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giovedì 13 gennaio 2011

SE FOSSI UN OPERAIO FIAT, VOTEREI NO!

Senza rassegnarsi
Nel prossimo referendum alla Fiat, gli operai dovranno accettare per poter lavorare ancora, le condizioni imposte da Marchionne, lui stesso strumento della globalizzazione senza legge. Sosteniamo le ragioni morali e civili di chi si oppone, senza possibilità reali. Bisogna porre leggi e limiti alla forza bruta del capitale globale. Se ora non si può, ora si deve volerlo e dirlo, e non rassegnarsi all’esistente. Una linea di ricerca è il tema, finora appena accennato, dell’applicazione dell’art. 46 della Costituzione. E ripensare tutti, sia manager sia lavoratori, che non è più il caso di costruire tante auto, ma semmai sistemi ecologici.
[ Redazione de il foglio, mensile di alcuni cristiani torinesi, www.ilfoglio.info ]
(E mail dell’amico Enrico Peyretti a varie liste)

L'operazione di Marchionne è solo un ricatto: nel testo di accordo si dettagliano molto bene le condizioni di resa dei lavoratori, ma non c'è alcuna garanzia di investimenti da parte di FIAT. Questa non è un'operazione per piegare i lavoratori di Mirafiori, ma per mettere in ginocchio tutti i lavoratori italiani e per scardinare il sistema delle medie e piccole imprese. Marchionne è uomo delle multinazionali USA, non è un mistero anche se non lo dice quasi nessuno: si vede anche qua: http://it.wikipedia.org/wiki/Marchionne ; è "consigliere di amministrazione di Philip Morris International"
(risposta di Tiziano Cardosi alla mail di Enrico)

A FIANCO DEGLI OPERAI DELLA FIAT E DELLA FIOM. L’HO GIA’ SCRITTO SE PASSA IL MARCHIONISMO, CI SARA’ ULTERIORE SVOLTA AUTORITARIA NELLE FABBRICHE,  NELLA SOCIETA’ E NELLA POLITICA. SE PERDONO GLI OPERAI DEL NO, PERDIAMO TUTTI E SAREMO IN BALIA DEI RICATTI PADRONALI…
(nota mia)
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