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lunedì 9 luglio 2007

Lettera al dottor Augias (quotidiano La Repubblica)

Gentilissimo dottor Augias,

la sua rubrica è un appuntamento fisso che leggo tutti i giorni. Spesso ho avuto la tentazione di scriverle, ma poi,lascio perdere. Questa volta però ho deciso di agire in modo diverso dal solito. Perché? Perché ho letto la lettera di Gianni Mereghetti, pubblicata domenica 8 luglio.
Non sono un professore: sono un semplice insegnante elementare, di ruolo dal 1989, per scelta impegnato in attività di sostegno.
Le scrivo perché trovo sconcertante che la scuola elementare non venga mai considerata (di solito, quando si parla di scuola e di insegnanti si fa riferimento alle medie o alle superiori). Eppure mi sembra che l'importanza della scuola elementare, un tempo fra le migliori del mondo, sia sotto gli occhi di tutti. Pensi che un signore albanese, genitore di ragazzini conosciuti alle elementari, un giorno mi ha chiesto se non mi sembrava che in Italia il lavoro del maestro fosse un po' squalificato…
Sarà anche vero che la il ceto magistrale, caduta l'egemonia democristiana (storicamente la DC ha coltivato e coccolato questo serbatoio di voti), il ceto, dicevo, è rimasto senza referenti politici (senza "santi" in parlamento). Sarà anche vero che molti sono impreparati, retrivi, senza voglia di lavorare, però mi creda, c'è una minoranza attiva (che paga gli aggiornamenti, che frequenta convegni, che produce cultura) che lavora assiduamente prestando volontariato o ricevendo quella elemosina che si chiama indennità per Funzioni strumentali all'ampliamento dell'Offerta Formativa (netto poco più di 1.000 €) che possono essere aumentati con "lavoretti" su progetto pagati si e no 20 € netti l'ora. Comunque, io percepisco uno stipendio mensile di circa 1.200 € (mia moglie che ha trent'anni di ruolo prende poco di più).
Eppure, mi creda, io prendo tanto quanto quell'insegnante che si presenta a scuola, ci sta all'incirca quattro ore e se ne va a casa. Per carità libero di farlo. Però premiamo chi si impegna, chi ci mette l'anima.
Le posso fare un esempio? Io ho due titoli oltre il diploma magistrale: Diploma Magistrale Ortofrenico DPR 970/70 e Diploma Polivalente, da momento che un ministro, non ricordo più quale, ha deciso che il primo scadeva come una mozzarella. Ho frequentato un Corso di Alta Formazione su handicap e nuove tecnologie; ho conseguito il titolo di assistente di Comunità Infantile (presso un "diplomificio", come è stato definito subito dopo, ma intanto ho sostenuto un altro esame di maturità).
Ho organizzato corsi di aggiornamento per insegnanti; ho fondato e presiedo l'Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio (tra l'altro convenzionata con l'Università di Genova quale ente per il tirocinio degli studenti), come Associazione (in collaborazione con l'ASAL, una delle più prestigiose Ong italiane, di cui sono socio e referente per Albenga) abbiamo organizzato un Corso di Formazione per insegnanti sulle tematiche dell'educazione alla mondialità. Ho collaborato con riviste didattiche e diversi siti. Ho pubblicato articoli e studi di storia della ceramica (materia che ho insegnato in un Corso di Formazione Professionale per Ceramisti ad Albisola) e di storia locale…Sono in contatto con Enti di Formazione e collaboro con Enti locali sulle problematiche interculturali, ecc. ecc. Ci sono tesi universitarie che hanno per oggetto i miei progetti; ho collaborato con l'IRRE (l'Istituto per l'aggiornamento e la formazione degli insegnanti)…Sono anni che faccio parte del Consiglio di Circolo e sono referente per l'handicap e gli stranieri.
Ebbene, tutto questo non conta nulla: per lo stato sono un semplice insegnante elementare, come la collega della porta accanto che non legge un libro neanche a morire, che non partecipa a una riunione neanche se gli mandano a casa i Carabinieri…A volte mi chiedo se non ha ragione questa collega: chi me lo fa fare? Poi penso a don Milani e mi ributto a capofitto nel lavoro. Però non è giusto.
Mi perdoni lo sfogo.
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