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venerdì 24 febbraio 2012

PERCHE’ L’OPPOSIZIONE

PERCHE’ L’OPPOSIZIONE



Nella ricorrenza dei 100 giorni dalla nascita del governo Monti, mi permetto di elencare di seguito quattro ragioni (esposte in forma assolutamente schematica) per le quali è necessario che la sinistra si collochi coerentemente all’opposizione, sviluppandone nel Paese una forma adeguata ben diverse da quella parlamentare di stampo populista portata avanti dall’IDV, da un lato e dalla Lega Nord dall’altro:


1) L’opposizione è necessaria, sia sul terreno sociale sia in quello politico, perché soltanto da quel tipo di posizione, potrà essere possibile sviluppare una riflessione capace di portare a definire non soltanto una soluzione alternativa nella crisi del nostro sistema politico, ma anche a indicare i tratti di un’alternativa di fondo di trasformazione del sistema, corrotto e ingiusto, nel quale ci troviamo;


2) L’opposizione è necessaria perché, nello specifico della situazione italiana, siamo di fronte ad un suo utilizzo da parte dei ceti dominanti, direttamente rappresentati da questo governo, per ristabilire, con vero e proprio “furore ideologico”, condizioni di dominio di classe che le lotte dei lavoratori avevano “temperato” nel corso dei decenni precedenti;


3) L’opposizione è necessaria perché il peso delle diseguaglianze sociali è ormai insopportabile e troppo esteso ponendo a rischio il minimo necessario di “coesione sociale”. Siamo di fronte ad un cumulo di insostenibili ingiustizie e di una complessiva inefficienza del tipo di risposta che il “pubblico” deve alla complessità dei bisogni , con una – nuovamente insopportabile – intrusione del privato che acuisce le differenze di “status” e di “reddito”;


4) L’opposizione è necessaria per prepararci sul piano politico alla dinamica di riallineamento del sistema che, proprio al riguardo dell’impatto sistemico che avrà necessariamente questo governo, scompaginerà il quadro delle forze politiche italiane, aprendo a sinistra un vuoto notevole che sarà necessario colmare lavorando alla costruzione di una nuova, adeguata, soggettività rappresentativa dei ceti sociali maggiormente colpiti dalla crisi e di quell’idea di alternativa di cui ho parlato al punto 1. Inoltre, sempre sul piano più strettamente politico, l’opposizione è necessaria anche, sul piano democratico, per ristabilire un equilibrio e fronteggiare i rischi di autoritarismo presenti nello stato di cose in atto, e il progetto di modifica della Costituzione in senso presidenzialista, oggi presente più che mai.


Grazie per l’attenzione


Savona, li 24 febbraio 2012 Franco Astengo
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