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martedì 30 giugno 2009

LE RIVISTE SAVERIANE COMUNICANO

Questo mese, le riviste saveriane pubblicano un editoriale congiuntodedicato a quanto accaduto a Milano a Mohamed Ba.
Inoltro per diffusione.
Giusy
-------Messaggio originale-------
Da: http://mail.google.com/mail/h/1i9alvy508x1h/?v=b&cs=wh&to=missioneoggi%40saveriani.bs.it Data: 30/06/2009 10.54.15
Oggetto: Missione Oggi - giugno luglio 2009

EDITORIALE: A Milano nella notte - Il canto di Ba "Si chiamava/ Moammed Sceab": così ha inizio una famosa poesia di GiuseppeUngaretti, intitolata In memoria, composta quasi un secolo fa e dedicata adun amico arabo che "non aveva più/ Patria./ Amò la Francia/ e mutò nome". Il protagonista di questo editoriale si chiama invece Mohamed Ba, che -venuto dal Senegal molti anni fa - ha trovato una nuova patria in Italia,amando questo Paese e non sentendo il bisogno di cambiare no­me. È unartista e un mediatore culturale apprezzato, capace come pochi di fare dellironia sulle difficoltà dell'integrazione in un'Italia che sta cambiandopelle, e che vive con paura le trasformazioni di una società plurale. Lavorapresso l'Ufficio Educazione Mondialità del PIME di Milano è ha spessopartecipato ai con­vegni del CEM, dimostrando una straordinariadisponibilità a mettersi in gioco: come traduttore o dando una mano allaboratorio degli adolescenti. Lo conosciamo bene, perciò, come un uomogiusto e impegnato contro ogni forma di discriminazione e a favore deldialogo e della convivenza pacifica. È per questo - anche per questo - che non possiamo tacere su quanto gli èaccaduto il 31 maggio, quando è stato oggetto di una vile e insensataaggressione. Mentre, verso le ore 19, Mohamed aspettava un tram a Mi­lano, èstato accoltellato allo stomaco da un uomo che parlava perfettamenteitaliano, indossava occhiali scu­ri e teneva in una mano un casco damotociclista: così, senza alcuna ragione. Si badi: non c'è stato un alterco,né una provocazione di sorta. Freddamente, l'uomo ha im­pugnato il coltellovibrando due colpi contro Ba. Poi, come per mettere la propria firma aquanto aveva compiuto, gli ha sputato addosso, e se ne è andato passeggiandoindi­sturbato, mentre la gente attorno, impaurita, scappava. E a Mohamed,incredulo e sanguinante, non è rimasto che tra­scinarsi verso il centrodella strada, per cercare di muovere a compassione qualche automobilista. Un momento di follia? Un raptus? Mentre attendiamo che qualche indaginefaccia luce su come ciò sia potuto ac­cadere, ci tormenta il pensiero chequesto grave episodio si inserisca in un clima di razzismo e di ostilità perqualsiasi forma di diversità che da tempo si respira in Italia, senza che laclasse dirigente si renda conto dell'estrema pericolo­sità di talesituazione. E dobbiamo anche sottolineare la scarsa copertura mediatica cheesso ha ricevuto, immaginando cosa si sarebbe scritto "a colori della pelleinvertiti". Per quanto ci riguarda, questa triste vicenda ci spinge acontinuare a operare a favore del dialogo, dell'educazio­ne interculturale edella fratellanza tra i popoli, cercando di far sì che tali aggressioni nonabbiano a ripetersi. E da queste pagine gli rinnoviamo la nostra vicinanza eamicizia, cogliendo l'occa­sione per ringraziarlo - una volta di più - pertutto ciò che ci ha regalato in tanti anni. Au­gurandoci che le tanteattestazioni di solidarietà ricevute possano aiutarlo a superare, non solola convalescenza, ma anche il dramma psicologico che sta attraversando. Di Sceab, Ungaretti concludeva la sua poesia scrivendo che "forse io solo/so anco­ra/ che visse". Di te, caro Mohamed, per fortuna siamo in tanti asapere che ancora vivi, e a esser certi che non verrà meno la tua fiducianell'uomo. Nonostante tutto.

MISSIONE OGGI – CEM MONDIALITA’ – MISSIONARI SAVERIANI – MISSIONE GIOVANI

Per una visione completa del numero potete cliccare il sito http://www/saverianibrescia.com/missione_oggi.php
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