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martedì 24 agosto 2010



Siena: Il test d’italiano di Maroni pone problemi etici


di Tommaso Caldarelli


E’ la denuncia dell’Università per stranieri di Siena: "come fanno gli immigrati a pagarsi i corsi di lingua per superare il quiz imposto dal Ministero? I soldi non bastano". E in molti si rivolgono alla Caritas.


Con il decreto interministeriale del 4 giugno scorso, a doppia firma Maroni-Gelmini per i ministeri dell’Interno e dell’Istruzione, si stabiliva che gli immigrati che abbiano intenzione di rimanere nel nostro paese per più di cinque anni debbano sottoporsi a un test che certifichi la loro conoscenza minima indispensabile della lingua italiana, e "al cui superamento è condizionato il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo", secondo il testo della norma. E dunque, gli stranieri intenzionati a stabilirsi permanentemente in Italia, o comunque per un lungo periodo, dovranno dimostrare allo Stato di saper parlare l’italiano.


CHI PAGA? – Niente di strano: è una misura adottata in moltissimi paesi europei, dalla Francia alla Gran Bretagna, e di comune applicazione. Senonchè, qualcosa di diverso c’è: la dotazione finanziaria. E’ l’Università per stranieri di Siena a lanciare l’allarme, per bocca di Monica Barni, direttrice del centro CILS – Certificazione dell’Italiano come Lingua Straniera, uno degli enti autorizzati a sottoporre i test ed emettere certificazione legale. Il decreto, secondo la Barni, pone rilevanti "problemi di eticità", perchè c’è una "richiesta, ma non c’è un’offerta". Il nocciolo del problemasta tutto qui: come fanno gli immigrati, che devono superare il test, a pagarsi i corsi di lingua, senza soldi? "Come puo’ un immigrato che lavora 10 ore al giorno e magari ha figli piccoli", continua Barni,"trovare il tempo per frequentare un corso privato di italiano?"


UN TEST INUTILE? – Ne lo Stato gli sarà d’aiuto in questo: infatti, i soldi stanziati dal governo, per la precisione dal ministero del Lavoro, non potranno essere sufficienti. "Le previsioni del governo parlano di 340 mila persone che dovrebbero sottoporti al test", continuano da Siena, ma "di questi solo un’esigua parte ricevera’ gratuitamente un’offerta formativa"; col risultato, appunto, di costringere i richiedenti permesso a rivolgersi a strutture terze, prevalentemente gestite da entireligiosi (soprattutto dalla Caritas), o da altre realtà laiche. Ancora: essendo il test esclusivamentescritto, moltissimi immigrati non sapranno superarlo. Infatti è comune la situazione di un immigrato che sa parlare l’Italiano, ma di scrivere correttamente nella nostra lingua non è ancora in grado. Dunque, per la professoressa senese, ci troviamo davanti a "questioni che sfociano in tematiche etico-politiche che non si possono ignorare. La lingua e’ un diritto, il problema e’ quando la lingua diventa una barriera all’integrazione".


di Tommaso Caldarelli


pubblicato il 4 agosto 2010


http://www.giornalettismo.com/archives/75454/maroni-immigrazione-test-italiano-stranieri/


ripreso da http://www.didaweb.net/italianolinguamigrante/node/23



Piccola nota personale: la mia simpatia per la lega nord e la stima per i leghisti cresce ogni giorno vieppiù!


Altra piccola nota per eventuali lettori leghisti (se mai ce ne sono): si tratta di sarcasmo e ironia, non so se potete comprendere...

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