Pagine

venerdì 6 novembre 2009



Sull'ora di religione islamica


Non è una priorità della comunità islamica


di Zahoor Ahmad Zargar



La proposta del vice ministro Adolfo Urso di istituire l'ora di religione islamica facoltativa nelle scuole pubbliche viene salutata dalla maggioranza dei musulmani in Italia con scetticismo, mentre una minoranza dimostra, invece, tanto entusiasmo. Certamente, tale proposta ha creato un grande dibattito sia nel mondo politico che nelle comunità religiose. Questi giorni di discussione hanno fatto emergere, però, una grande verità: i musulmani sono parte integrante di questo paese e non sì può essere indifferenti davanti ai legittimi problemi della loro comunità. In un società che sta diventando multiculturale e multireligiosa, persone che lavorano onestamente, pagano le tasse, si comportano in modo eccellente, amano questo paese come loro seconda patria e vedono il futuro dei loro figli inserito in questa società che sta cambiando, è inaccettabile che i loro diritti vengano calpestati o trascurati con varie scuse pretestuose.


Non mi sembra un buon segnale da parte dello stato laico permettere solo a una comunità di praticare l’ora di religione nelle scuole negandola alle altre. Si invia così un messaggio di non gradimento a chi pratica una diversa fede, insinuando sentimenti di rancore e insoddisfazione, che non aiuteranno ad essere migliori futuri cittadini di questo stesso paese. Così mi sembra un’enorme ipocrisia che, da una parte, l’occidente si vanti per il suo mondo di libertà, uguaglianza, diritti umani, e poi, proprio in casa sua, vengano annullati! La Comunità musulmana, infatti, viene ogni giorno psicologicamente violentata da varie parti: moschea sì, moschea no, burqa sì, burqa no, addirittura qualcuno porta i maiali sul terreno dove dovrebbe sorgere una moschea in segno di supremo disprezzo della fede altrui! Alcuni giorni fa, in televisione, mi è capitato di vedere una trasmissione su Canale Italia, in cui un famoso avvocato ed ex parlamentare affermava addirittura che tutti gli immigrati musulmani devono essere cacciati dall’Italia e che il Corano, sacro libro dell’Islam, è pieno di menzogne e incita alla violenza. Sono certo che se questo tipo di affermazione fosse stato fatto da un musulmano riguardo ad un’altra religione, avrebbe scatenato una guerra mediatica (e credo anche che le forze dell’ordine si sarebbero occupate di quel musulmano)!


Comunque, la proposta del ministro Adolfo Urso ha, in qualche modo, colmato la mente dei musulmani, anche se siamo consapevoli che, per ora, è impossibile istituire l’ora di religione nelle scuole pubbliche, perché porterebbe tante complicanze (chi la farebbe, istruito da chi, che cosa dovrebbe insegnare) e non è una priorità della comunità islamica.


Una priorità sarebbe, invece, l’Intesa con lo Stato italiano, la cui mancanza non permette alla comunità di essere trasparente, autosufficiente e, quindi, più permeata dalla legge dello stato stesso. Tale Intesa aumenterebbe ancora la fiducia nello stato italiano da parte dei musulmani e metterebbe ordine nei vari aspetti della convivenza come la costruzione dei luoghi di culto, le sepolture, l’assistenza negli ospedali, le mense, le festività religiose, il riconoscimento del matrimonio islamico e tanti altri, tra cui un eventuale insegnamento della religione.


L'intervento del cardinale Bagnasco, infine, definisce l'ora di religione, quale oggi è praticata in Italia, non "una catechesi confessionale, ma una disciplina culturale nel quadro delle finalità della scuola", cioè un approfondimento della cultura e della storia europea, con riferimento ai valori cristiani.


Non bisogna dimenticare, però, che anche l’Islam ha avuto gran parte nello sviluppo della cultura e dei valori europei (ad esempio, la filosofia greca fu divulgata da traduzioni in arabo e poi in latino, Averroé impiegò quindici anni a tradurre l’opera di Aristotele), così come della scienza (gli arabi hanno divulgato o scoperto le basi di tutte le scienze oggi conosciute) e dell’arte.


Eppure, in questi anni, noi abbiamo notato che vari libri scolastici danno errate informazioni sull’Islam, che sono dannose per un società multiculturale e feriscono i sentimenti dei fedeli. Personalmente, preferisco che gli Istituti pubblici italiani offrano ai ragazzi delle diverse fedi, tutti insieme, un insegnamento più ampio, di cultura e storia delle religioni, basato su grandi valori di rispetto e pace che tutti condividiamo, lasciando alle varie comunità religiose l’insegnamento confessionale.


Dott. Zahoor Ahmad Zargar


Presidente della Comunità dei Musulmani della Liguria


Autore dei libri: "L’Islam possibile in Italia", Bastogi 2005; "Paura dell’Islam" Edizioni Caravaggio 2008 (books.google.it/books?)



 


Giovedì 05 Novembre,2009 Ore: 15:13

Posta un commento