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venerdì 18 maggio 2012

Madre Indigena Latino Americana


Madre Indigena Latinoamericana
carica di un fardello insostenibile,
cammini sulla via del contrabbando
trasportando merci povere di paesi ormai allo sbando.
Figlio nel fagotto, lacrime sul viso negro,
gridi e piangi succhiando aria dal seno magro.
Tuo padre gendarme di frontiera, figlio del ricatto e del buio tropicale di una sera.
Madre, quando corri col fagotto sul cuore, prega e spera
che quel figlio della violenza
possa sopravvivere la sua pelle nera.
Corri donna con sandali di fango,
corri bambino, io guardandoti ti chiamo e ti piango,
finché ci rimane quel che abbiamo è aria.
Il ricordo mi commuove, respiro profondamente e penso
che se non hai perso tu la speranza dopo tante notti cupe di dolore e di rabbia,
non ho alcun diritto di piangere miseria io che poche notti insonni sino ad ora ho vissuto.
Ho il cuore in gola ed una ninna nanna in testa,
in America Latina qualcuno ancora ha un sogno.
Qualcuno ancora crede e prega
che passata la notte di dolore e di rabbia
tornerà ancora la luce, il mattino e la festa.
Donna di un intero oceano lontana,
io chiedo al mondo una lacrima ed un sorriso
per te e per tutta la gente Latinoamericana.

Marco Bo. Canti dalla periferia del Mondo.

https://www.facebook.com/CantidallaperiferiadelMondo  
blog http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/04/madre-indigena-latinoamericana.html


ringrazio l'amico Marco Bo per la segnalazione
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