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martedì 23 novembre 2010

E' USCITO IL NUMERO ZERO DI CUORE E CRITICA

Riporto di seguito l'editoriale di Ugo Tombesi, apparso
sul numero 0 della nuova rivista savonese Cuore e critica

CUORE E CRITICA


N° zero



Rivista di studi e discussioni di vario argomento


pubblicata da alcuni scrittori eccentrici e solitari




Quattro amici al bar














Fool! Tris di poltrone (Presidenza Carisa, Direzione Unione Industriali, Presidenza Camera di Commercio) e coppia di progetti (Centrale Tirreno Power e Piattaforma Maerks). E con l'accordo ossequioso delle parti sociali, Bellezza.!


A Savona e provincia, non da oggi, si gioca a poker con le cariche prestigiose (tanto lui ha detto a chi timidamente obiettava che forse erano troppe, che sempre di economia si tratta) si profitta dell'assuefazione dei cittadini (mitridizzazione) che il signor B ha, con profitto, sperimentato in sedici anni su tutti gli italianuzzi.


Se poi il livello di indignazione si mantiene alto ed è sul punto di aggregare gli indignati (agli inquieti c'è già chi ci pensa) ecco che quattro o poco meno persone rispolverano sfacciatamente l'ottocentesca testata di Cuore e Critica, fondata a Savona dal repubblicano Arcangelo Ghisleri (destinata a diventare la Critica Sociale del socialista Filippo Turati) con il medesimo entusiasmo, e soprattutto senza soldi, per cercare di diventare, fra i tanti, strumento, perchè no, di passione politica e di impegno. C'è chi lo dovrebbe fare per statuto o per obbligo istituzionale, ma troppo spesso alla marxiana coscienza di classe è subentrata la coscienza del posto (Pearlman sociologia americana).


Forse è un atto immodesto, forse abbiamo bisogno di qualche numero,meno unico di questo, per passare dalla protesta alla proposta (come oggi si dice anche a sinistra) per dire cosa concretamente fare con le energie alternative e rinnovabili, senza più subire il ricatto del carbone o riflettere se sia ragionevole edificare una piattaforma grande come 16 campi di calcio davanti a Vado Ligure. Forse è ora di domandarci se il carbone (qualcuno ha proposto di bruciare nella centrale vadese la spazzatura o giù di lì[sic] ) è una soluzione ancora accettabile per la Provincia di Savona, visto che anche il suo Presidente Vaccarezza è d'accordo e poi Loano è sufficientemente distante da Vado Ligure.


Serve dunque un po' si cuore (parlo dall'alto dei miei tre by pass) e soprattutto il risveglio della capacità critica, naturalmente costruttiva. Basterebbe , per un attimo, anche a Savona, fare come fanno (udite udite), le Fondazioni bancarie lombarde quando investono quattrini nell' edilizia popolare, che non ha istituzionalmente più soldi. Basterebbe, come già fanno sensibili e illuminate minoranze, indignarsi per la colata di cemento e a ricordarcelo sono Preve e Sansa nel loro volume. Basterebbe non essere grandi architetti barcellonesi per dire, con un po' di buonsenso e di modestia, che esteticamente il padiglione Noceti del Santuario è più bello del Crescent.


E infine anche per non trovare in cartellone al Teatro Chiabrera il Don Pasquale per altri anni.


Prosit!






ugo tombesi e-mail: tombesi@libero.it 


(Da: Cuore e Critica, numero zero)

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