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venerdì 17 dicembre 2010

Ricevo dall'amico Paolo Bertagnolli e pubblico:

Carissime/i,



stiamo per festeggiare il Natale, la festa della Pace. Da don Nandino ricevo e vi inoltro questa e-mail. nella gioia di questa festa, cerchiamo di interrogarci su come la terra che ha dato i natali a Gesù risponde all'anelito di pace, in particolare il governo israeliano. Sono vicino ai due popoli, anche se non capisco il voto di preferenza espresso dagli israeliani, ad un governo razzista che non prende in considerazione le decisioni dellONU, che continua a costruire il muro della vergogna. Auguro a questi due popoli che trovino, finalmente la Pace che i loro figli vorrebbero.


Paolo







From: nandino.capovilla@gmail.com

To: ;

Subject: Newsletter BoccheScucite n.116

Date: Thu, 16 Dec 2010 13:23:52 +0100





Betlemme, Natale 2010. Niente pastori nel presepe di quest'anno.


Nemmeno quest'anno il presepe può evitare di... essere circondato dal muro! Ci dispiace rovinare ancora una volta le melodie del Natale con il frastuono delle ruspe dell'esercito, ma anche in questi giorni si continua a costruire il muro, a Betlemme!


E non c'è posto per i pastori quest'anno alla grotta. Nel piccolo villaggio sulla collina di Beit Jala -quella che nel presepe tradizionale i bambini spolverano di farina per non far mancare la neve su questa “sacra rappresentazione”- le case dei contadini sono state ormai separate dai campi di ulivi e dopo quattro diverse mappe consegnate dal 2007 agli abitanti dall'esercito, il piano attuale prevede l'intera area circondata dal muro da tutti i lati.






"Le Nazioni Unite e la comunità internazionale nel suo complesso saranno giudicati in futuro in base al fatto se avranno o meno adottato azioni efficaci per porre fine alla catastrofe umanitaria che ha colpito il popolo palestinese. I governi e i popoli del mondo saranno tutti giudicati complici nella misura in cui tollereranno questa persistente violazione dei diritti fondamentali della persona umana senza intraprendere i passi necessari con l'impegno di porre fine a questa occupazione abusiva e di giungere all'autodeterminazione del popolo palestinese in conformità al diritto internazionale e ai dettami della giustizia globale. Le Nazioni Unite e la comunità internazionale devono elaborare un nuovo protocollo di diritto umanitario internazionale per affrontare la situazione di occupazione protratta e lo status di rifugiato imposti al popolo palestinese dagli oltre 43 anni di occupazione israeliana”. ( Richard Falk, Relatore Speciale delle Nazioni Unite )


puoi leggere BoccheScucite n.116 – 15 dicembre 2010 sul sito:www.bocchescucite.org  






"Non siamo gli armatori di Hamas, né i fiancheggiatori dei terroristi palestinesi. Cessino le polemiche e prevalga la voce di coloro che sognano la pace". Il Presidente dell'Ordine dei giornalisti non ha ceduto alle pressioni che stavano montando per fermare la Conferenza stampa di presentazione della nuova missione della Freedom Flotilla 2 per rompere l'assedio di Gaza. Come sempre per lo meno originale il commento della colona (ma anche deputata e vice presidente Affari Esteri) Fiamma Nirenstein: “Trovo incomprensibile e senz’altro scandaloso che nella sede dell’Ordine dei Giornalisti e a cura del Presidente dell’Ordine, venga promossa un’iniziativa che presenta in una luce positiva l’impresa provocatoria e fortemente dubbia della flottiglia guidata dalla nave Mavi Marmara nel maggio scorso, a causa della quale sono state perdute delle vite umane”. Di tutt’altro tono Luisa Morgantini,già vicepresidente del parlamento europeo che ringraziava il presidente dell’Ordine perchè “si fa conoscere al mondo l'illegalità e la disumanità dell'assedio di Gaza. La violenza degli attacchi che sono stati rivolti a lei, per la sua sensibilità e attenzione alle democrazia e alla libertà di espressione, cercano di nascondere la verità di una occupazione militare illegale e della continua violazione dei diritti umani perpetrati dai diversi governi israeliani. Rispettare ed amare Israele significa dare voce a quegli israeliani che ogni giorno si appellano e lottano insieme ai palestinesi ed agli internazionali per conquistare dignità e libertà per tutti e tutte”.














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