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mercoledì 3 giugno 2009

UN GRAVE ATTENTATO: ALLA SICUREZZA? NO AI DIRITTI UMANI!!!

Immigrati; Terre des hommes: 5mila minori saranno espulsi a 18 anni
Col pacchetto sicurezza permesso solo per chi arriva prima dei 15

Cinquemila minorenni stranieri, in carico al sistema di accoglienza nazionale, saranno espulsi al compimento dei 18 anni se il pacchetto sicurezza sarà approvato così com'è. E' l'allarme lanciato dall'organizzazione Terre des hommes e dall'associazione Parsec, che stamattina hanno presentato a Roma la ricerca 'Minori erranti, l'accoglienza e i percorsi di protezione'.
In pratica, spiega Raffaele Salinari, presidente dei Terre des hommes Italia, tutti i ragazzi che sono arrivati nel nostro Paese dopo i 15 anni, verranno automaticamente espulsi appena maggiorenni. "Avremo -sottolinea - sempre più clandestini e spingeremo le famiglie a spedire in Italia bambini sempre più piccoli. Queste norme - denuncia – violano il diritto internazionale e la convenzione di New York sui minori del 1989, che l'Italia ha ratificato nel 1991 e sono pugnalate reiterate al diritto internazionale umanitario". Secondo il dossier, nel 2008 in Italia sono stati rilevati 7.500 minori stranieri non accompagnati, vale a dire senza un parente o un connazionale che se ne occupi. Ma sono probabilmente molti di più, sottolineano le organizzazioni, dal momento che molti non vengono mai intercettati dai servizi sociali o dalle forze dell'ordine.
Fino ai 18 anni, spiega l'avvocato Alessandra Cocchi, i minori non possono essere espulsi e la convenzione di New York obbliga lo Stato a occuparsene. Al compimento del diciottesimo anno diventano cittadini stranieri come tutti gli altri. Attualmente possono ottenere un permesso se prima di raggiungere la maggiore età sono stati affidati a una struttura. In Italia sono molte le strutture che se ne occupano, in gran parte cooperative e associazioni che seguono anche il loro percorso scolastico e formativo, accompagnandoli verso l'inserimento lavorativo. Ora il pacchetto sicurezza dà una robusta stretta al sistema: non sarà più sufficiente l'affidamento, che poteva arrivare anche a 17 anni. Occorrerà dimostrare di essere in Italia da almeno tre anni, e in affido ai servizi sociali da almeno due. Insomma, tutti quelli che sono arrivati oltre i 15 anni, sono esclusi. "Si tratta - sottolinea Cocchi - di un atteggiamento contraddittorio da parte del Governo. Che senso ha spendere soldi per l'integrazione e la formazione professionale dei ragazzi fino ai 18 anni per poi espellerli subito dopo?". Attualmente, spiega, quattro minori non accompagnati su cinque hanno almeno 16 anni. Insomma saranno almeno 5mila quelli colpiti dal provvedimento. Ragazzi che, continua, a casa vengono considerati adulti e che arrivano in Italia per lavorare e spedire soldi alla famiglia. "C'è bisogno - prosegue l'esperto - di un intervento legislativo opposto: occorre un permesso specifico per questi ragazzi, che li accompagni nell'inserimento lavorativo dopo i 18 anni. A Milano, grazie a un buon lavoro tra servizi sociali, comunità e tribunale, viene rilasciato ai ragazzi un cosiddetto 'permesso di prosieguo', che vale fino ai 21 anni. E i risultati sono ottimi, i ragazzi vengono praticamente tutti inseriti". Ma il pacchetto sicurezza crea anche un altro problema: quello del reato di clandestinità. Formalmente, infatti, spiega Cocchi, nulla esclude che possa essere contestato anche ai minorenni, che però non possono essere espulsi. "Con questa normativa confusa - è l'allarme - è probabile che qualche tribunale dei minori istruirà il processo per il reato di clandestinità anche nei confronti di un ragazzo. Insomma - conclude - occorre più chiarezza anche da questo punto di vista".


PS:
la lega conduce la campagna elettorale sulla pelle degli stranieri; mentono sapendo di mentire poichè lo sanno anche loro che, senza gli stranieri, l'economia del nostro (?) paese crollerebbe...
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