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sabato 6 febbraio 2010

Scuole di italiano per stranieri:

"In 500 mila rischiano di essere esclusi"

Gli insegnanti della rete dei Centri Territoriali Permanenti (Ctp) e delle scuole pubbliche con certificazione linguistica Celi criticano il nuovo regolamento che limita l'accesso ai corsi a chi deve conseguire un titolo di studio

ROMA - Limitando l'accesso a corsi di italiano per stranieri a coloro che debbano conseguire un titolo di studio, come prevede lo schema di regolamento per la riorganizzazione dei Centri d'istruzione per gli adulti, si mette a rischio l'integrazione sociale degli stranieri. E' quanto hanno affermato i dirigenti scolastici e gli insegnanti di italiano della rete dei Centri Territoriali Permanenti (Ctp) e delle scuole pubbliche con certificazione linguistica Celi, riuniti oggi al convegno "Percorsi di cittadinanza: la lingua in quanto diritto, l'italiano non più straniero".

A coordinare l'incontro Della Passarelli, presidente della cooperativa sociale Sinnos che oggi coordina la rete dei Ctp di Roma e del Lazio - nata nel 2000 e da allora cresciuta fino a coinvolgere 24 istituti scolastici nella regione - che ha commentato i più recenti dati nazionali relativi alla frequentazione della rete dei Ctp e delle scuole serali, evidenziando le alte percentuali degli utenti che sarebbero esclusi dall'insegnamento all'entrata in vigore del nuovo regolamento. Secondo i dati relativi all'anno 2007-2008, dei 402.288 utenti della rete italiana dei Ctp, meno di 50 mila stranieri hanno frequentato i corsi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio. Molto più alti i numeri degli stranieri che secondo il nuovo schema di regolamento apparirebbero esclusi dall'insegnamento: i 230.928 che hanno frequentato corsi brevi e moduli di alfabetizzazione funzionale, i 78.877 utenti dei corsi per l'integrazione linguistica e sociale e gli 85.841 che hanno seguito i corsi del primo ciclo di istruzione.

"La finalizzazione dell'apprendimento della lingua italiana per stranieri al conseguimento di un titolo di studio - ha affermato Sandra Monaco, insegnante di italiano e responsabile per la certificazione Celi nel Lazio e della rete Ctp Celi - impedisce l'accesso al diritto all'istruzione a coloro che intendano seguire un percorso di lingua e cultura italiana, legato ai bisogni di vita, comunicativi e lavorativi, che sono la maggior parte dei nostri corsisti".

E' quindi intervenuta Chiara Peri, responsabile dell'ufficio progettazione del Centro Astalli e rappresentante della Rete Scuole Migranti, nata nell'aprile 2009 come coordinamento di associazioni che offrono corsi italiano per stranieri in contesto di prima accoglienza. Peri ha espresso preoccupazione relativa alla capacità di risposta alla domanda di apprendimento della lingua italiana, una volta che i corsi della rete Ctp fossero drasticamente ridotti: "Già oggi i nostri corsi, tenuti con personale volontario, non riescono a soddisfare una domanda che è già circa il doppio dell'offerta". Inoltre la rappresentante della Rete Scuole Migranti ha evidenziato la contraddizione emersa con una regola inserita nel pacchetto sicurezza: "Viene resa obbligatoria la certificazione della conoscenza della lingua richiesta, ma si è fatto poco per renderla concretamente accessibile".

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=18187

da una mail di luisa rizzo

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