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domenica 28 febbraio 2010

SCIOPERO MIGRANTI

Da "Repubblica on line" locale
"Una giornata senza di noi", per i diritti dei migranti
Un presidio-corteo alla mattina, dalle 9.30, da piazza Scala a piazza Cordusio. E una fiaccolata-corteo alla sera, dalle 18, da piazza Duomo a piazza Castello

di Zita Dazzi

Ci sarà gente in strada domani, per la giornata dedicata ai diritti dei migranti. «Una giornata senza di noi» si intitola l'iniziativa, che coinvolge Milano assieme al resto d'Italia, oltre alla Francia, la Spagna e la Grecia.

Il «Comitato primo marzo», che ha organizzato le iniziative cittadine, promette interventi sul palco in piazza e sui posti di lavoro, per spiegare a tutti che «senza gli immigrati l'economia e il sistema produttivo sarebbero fermi».

Sono i temi di una mobilitazione internazionale, che ha coinvolto, con diverse motivazioni e coloriture, un vastissimo cartello di associazioni, partiti, movimenti antirazzisti ed ecologisti, gruppi di volontariato, comunità straniere e circoli di ogni tipo e genere. Sarà una giornata di lotta simbolica, quella di domani, visto che non saranno molti, probabilmente, i lavoratori stranieri a rimanere a braccia incrociate: nelle case le badanti e le baby sitter non faranno mancare il loro sostegno, come nei bar e nei ristoranti, nelle imprese di pulizie, nei negozi, sui cantieri edili e nei mercati.

Ma le manifestazioni cercheranno di sottolineare la solidarietà della Milano antirazzista a chi è arrivato qui per dare il suo contributo positivo alla città. Dalle 17 in piazza Duomo il Comitato "Abba Vive" ha organizzato lezioni di lingue e culture da tutto il mondo (arabo, cinese, senegalese, curdo, turco, spagnolo) tenute dagli studenti stranieri. Sempre alle 17 in piazza Schiavone ci sarà musica dal vivo organizzata dalla Cub.

Gianni Bottalico presidente delle Acli provinciali commenta: «Bisogna rendere visibili gli "invisibili", i lavoratori stranieri che pagano le tasse e i contributi, ma che non hanno diritti». Danilo Galvagni, segretario della Cisl, aggiunge: «Senza il lavoro migrante andrebbero in crisi imprese, servizi e famiglie. Il primo marzo non è uno sciopero ma una mobilitazione contro la xenofobia per dire grazie agli oltre 300mila immigrati che contribuiscono al benessere di Milano».

Luciano Muhlbauer, consigliere regionale Prc, commenta: «La giornata sarà un piccolo ma significativo antidoto contro l'idiozia razzista, una ribellione morale contro i professionisti della paura e dell'odio che purtroppo abbiamo visto all'opera in seguito ai fatti di via Padova».

(28 febbraio 2010)

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da "la repubblica" nazionale online

Il primo marzo la mobilitazione che apre la Primavera antirazzista. Cortei in molte città
Per la "rivoluzione in giallo" 50mila adesioni su Facebook e 60 comitati sul territorio

Arriva il primo "sciopero" degli immigrati
"Un giorno senza di noi e l'Italia si ferma"
Dalle fabbriche alle famiglie, così il Paese non può fare a meno dei lavoratori stranieridi VLADIMIRO POLCHI
ROMA - Astensione dal lavoro, sciopero degli acquisti, cortei, sit-in, presidi permanenti. Il black out è fissato per lunedì "Primo marzo 2010 - Una giornata senza di noi": e "noi" sono i quasi 5 milioni di immigrati che vivono in Italia. La "rivoluzione in giallo" (dal colore ufficiale della giornata) è arrivata dalla Francia e rimbalzata in Italia: 50mila le adesioni su Facebook, 60 comitati locali, tante le organizzazioni coinvolte: Amnesty, Arci, Acli, Legambiente, Emergency, Amref, Cobas, Fiom. Allo "sciopero degli immigrati" aderisce anche il Partito democratico, il Prc, Sinistra, ecologia e libertà e i Socialisti.

L'appuntamento è per il primo marzo, in contemporanea con Francia, Spagna e Grecia. Non si tratterà di uno sciopero in senso tecnico, in verità. "Ci sarà uno sciopero solo in alcune città come Trento, Trieste e Modena, dove le sigle sindacali hanno accolto questa richiesta che arrivava dal basso - spiega Stefania Ragusa, presidente del Comitato "Primo marzo 2010" - per il resto i grandi sindacati a livello nazionale non ci hanno supportato, eppure nessuno ha mai pensato di indire uno sciopero etnico. Sarebbe bello che in Italia si tornasse a fare scioperi per tutti i diritti, non solo per quelli contrattuali. Vogliamo dare alla gente la possibilità di riflettere sull'importanza degli immigrati per la tenuta della società italiana. Quando saltano i diritti per qualcuno, è tutta la società che diventa più debole".

Il logo della giornata (otto volti umani inseriti in quadrati sovrapposti) è opera dell'artista siciliano Giuseppe Cassibba, mentre per testimonial è stata scelta Mafalda, la bambina creata dalla matita di Quino. E il giallo sarà il colore dominante dei drappi che le colf appenderanno ai balconi e alle finestre, dei palloncini, dei braccialetti e dei foulard che in tutta Italia saranno indossati dai sostenitori dell'iniziativa. Il calendario con tutti gli appuntamenti città per città è sul sito del movimento (

www.primomarzo2010.it).

E il primo marzo è solo l'inizio. Una campagna unitaria sotto il nome di "Primavera antirazzista" che andrà dal 1° al 21 marzo è stata infatti lanciata da un coordinamento costituito da diverse organizzazioni e comitati (tra queste Acli, Arci, Blacks out, Cgil, daSud, Nessun luogo e lontano, Sei-Ugl, Sos Razzismo, Uil, Antigone e Cnca). "Non c'è solo il primo marzo. Anche lo sciopero generale della Cgil del 12 marzo - spiega Pietro Soldini, responsabile immigrazione del sindacato - avrà tra i suoi punti la difesa dei diritti dei lavoratori immigrati. Sarà insomma un grande sciopero multietnico, perché i problemi dei lavoratori stranieri sono i problemi di tutti i lavoratori. Poi si proseguirà con le iniziative antirazziste fino al 21".

"E' indubbio - prosegue Soldini - che senza immigrati ci sarebbe un black out. Il primo settore ad arrestarsi sarebbe quello delle costruzioni. Soprattutto nelle grandi città, dove la manodopera straniera raggiunge punte del 50%. I cantieri si fermerebbero di colpo. Poi toccherebbe all'industria manifatturiera: tessile, metalmeccanica, alimentare. Nelle fabbriche, infatti, i migranti svolgono ruoli chiave e sono difficilmente sostituibili. Un esempio? Gli addetti ai forni a ciclo continuo delle aziende di ceramica. Dopo l'industria entrerebbe in crisi l'agricoltura: la raccolta è in mano a immigrati stagionali e irregolari. Resterebbero vuoti i mercati ortofrutticoli. Poi sarebbe la volta delle aziende zootecniche: nella macellazione degli animali gli stranieri superano il 50% della forza lavoro. E ancora: nelle grandi città dovrebbero chiudere molti ristoranti, alberghi e pizzerie. Tra le famiglie si scatenerebbe il panico e un crollo della qualità della vita, per la scomparsa di badanti, colf e babysitter. Infine, ne risentirebbe la sanità: quella privata, dove lavorano quasi centomila infermieri stranieri e quella pubblica, che si avvale del loro lavoro tramite cooperative e piccole società di servizi".

In queste ore è stato pubblicato il Manifesto contro il razzismo in Italia ("Non toccare il mio amico!") dell'associazione Sos Razzismo, per denunciare le leggi italiane sull'immigrazione e chiedere un risveglio della società civile contro la "deriva xenofoba" del Paese. Per sottoscrivere l'appello, simboleggiato dalla Gioconda in black di Oliviero e Lola Toscani, basta andare sul sito: http://www.nontoccareilmioamico.net. Tra i primi firmatari Roberto Saviano, Dario Fo, Beppe Grillo.

Sul web circola anche un prontuario curato, tra gli altri, da Andrea Civati e Ernesto Ruffini, che smonta punto per punto tutti i luoghi comuni più negativi sugli immigrati. Rubano il lavoro? Commettono più crimini degli italiani? Si prendono tutte le case popolari? Voterebbero a sinistra? Tutto falso, come dimostrano i numeri citati su http://www.civati.it/mandiamoliacasa.pdf.

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da "Corriere della sera" nazionale online

LUNEDì l'INIZIATIVA NATA IN RETE che si svolgerà in contemporanea in Francia, Spagna e Grecia
Stranieri in sciopero, cortei in 60 piazze
«Primo Marzo, 24 ore senza di noi»
«Per sostenere l'importanza dell'immigrazione per la tenuta socio-economica del Paese»
LUNEDì l'INIZIATIVA NATA IN RETE che si svolgerà in contemporanea in Francia, Spagna e Grecia

Stranieri in sciopero, cortei in 60 piazze
«Primo Marzo, 24 ore senza di noi»

«Per sostenere l'importanza dell'immigrazione per la tenuta socio-economica del Paese»

MILANO - Una manifestazione nazionale per rendere visibili gli stranieri che vivono e lavorano in Italia. Saranno sessanta le piazze in cui il primo marzo immigrati e italiani manifesteranno «per sostenere l'importanza dell'immigrazione per la tenuta socio-economica del Paese», come ha spiegato Francesca Terzoni, portavoce nazionale del comitato Primo Marzo 2010 - Una giornata senza di Noi. «Sono previste una serie d'iniziative nelle diverse città coinvolte: a Varese verrà offerto un "pranzo etnico" agli agenti della polizia penitenziaria, a Trieste ci adopereremo per cancellare le scritte razziste dai muri, a Bologna ci sarà una mostra fotografica all'aperto con i volti dei 'nuovi italianì, a Milano verranno offerte delle lezioni di lingua straniera in piazza» spiega Terzoni, tra le fondatrici del gruppo su Facebook che ha dato vita all'iniziativa (gli iscritti sono circa 50mila), che si svolgerà in contemporanea in Francia, Spagna e Grecia. Alle 18.30, in tutte le piazze italiane coinvolte verranno "liberati" dei palloncini gialli, il colore simbolo della manifestazione. Nata in maniera spontanea, la protesta del Primo Marzo ha ricevuto l'adesione di una serie di organizzazioni, tra cui Emergency e Legambiente, partiti politici (Pd, Sel e Rifondazione Comunista) e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che pur dando il loro sostegno, non hanno proclamato lo sciopero generale a livello nazionale. Le astensioni dal lavoro saranno, dunque, a macchia di leopardo e la copertura sindacale verrà garantita principalmente dai sindacati di base, come Sdl (Sindacato dei Lavoratori) che ha proclamato per il primo marzo lo sciopero generale a Milano e Provincia.

«SOLIDALE» - «Sono solidale con l'astensione dal lavoro che i lavoratori stranieri effettueranno lunedì primo marzo»: ha detto il vice presidente della Commissione Lavoro della Camera, Giuliano Cazzola. «Mi convincono - aggiunge - soprattutto le motivazioni dell'iniziativa: gli immigrati vogliono dimostrare non solo di esistere, ma di essere indispensabili, con la loro presenza e il loro lavoro, alle attività economiche e sociali del Paese. Poichè si tratta di una circostanza assolutamente vera, mi auguro che la manifestazione abbia successo e che la comunità nazionale comprenda che non vi sono alternative credibili all'integrazione». (Fonte Ansa)

28 febbraio 2010

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