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domenica 6 aprile 2008

PER MARTIN LUTHER KING

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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100Viterbo,
tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 158 del 6 aprile 2008

In questo numero:
1. Anna Maffei: Martin Luther King
2. Una bibliografia essenziale di e su Martin Luther King
3. Luisa Muraro: Giovane donna con un braccio per aria
4. Alberto Ghidini presenta "Spensierarsi. Raimon Panikkar e la macchina percinguettare" di Paulo Barone

1. PROFILI. ANNA MAFFEI: MARTIN LUTHER KING
[Dal sito www.martinlutherking.ucebi.it riprendiamo il seguente profilo.Anna Maffei, presidente dell'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia(in sigla: Ucebi), prestigiosa teologa e saggista, appartiene alla tradizione nonviolenta espressa dal pastore battista e martire per la pace ela dignita' umana Martin Luther King.
Martin Luther King, nato ad Atlanta in Georgia nel 1929, laureatosi all'Universita' di Boston nel 1954 con una tesi sul teologo Paul Tillich, lo stesso anno si stabilisce, come pastore battista, a Montgomery nell'Alabama. Dal 1955 (il primo dicembre accade la vicenda di Rosa Parks) guida la lotta nonviolenta contro la discriminazione razziale, intervenendo in varie parti degli Usa.
Premio Nobel per la pace nel 1964, piu' volte oggetto di attentati e repressione, muore assassinato nel 1968.
Opere di Martin Luther King: tra i testi piu' noti: La forza di amare, Sei, Torino 1967, 1994(edizione italiana curata da Ernesto Balducci); Lettera dal carcere di Birmingham - Pellegrinaggio alla nonviolenza, Movimento Nonviolento, Verona1993; L'"altro" Martin Luther King, Claudiana, Torino 1993 (antologia a cura di Paolo Naso); "I have a dream", Mondadori, Milano 2001; Il sogno della nonviolenza. Pensieri, Feltrinelli, Milano 2006; cfr. anche: Marcia verso la liberta', Ando', Palermo 1968; Lettera dal carcere, La Locusta, Vicenza 1968; Il fronte della coscienza, Sei, Torino 1968; Perche' non possiamo aspettare, Ando', Palermo 1970; Dove stiamo andando, verso il caos o la comunita'?, Sei, Torino 1970. Presso la University of California Press, e' in via di pubblicazione l'intera raccolta degli scritti di Martin Luther King, a cura di Clayborne Carson (che lavora alla Stanford University). Sono usciti sinora sei volumi (di quattordici previsti): 1. Called to Serve(January 1929 - June 1951); 2. Rediscovering Precious Values (July 1951 -November 1955); 3. Birth of a New Age (December 1955 - December 1956); 4.Symbol of the Movement (January 1957 - December 1958); 5. Threshold of a NewDecade (January 1959 - December 1960); 6. Advocate of the Social Gospel(September 1948 - March 1963); ulteriori informazioni nel sito:www.stanford.edu/group/King/

Opere su Martin Luther King:
Lerone Bennett, Martin Luter King. L'uomo di Atlanta, Claudiana, Torino 1969, 1998, Nuovainiziativa editoriale, Roma 2008; Gabriella Lavina, Serpente e colomba. La ricerca religiosa di Martin Luther King, Edizioni Citta' del Sole, Napoli1994; Arnulf Zitelmann, Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King, Feltrinelli, Milano 1996; Sandra Cavallucci, Martin Luther King, Mondadori,Milano 2004; Paolo Naso (a cura di), Il sogno e la storia. Il pensiero el'attualita' di Martin Luther King (1929-1968), Claudiana, Torino 2008.
Esistono altri testi in italiano (ad esempio Hubert Gerbeau, Martin Luther King, Cittadella, Assisi 1973), ma quelli a nostra conoscenza sono per lo piu'di non particolare valore: sarebbe invece assai necessario uno studio critico approfondito della figura, della riflessione e dell'azione di MartinLuther King (anche contestualizzandole e confrontandole con altre contemporanee personalita', riflessioni ed esperienze di resistenza antirazzista in America).
Una introduzione sintetica e' in "Azionenonviolenta" dell'aprile 1998 (alle pp. 3-9), con una buona bibliografiaessenziale]
Martin Luther King nasce dopo un parto difficile ad Atlanta, Georgia, nelSud degli Stati Uniti, dove il problema razziale e' sentito con angoscia eurgenza particolari. Questo bambino che il 15 gennaio 1929 sembra entrare cosi' malvolentieri nel mondo ha una storia le cui radici affondano nel suolo afro-americano.
*Le radici storiche: lo schiavismo
I suoi antenati erano stati catturati con violenza inaudita dai negrieri eportati dall'Africa in catene sul continente americano per esservi venduti nei mercati ai migliori offerenti. Milioni di neri, uomini e donne, venivano strappati alla loro terra e fatti schiavi per lavorare, fino allo stremo delle loro forze, nelle piantagioni di cotone. Sorse e tramonto' il sole per duecento lunghi anni, giorno dopo giorno, e gli antenati di Martin LutherKing venivano comprati, venduti, violentati e uccisi come fossero bestie. Dopo una cruenta guerra fra gli Stati del Nord, che volevano imporre il loro modello di sviluppo, e gli Stati del Sud, parve arrivare la liberta' per i neri sul suolo americano. Ma dopo un periodo piuttosto favorevole, furono ricacciati, anno per anno, nella condizione servile, specialmente nel Sud. I proprietari terrieri avevano escogitato la maniera di fare indebitare sempre piu' i lavoratori neri, ai quali era anche negato nella pratica di partecipare alle elezioni.
*Il futuro come un incubo "Lavorare dall'alba al tramonto per un anno intero incatenato alla terra dai conti da pagare al magazzino della piantagione, scacciare questi pensieri con cattivo gin, dimenticare nell'estasi del canto e della preghiera...piangere, maledire se stesso per la propria vilta', essere lo zimbello dei giudici e dei poliziotti, finire col credere alla propria indegnita'... e infine cedere, inchinarsi, strisciare, sorridere e odiare se stesso per il proprio servilismo e la propria debolezza". Questo era il tormento del nonno paterno di Martin Luther King, James Albert, e di tutti i neri; questo era l'incubo che assillava i loro bambini in casa e negli edifici fatiscenti della scuola, dove gli studenti di colore ricevevano un'istruzione che era di molto inferiore a quella dei bianchi. Nelle strade e nelle piazze delle citta' si vedevano dappertutto cartelli con la scritta "solo per bianchi", e la vita dei neri si consumava per lo piu' nei ghetti sudici e sovrappopolati privi di strutture e di servizi appena decenti. Qui Martin Luther King nasce, vive e comincia a lottare fin dalla sua fanciullezza.
*L'infanzia e gli studi
Fin dall'infanzia Martin Luther King deve subire i traumi dei bambini che scoprono di essere diversi e discriminati in una societa' razzista. Ha cinque anni quando la madre dei suoi compagni bianchi proibisce loro digiocare col piccolo Martin, perche' "negro". A otto anni apprende dal padre con dolore la tragica fine della sua prediletta cantante Bessie Smith, celebre interprete di spirituals, canti di fede e di speranza degli schiavi delle piantagioni del Sud: ferita in uno scontro automobilistico, muore dissanguata perche' rifiutata dagli ospedali per bianchi di Atlanta. Ancora impreparato a reagire, queste ed altre esperienze amare gli rimangono scolpite per sempre nell'animo. La discriminazione che Martin Luther King deve subire e che vede colpire la sua gente gli consiglia gli studi di giurisprudenza. Entra nel Morehouse College di Atlanta (universita' per soli neri), ma, divenuto consapevole di essere chiamato da Dio al servizio pastorale, dopo qualche anno passa agli studi di teologia. Nel 1952, a 22anni, tiene la sua prima predicazione nella chiesa battista di Atlanta.
*Il segno dei tempi
E' un periodo di rivolgimenti storici profondi e di portata mondiale, come la seconda guerra mondiale, nella quale gli Stati Uniti entrano il 17dicembre 1941, e la conquista dell'indipendenza delle colonie europee in Africa, Asia e America. Martin Luther King e' affascinato dalla figura di Gandhi, dal quale apprende i principi della lotta nonviolenta. Nel 1953 si laurea in filosofia a Boston e nel 1954 si trasferisce con la moglie Coretta Scott a Montgomery, Alabama, per svolgervi il ministero di pastore della chiesa battista. Martin Luther King coglie quello che il Nuovo Testamento chiama kairos, cioe' il momento opportuno nel quale l'opera di Dio viene colta nel mondo e sfida l'uomo a una scelta di fede che lo impegna a vivere con coerenza la volonta' di Dio nella storia.
*Nasce il movimento per i diritti civili
La scintilla che da' inizio al movimento per i diritti civili scocca a Montgomery, apparentemente per un banale incidente. Sugli autobus della citta' le prime tre file di posti sono riservate ai bianchi, le altre possono essere occupate da neri solo se non ci sono bianchi in piedi. Il pomeriggio del primo dicembre 1955 un'impiegata nera, Rosa Parks, seduta dietro i posti riservati ai bianchi, rifiuta di alzarsi e cedere il posto quando salgono alcuni viaggiatori bianchi: viene arrestata e portata in carcere.La notizia si diffonde rapidamente, gli esponenti e i pastori della comunita' nera s'incontrano e decidono subito di boicottare i mezzi pubblici di trasporto: propongono ai neri di non prendere piu' l'autobus e di recarsi al lavoro a piedi o con altro mezzo. L'esito appare incerto, perche' altre volte simili iniziative non avevano avuto successo; intanto Martin Luther King e' votato all'unanimita' capo del movimento. La mattina del 5 dicembretutti i neri vanno a lavorare a piedi, a dorso di mulo, su carri. Il boicottaggio e' totale fino al dicembre dell'anno successivo: 382 giorni dura la lotta tutt'altro che facile, e il movimento ottiene la sua prima vittoria: l'abolizione della segregazione sui mezzi pubblici di trasporto.
*Simbolo della "rivoluzione nera"
Le reazioni dei bianchi sono violente: hanno paura. La compagnia degli autobus ha perso 40 milioni di dollari. Martin Luther King diviene il bersaglio di minacce d'ogni genere e viene arrestato. Il 30 giugno, mentre si trova fuori fra la sua gente, un attentato dinamitardo gli distrugge la casa; la moglie e la figlia Yoki sono dentro, ma restano fortunatamente illese. Martin Luther King e' ormai il simbolo della "rivoluzione nera".
*L'esperienza di fede: un nuovo inizio
Teso fino al limite delle sue risorse fisiche e morali per tutti gli impegni che deve assolvere, una sera del gennaio 1956 Martin Luther King e' sul punto di crollare. L'atmosfera e' densa di nubi e i pericoli sono molto reali, ed egli, seduto in cucina, confida a Dio di non farcela piu'. "Eccomi qui - prega - mi batto per cio' che credo giusto. Ma ho paura. Mi chiedono di guidarli, ma se mi presento loro senza forza e senza coraggio anch'essi vacilleranno. Ho esaurito le mie forze. Non mi rimane nulla". E mentre e' li', solo, sperimenta la "presenza di Dio", avverte "la promessa rassicurante d'una voce interiore che gli dice: 'Lotta per la giustizia. Lotta per la pace. Dio sara' sempre al tuo fianco!'". L'esperienza di fede, caratteristica della tradizione evangelica battista, determina, come egli stesso dice, una svolta fondamentale nella sua vita: era giunto allo stremo delle sue forze, ora, pero', si sente forte della forza di Dio ed e' pronto a riprendere la lotta.
*Il movimento si estende
Martin Luther King partecipa a manifestazioni di massa e a raduni, e viene spesso arrestato. E ogni volta si rafforza il suo impegno per la giustizia, si rinvigorisce la sua fede in Dio e nella Sua guida, e il suo coraggio di lottare e la sua certezza di vincere si comunicano ad altri esponenti del movimento e alla sua gente. Il movimento si estende ben presto a tutti gli Stati Uniti. Il pellegrinaggio di preghiera a Washington del 17 maggio 1957 per il pieno diritto di voto ai neri e' una delle manifestazioni piu'importanti. Martin Luther King riesce a convogliare le forze disgregate dei neri nella lotta nonviolenta, ma ha anche oppositori che propugnano il ricorso alla violenza contro il razzismo bianco.
*La nostra capacita' di soffrire
Mentre si moltiplicano i sit-in nei locali pubblici per bianchi e i "viaggid ella liberta'" di bianchi e neri insieme in autobus attraverso gli StatiUniti, Martin Luther King risponde ai detrattori: "Non possiamo in coscienza obbedire alle vostre leggi inique, perche' la non-cooperazione col male e'un obbligo morale non meno della cooperazione col bene... Mandate a mezzanotte i vostri sicari incappucciati nelle nostre case, pestateci e lasciateci quasi morti, e noi vi ameremo ancora. Ma siate certi che vinceremo con la nostra capacita' di soffrire. Un giorno conquisteremo la liberta', non per noi stessi solo... e la nostra vittoria sara' anchevostra".
*We shall overcome
Nel 1963, centenario del proclama di Lincoln per l'affrancamento degli schiavi, la battaglia nonviolenta dilaga in piu' di 800 citta'. A Birmingham la polizia si scaglia con ferocia sui dimostranti che cantano We shall overcome, sguinzaglia i cani e aziona gli idranti contro un corteo inerme di ragazzi. Sotto la pressione dell'opinione pubblica inorridita il governo dichiara illegale la segregazione nei negozi e nei luoghi pubblici e decreta l'assunzione al lavoro per bianchi e neri su basi egualitarie.
*E' tanto difficile aspettare
Arrestato, Martin Luther King scrive in cella d'isolamento una lettera rimasta famosa: "E' facile dire: 'aspettate'. Ma quando avete visto una plebaglia inferocita linciare a volonta' le vostre madri e i vostri padri...e i poliziotti pieni d'odio maledetto colpire e perfino uccidere impunementei vostri fratelli e le vostre sorelle... quando sentite la vostra lingua torcersi se cercate di spiegare alla vostra bambina di sei anni perche' non puo' andare al luna-park, e vedete spuntarle le lacrime quando sente che e'chiuso ai bambini neri... quando vi perseguita notte e giorno il fatto di essere nero, non sapendo mai che cosa vi puo' accadere; allora voi comprendete perche' per noi e' tanto difficile aspettare".
*La marcia della liberta'
Il 28 agosto arriva a Washington la marcia dei 250.000 per chiedere l'approvazione della legge sulla parita' dei diritti civili per bianchi e neri. Le telecamere di tutto il mondo sono puntate sulla marea di bianchi e di neri che cantano e pregano intorno al monumento a Lincoln, e riprendono anche quello che e' stato definito il discorso profetico di Martin LutherKing.
*Ho ancora un sogno
"Il cammino e' pieno di asprezze, ma nonostante le fatiche e le umiliazioni, ho ancora un sogno. Sogno che sulle rosse colline della Georgia i figli degli antichi schiavi e degli schiavisti possano sedere insieme al tavolo della fratellanza. Sogno che lo stato del Mississipi, rigonfio d'oppressione e di brutalita', sia trasformato in terra di liberta' e di giustizia. Sogno che un giorno l'Alabama sia trasformato in uno stato dove bambine e bambini neri potranno dare la mano a bambine e bambini bianchi, e camminare insieme come fratelli e sorelle... Con questa fede torno nel Sud. Con questa fede staccheremo alla montagna dell'angoscia una scheggia di speranza. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, andare in prigione insieme, sapendo che un giorno saremo liberi. Quando cio' avverra', tutti i figli di Dio, bianchi e neri, ebrei e pagani, evangelici e cattolici, potranno giungere le mani e cantare l'antico inno degli schiavi: 'Finalmente liberi! Finalmente liberi! Gran Dio onnipotente, siamo finalmente liberi!'".
*Premio Nobel per la pace
La legge per i diritti civili viene approvata il 10 febbraio 1964. Quella marcia pacifista e la figura di Martin Luther King hanno risonanza in tutto il mondo e le sue predicazioni e i suoi scritti vengono tradotti e letti in molti Paesi, ed anche in Italia: Il fronte della coscienza, Marcia verso la liberta', Perche' non possiamo attendere, Dove stiamo andando: verso il caoso la comunita'?
*La forza di amare. Il 14 ottobre lo raggiunge un telegramma da Stoccolma: "Il premio Nobel per la pace e' stato assegnato a Martin Luther King per aver fermamente e continuamente sostenuto il principio della nonviolenza nella lotta antirazzista nel suo Paese". Coretta piange di gioia davanti ai giornalisti: "... valeva la pena di soffrire tanto. A Martin servira' per continuare gli sforzi nella lotta per l'uguaglianza dei neri", e i 34 milioni del premio vengono messi a disposizione della causa alla quale Martin Luther King ha dedicato la vita.
*Il movimento si allarga
Tra mille difficolta' e molti oppositori Martin Luther King corre da una parte all'altra degli Stati Uniti a premere per le riforme richieste e il movimento si allarga alla lotta contro la poverta' e contro il coinvolgimento degli Usa nella guerra del Vietnam. Nel marzo 1968 sta preparando "il pellegrinaggio della miseria nazionale": poveri di tutte lerazze muoveranno da tutte le parti degli Stati Uniti e contemporaneamente verso Washington con bambini e stracci sulle loro carrette. Il 27 marzo a Memphis, Tennessee, 6.000 neri escono da una chiesa evangelica e attraversano in corteo la citta' per solidarieta' con 1.700 spazzini neri in sciopero. Martin Luther King e' in testa al corteo quando, all'improvviso, alcuni giovani ne escono per spaccare vetrine e saccheggiare negozi. La polizia interviene e carica i dimostranti: un morto e sessanta feriti.
*Una mano assassina
Il 4 aprile 1968 Martin Luther King e' con altri leader neri in una stanza dell'Hotel Lorraine a Memphis, e' sconvolto, teme per le sorti del movimento della nonviolenza. Il giorno prima ha detto: "vivere a lungo ha i suoi aspetti positivi. Ma la cosa non m'interessa. Voglio solo fare la volonta'di Dio". Esce sulla terrazza per una boccata d'aria, alle 18,01 si volta per rientrare e si accascia improvvisamente al suolo: un colpo e' partito, da una finestra 60 metri piu' in la' un dito ha premuto sul grilletto d'un fucile.
*Ho tentato di amare e servire l'umanita'
Al funerale sono migliaia le persone d'ogni ceto e razza: riconoscono in lui qualcosa di piu' di un simbolo o di un leader, riconoscono in lui un profeta di Dio che ha interpretato il tormento d'un popolo e lo ha guidato con la nonviolenza nella lotta per i propri diritti. Durante il rito, celebrato dal vecchio padre di Martin Luther King, risuonano nel silenzio della chiesa battista di Ebenezer le parole d'una sua predicazione registrate su nastro: "Se qualcuno di voi sara' qui nel giorno della mia morte, sappia che non voglio un grande funerale. E se incaricherete qualcuno di pronunciare un'orazione funebre, raccomandategli che non sia troppo lunga. Ditegli di non parlare del mio premio Nobel, perche' non ha importanza... Dica che una voce grido' nel deserto per la giustizia. Dica che ho tentato di spendere la mia vita per vestire gli ignudi, per nutrire gli affamati, che ho tentato diamare e servire l'umanita'"

.2. MATERIALI. UNA BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE DI E SU MARTIN LUTHER KING
[Dal sito www.martinlutherking.ucebi.it riprendiamo le seguenti indicazionibibliografiche]- Louis V. Baldwin, There is a Balm in the Gilead. The Cultural Roots ofMartin Luther King, Jr, Fortress Press, 1991.- Louis V. Baldwin, To make the wounded whole. The Cultural Legacy of MartinLuther King, jr., Fortress Press, 1992.- Lerone Bennett, Martin Luther King, Claudiana Editrice, Torino 1998.- Robert M. Bleiwess, a cura di, Marching to Freedom. The Life of MartinLuther King, Middeltown, Conn., American Ed. Publication, 1968.- Bruno Cartosio, "Martin e Malcolm e il movimento di liberazioneafroamericano", in AA. VV., Dialogo su Malcolm X, Roma, Manifestolibri,1994.- James H. Cone, Martin and Malcolm and America. A Dream or a Nightmare, NewYork, Maryknoll, Orbis Books, 1991.- R. Cooney, H. Michalowski, a cura di, The Power of the People. Active Nonviolence in the United States, Culter City, California, Peace Press,1977.- David J. Garrow, Bearing the Cross. Martin Luther King, Jr. and theSouthern Christian Leadership Conference, New York, Norton Books, 1988.- H. Hampton, S. Fayer, Voices of Freedom. An Oral History of the CivilRights Movement from the 1950s to the 1980s, New York, Bantam Books, 1990.- Martin Luther King, jr, "I have a dream". L'autobiografia del profetadell'uguaglianza, a cura di Clayborne Carson, Mondadori, 2000.- Martin Luther King, jr, Io ho un sogno. Scritti e discorsi che hannocambiato il mondo, Torino, Sei, 1992.- Martin Luther King, jr, La forza di amare, Torino, Sei, 1968 (Strength toLove, 1964).- Martin Luther King, jr, Il fronte della coscienza, Torino, Sei, 1966 (TheTrumpet of Conscience, 1968).- Martin Luther King, jr, Marcia verso la liberta', Palermo, Ando', 1968(Stride To Freedom. The Montgomery Story, 1958).- Martin Luther King, jr, Perche' non possiamo aspettare, Palermo, Ando',1970 (Why We Can't Wait, 1964).- Martin Luther King, jr, Dove stiamo andando: verso il caos o lacomunita'?, Torino, Sei, 1970 (Where Do We Go from Here: Chaos orCommunity?, 1967).- Martin Luther King, jr, Un testamento di speranza, in P. Naso, cit. sotto,p. 204 ss. (A Testament of Hope, 1991).- Martin Luther King, jr, Oltre il Vietnam, Vicenza, La Locusta, 1968 (ATime to Break Silence).- Gabriella Lavina, Serpente e colomba. La ricerca religiosa di MartinLuther King, La Citta' del Sole, 1994.- Cristina Mattiello, Le chiese nere negli Stati Uniti. Dalla religionedegli schiavi alla teologia nera della liberazione, Torino, ClaudianaEditrice, 1993.- Paolo Naso, a cura di, L'"altro" Martin Luther King, Torino, ClaudianaEditrice, 1993.- Stephen B. Oates, Let the Trumpet Sound. The life of Martin Luther King,jr, Mentor Books, New American Library, New York, 1985.- Albert J. Raboteau, Slave Religion. The "Invisibile Institution" in theAntebellum South, New York, Oxford University Press, 1978.- Gayraud S. Wilmore, Black Religion and Black Radicalism. An Interpretationof the Religious History of Afro-American People, Maryknoll, New York, OrbisBooks, 1983.
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