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mercoledì 21 maggio 2008

I ROM DI CHIARAVALLE

Milano, i rom sgomberati chiedono i danni al Comune per “deportazione”
cristina.bassi
Martedì 20 Maggio 2008
A Chiaravalle, periferia Sud di Milano, il rapporto rom-residente era diquasi uno a uno. Per questo il quartiere, che è un ex paesone sorto tral’abbazia medievale e i campi, è diventato un simbolo dell’emergenzanomadi. Qui, in tempi non sospetti, anche il circolo Arci partecipò a unafiaccolata contro il degrado e l’ “invasione degli zingari”. Ma primadell’entrata della Romania nell’Ue a Chiaravalle la convivenza funzionava. Merito della Casa della carità di don Colmegna e del gruppo di volontariguidati da suor Ancilla, dell’Associazione Nocetum. Che collaboravano coni nomadi di via San Dionigi, dove la maggior parte degli adulti lavoravanoe i bambini andavano a scuola.
Un campo che era lì da qualche anno, tutto sommato tranquillo e bentollerato. Ma abusivo. E, infatti, l’intervento del Comune non si è fattoattendere: lo scorso 5 settembre sono arrivate le ruspe. Oggi, per quellosgombero che riguardò circa 200 persone (donne e bambini compresi), èarrivata la richiesta di risarcimento dei danni non patrimoniali. Ilricorso contro il Comune è stato presentato alla prima sezione penale delTribunale di Milano da 29 cittadini romeni di etnia rom, assistiti dagliavvocati Alberto Guariso e Sara Russi, e parla di “piccola deportazione”.
Palazzo Marino è accusato di “comportamento discriminatorio, posto inessere in violazione dei diritti della persona”. I rom, sostengono ilegali, sono “un’etnia e quindi sono tutelati dalla disciplinaantidiscriminatoria”. Nel ricorso si fa inoltre riferimento a diversedichiarazioni del vicesindaco Riccardo De Corato e degli assessori TizianaMaiolo e Mariolina Moioli, ritenute appunto discriminatorie nei confrontidell’etnia rom. Nel giorno dello sgombero il Comune, continuano gliavvocati, “solo dopo le pressanti richieste dei rappresentanti della Casadella carità ha fornito una soluzione di emergenza per le sole donne conbambini (e neppure per tutte), imponendo così la divisione delle famiglie,oltre tutto in un momento particolarmente delicato”.
Nel ricorso si chiede ai giudici di “accertare e dichiarare la condottadiscriminatoria”, in quanto lo sgombero è stato fatto “senza congruopreavviso, senza predisposizione di soluzioni provvisorie alternative, inparticolare per i minori e le famiglie, e con violenza sulle cose”. E diannullare gli effetti della condotta discriminatoria, anche ordinando alComune di fornire alle famiglie che hanno promosso l’azione legale“idonee, ancorché provvisorie, soluzioni abitative e ordinando lapubblicazione del futuro decreto su un quotidiano di tiratura nazionale”.Infine di condannare Palazzo Marino a pagare a ognuno dei romeni firmataridel ricorso una somma non inferiore a 800 euro. Alcuni dei nomadi sono giàstati sentiti dal giudice che ha fissato la prossima udienza al 10 luglio.
http://blog.panorama.it/italia/2008/05/20/milano-i-rom-sgomberati-chiedono-i-danni-al-comune-per-deportazione/

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