella European Convention. L'elenco, schematico, riempirebbe almeno un fascicolo di 10 pagine.
Ma queste attività verso l'esterno provengono di solito da una notevole coerenza interiore e personale. La schiacciante maggioranza degli Amici ha sempre rifiutato di partecipare a qualsiasi conflitto fin dal 1651, quando George Fox rifiutò un incarico militare che i Puritani gli offrivano (altri avevano già preso le distanze dall'esercito cromwelliano), e, passando dalla famosa Declaration to Charles II (genn. 1661) in cui « l'innocuo e innocente popolo di Dio chiamati Quaccheri » si dichiarava contrario ad ogni guerra vuoi per i regni di questo mondo che per il regno di Dio, ha resistito ai richiami di guerra delle Colonie inglesi contro i francesi o gli indiani, non ha partecipato militarmente alla rivolta delle Colonie d'America contro l'Inghilterra, né alla Guerra di Secessione.... su su fino alla I e alla II Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea ed a quella del Vietnam.
Non solo non vi ha partecipato, ma non ha ispirato alcun giudizio o condanna, in quanto credente nella santità della vita, data da Dio: in questo ed altri aspetti della tolleranza quacchera verso l'Altro, non c'è spazio per tribunali e per condanne, e la distanza dal moralismo, puritano o non, è, sul piano storico e di principio, insuperabile.
Davide Melodia

Non parlare di Nonviolenza
Se non ami la vita, la gente,
la folla variopinta,
la libertà degli altri,
la follìa degli altri,
non parlare di nonviolenza.
Se non sei cittadino del mondo,
amico dei neri, dei gialli, di tutti,
non parlare di nonviolenza.
Se non denunci confini,
barriere, nazionalismi,
patrie, bandiere, galere,
non parlare di nonviolenza.
Se non ti opponi ad eserciti di ogni colore,
a corpi separati, consacrati,
ubriachi di potenza,
non parlare di nonviolenza.
Se non ti rivolti contro il verticismo,
il centralismo, l' autoritarismo,
non parlare di nonviolenza.
Se non contesti il sacro che nasconde il vero,
il dio in terra che nasconde il cielo,
il consumismo che risucchia il sangue
dei dannati della terra,
non parlare di nonviolenza.
Se non ti getti nel folto della mischia,
come la dinamite nel pozzo di petrolio
per spegnere l' incendio,
pronto a perir con esso,
non parlare di nonviolenza.
O, se ne parli,
di' che stai favoleggiando
intorno a qualche cosa
che non sai.
(Sardegna, 14 agosto, 1976)

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