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domenica 10 gennaio 2010

LETTERA APERTA ALL'ONOREVOLE CASINI

Caro onorevole,
prelevo dal suo sito il seguente intervento:

A Rosarno lo stato è morto

A Rosarno lo Stato non c’è, lo Stato è morto. E’ la ‘ndrangheta che regola i rapporti sociali. La Lega ha parlato delle ronde, ma la verità è che a Rosarno aspettavano le forze dell’ordine e non le ronde, che non risolvono nessun problema. E le forze dell’ordine non sono arrivate prima di 24-48 ore.
Bisogna che ci facciamo naturalmente carico dell’indignazione della gente, pero’ bisogna anche ricordare che ci sono degli italiani che sfruttano questi poveracci e li fanno vivere come delle bestie. Se un italiano affitta una casa a 50 poveracci è giusto che l’appartamento venga sequestrato, la legge c’e’ ed è sacrosanta. Non dobbiamo guardare la realtà solo dalla parte che ci fa comodo.

Pier Ferdinando

Carissimo,

ho letto e riletto quello che lei ha affermato e devo dirle che non è vero. Afferma il falso. E le spiego il perchè: a Rosarno lo stato c'era e c'è tutt'ora. Certo, non era presente come dice lei con le forze dell'ordine, ma dimentica che, come sul tutto il territorio nazionale, anche in Calabria vige la legge Bossi-Fini. E la situazione è stata creata da quella legge che non ha risolto problemi ai migranti ma ha creato clandestinità, ha messo, letteralemente, migliaia di poveracci nella mano delle mafie. Sic et sempliciter. Questo è il risultato della mentalità segregazionista della lega e della destra che pensa di risolvere il 'problema' immigrazione solo con la militarizzazione del territorio, l'esclusione, i respingimenti.

A lei è sfuggito questo rapporto fra legge Bossi Fini e clandestinità. Come mai?

Cordialmente

Giuliano

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