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mercoledì 21 maggio 2008

Chiese evangeliche e misure contro l'immigrazione

IMMIGRAZIONE
Il presidente della FCEI Domenico Maselli: Qualsiasi misura che scoraggi l’immigrazione regolare finirebbe per aggravare il fenomeno della clandestinità.
di Agenzia NEV del 12-5-2008

Inopportune le iniziative per limitare gli ingressi di cittadini di nazioni membro dell’Unione Europea.
Roma, 12 maggio 2008 (NEV-CS23) - Di fronte alle voci reiterate di possibili provvedimenti governativi urgenti sull’immigrazione, il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), ci ha rilasciato la seguente dichiarazione:“Seguo con grande preoccupazione e perplessità le indiscrezioni circa possibili nuove misure contro l’immigrazione clandestina. Alcune delle ipotesi ventilate sono assurde e inefficaci. In primo luogo la caccia alle imbarcazioni cariche di possibili migranti non può avvenire fuori dalle acque territoriali del nostro paese senza gravi ripercussioni internazionali. In secondo luogo l’eventualità di una configurazione dell’immigrazione clandestina come reato rischierebbe di riempire le nostre carceri senza risolvere il problema del rimpatrio dei clandestini.Riteniamo inoltre che qualsiasi misura che scoraggi l’immigrazione regolare finirebbe per aggravare il fenomeno della clandestinità gestito dalle mafie. In realtà crediamo che sarebbe necessario agevolare gli ingressi per ricerca di lavoro condizionandoli a un eventuale rimpatrio qualora il lavoro non fosse trovato nei tempi necessari.Ci preoccupa inoltre che eventuali limitazioni all’ingresso dei famigliari di immigrati regolari finissero con il ridurre le possibilità dell’assunzione di persone adatte a servizi sociali fondamentali, come quello delle badanti, che non possono certo essere assunte senza una conoscenza diretta o senza la garanzia di persone note.Infine nel momento in cui nella politica internazionale si sente di più il bisogno di una coesione dell’Unione Europea ci paiono inopportune, oltre che ingiuste perché generalizzate, iniziative per limitare gli ingressi di cittadini di nazioni membro dell’Unione stessa.Riteniamo invece che il modo per rassicurare i cittadini sulla loro sicurezza sia garantire la certezza della pena per chi delinque e velocizzare i relativi processi, sia che si tratti di italiani che di stranieri.”
Articolo tratto daNEV - Notizie Evangeliche
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