Pagine

giovedì 5 agosto 2010

Comunicato stampa

Aeroporto militare e Camp Darby: come ti militarizzo il territorio pisano

L'aeroporto militare di Pisa diventerà un Hub nazionale per le forze armate, "l'unico posto da dove si partirà per le missioni internazionali" . Lo dice alla stampa il portavoce della 46esima Brigata aerea che annuncia, per la primavera 2011, l'inizio dei lavori da terminare entro il 2013. Ma chi pensa ad un potenziamento solo delle piste si sbaglia. Pisa diventerà una struttura logistica di primaria grandezza in Europa, un centro militare nevralgico capace di ospitare e equipaggiare, in meno di un mese, fino a 30 mila uomini. Una base militare strutturata per il ruolo offensivo delle truppe italiane all'interno di una politica estera pensata per avventure neo coloniali, per missioni internazionali, per una guerra permanente. A pochi chilometri di distanza poi proseguono i lavori di ampliamento del canale del Navicelli per dotare la base Usa\Nato di quello sbocco almare richiesto dagli Usa ai Comuni di Pisa e Livorno e alla Regione Toscana.

Anni fa il Consiglio Comunale di Pisa votò una mozione per la riconversione di Camp darby, da mesi sono ormai iniziati i lavori di ampliamento del Fosso dei Navicelli (a gestire l'area è la Spa Navicelli , spa pubblica al 100% con le quote azionarie equamente divise tra Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Camera di Commercio di Pisa). L'obiettivo non è solo aumentare la profondità del canale e creare una ampia zona per attività industriali, l'obiettivo rimane quello di allargare il Canale per consentire alla base Militare di Camp darby il collegamento diretto via acqua con il porto di Livorno dove da anni una banchina è riservata alle attività militari Usa e Nato. A rendere possibile il tutto finanziamenti di varia provenienza e la supervisione dei tecnici comunali. Sarebbe il caso di chiedere coerenza ai consiglieri e ai partiti che sostennero quella mozione pacifista, sarebbe il caso che le sonnolenti realtà sociali e politiche pisane si attivassero contro il military business e la militarizzazione del territorio se non vogliamo che Pisa sia trasformata in zona di guerra. Se non ora quando?

Confederazione Cobas Pisa

Posta un commento