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martedì 27 marzo 2012

APPELLO AL PD: USCIRE DALLA TRAPPOLA



Appare assolutamente necessario e urgente, per la salute già malferma della democrazia italiana, che il PD trovi la forza di uscire dalla trappola in cui si è volontariamente e incautamente (com’è capitato tante altre volte nei tempi più o meno recenti) cacciato.


E’ evidente che il tipo di manovra in atto e che potremmo intitolare “Il Paese non è pronto” è tesa a distruggere definitivamente quel poco che rimane a disposizione dei ceti più deboli, degli operai, delle donne, dei pensionati per difendersi dal gigantesco attacco di natura ideologica in pieno svolgimento per abbattere le loro condizioni materiali di vita, i loro residui diritti, le residue prospettive per il futuro.


Un governo mai eletto da alcuno che si permette di insultare nel profondo la dignità di milioni di persone che cercano di campare dignitosamente e onestamente appare come il punto di saldatura di questo davvero drammatico stato di cose.


Milioni di persone oneste e laboriose stanno pagando un’enormità di debiti provocati da ben altri che continuano allegramente a detenere il potere: occorre essere consapevoli che siamo dentro ad un inganno gigantesco.


Deve essere compiuta un’operazione di verità, prima di tutto al riguardo del debito (rispetto alla formazione e al mantenimento del quale emergono, ancora una volta, giganteschi conflitti d’interesse: vedi la vicenda dei derivati). Servirebbe una commissione indipendente (l’ho già proposta e fatti i nomi dei “tecnici” adatti: Paul Krugman presidente, Lucrezia Reichlin e Loretta Napoleoni componenti) che indichi modi, forme, responsabilità anche soggettive nella costruzione di questo debito.


Servono, prima di tutto, uno squarcio di verità, dopo tanti inganni, e, successivamente, nel giro di pochissimo tempo le elezioni, con un sistema rigorosamente proporzionale, non personalizzato, proprio per misurare sul serio, come nel 1946, la forza reale dei partiti nel Paese.


Successivamente si penserà al governo dopo, appunto, presentato all’elettorato programmi precisi e, soprattutto, valutazioni precise rispetto alle reali responsabilità al riguardo di questa situazione.


Propedeutico a tutto ciò una mossa decisiva da parte del PD, l’unico partito presente in Parlamento in grado di disporre della forza per attuare un avvio di soluzione in positivo: uscire dal pantano e chiedere, appunto, con grande forza la verità delle cose.


Savona, li 27 marzo 2012 Franco Astengo

Nota mia:
di solito concordo con quanto scrive l'amico Franco. Questa volta mi sento in dovere di dissentire, almeno in parte. Soprattutto sul ruolo del PD. Franco è ottimista. Di solito lo sono anch'io (com'era? L'ottimismo della volontà e il pessimismo dell'intelligenza, di gramsciana memoria -o era il contrario...). Però, come mai il PD non si impegna ad attuare quello che Franco scrive? Come mail il PD sostiene questo governo affamatore di banchieri e di ricchi, autoritario e freddo: sono gli "specialisti senza cuore" di cui parlava Weber? D'accordo, ogni tanto qualche ministro versa una lacrima, ma non è che milioni di italiani -e di stranieri- se la ridano...Mi sembra che il PD cerchi di sostenere questo governo impopolare, perchè ormai di alternativo non ha nulla. Con un sospetto grave, anzi gravissimo: più dura il governo Monti, più il PDL ha tempo per riorganizzarsi...anche se è vero che i movimenti politico/tettonici non hanno certo esaurito la loro potenza: mi sa che ne vedremo delle belle...con sempre meno soldi in tasca (e la benzina alle stelle). Si potrebbe proudhonianamente abolire il denaro?
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