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giovedì 8 novembre 2007

L'ACCOGLIENZA E' IL SUPERAMENTO DELL'IDENTITA'

Terra di esploratori e di immigrazioni il Portogallo. Un luogo emblematico dunque per confrontarsi sull’emigrazione la sfida che coinvolge oggi il nostro contesto europeo. «In che modo l’emigrazione cambia il volto delle nostre chiese», su questa tema, dal 13 al 16 settembre a Lisbona, si sono confrontati una trentina di rappresentanti di chiese europee nell’ambito di un convegno organizzato dalla Conferenza delle chiese protestanti dei Paesi latini d’Europa (Cepple), dalla Chiesa riformata di Francia (Erf) e dalla chiesa della Renania (Ekir). Presente come osservatrice una delegazione della chiesa evangelica greca.

Partendo dalle situazioni locali i rappresentanti hanno riferito e discusso, stimolati da alcune introduzioni di carattere politico, sociologico e teologico. Per la parlamentare svizzera Ruth-Gaby Vermont-Mangold, del Consiglio d’Europa, le chiese possono svolgere un ruolo fondamentale di pressione e vigilanza sulle istituzioni politiche riguardo a quei diritti inalienabili di cui ogni essere umano è titolare. Forse più discutibile la sua osservazione, almeno nel nostro contesto italiano, che questo legittimo impegno per le chiese – nel richiedere leggi rispettose o a essere stimoli verso l’indifferenza delle istituzioni – possa tradursi in una sorta di lobby. L’esportazione della «merce umana» senza diritti alla partenza e all’arrivo, in particolare per categorie più sfavorite delle donne o dei bambini, presuppone un nuova civiltà del diritto capace di opporsi a una visione del mondo fondata unicamente sulla legge del profitto. «State pur certi – ha ricordato la parlamentare – che quando ci si occupa di queste cose si dà sempre molto fastidio».

Un apporto sociologico è venuto da Joël Le Billan, della Commissione delle chiese per gli immigranti in Europa, il quale, attraverso molti spunti critici, si è soffermato in particolare sulla situazione francese prendendo in esame alcuni risvolti del-l’emigrazione, vissuti e subiti come senso di colpa verso il passato coloniale.

Per il teologo Ermanno Genre, la questione delle frontiere interroga l’universalità della chiesa, mentre l’esigenza di giustizia non può che spingerci verso l’altro. L’accoglienza è superamento dell’identità caratterizzata dal sangue e dalla terra che producono chiusura e razzismo. Genre ha insistito particolarmente sul rapporto tra biografia e liturgia, che nel culto ricompongono una nuova identità. Diversi i riferimenti alla nostra esperienza italiana: «Essere chiesa insieme», la formazione teologica dei pastori, temi etici, e lo spazio dedicato nelle chiese ai bambini.

Le relazioni e altri contributi delle delegazioni si potranno trovare quanto prima sul sito della Cepple http://www.cepple.eu. Del sito si è anche parlato nella riunione dell’équipe, che garantisce la continuità tra le varie assemblee della Cepple, che ha preceduto il convegno. In preparazione una scheda con un profilo storico accompagnato da vari documenti di particolare interesse che riguardano le chiese che aderiscono alle Cepple. Si è inoltre continuato la riflessione sulla latinità in rapporto al Protestantesimo. Il presidente della Chiesa presbiteriana del Portogallo ha riferito del cammino che porterà nel 2010 all’integrazione con la Chiesa metodista, mentre le delegazioni svizzere e francesi hanno informato delle prossime iniziative che si svolgeranno per ricordare la nascita del riformatore Giovanni Calvino.

In ultimo si desidera segnalare il contributo della Cepple nel favorire la traduzione di un Dvd1, Bibbia e opere d’arte a confronto, a cura del Servizio Meromedia, inviato in questi giorni ai pastori e pastore delle chiese battiste, metodiste e valdesi. Dodici testi biblici vengono posti accanto a un’opera d’arte realizzata da artisti appartenenti a confessioni diverse. Uno strumento che potrà essere utilizzato per la catechesi e gli studi biblici nelle nostre chiese.

Coloro che fossero disponibili per traduzioni dall’Italiano al francese possono contattare il pastore Italo Pons tramite e-mail ipons@chiesavaldese.org; oppure telefonando al seguente numero: 010/887238

tratto da un articolo di Italo Pons pubblicato su riformainrete, settimanale delle Chiese Evangeliche, Battiste, Metodiste e Valdesi (http://www.riforma.it/)
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