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martedì 20 ottobre 2009

una replica all'articolo di Laura Tussi

Vorrei fare due osservazioni:

- credo che ogni razzismo, se vero razzismo, prevede un nemico ontologico, anzi più nemici ontologici, nemici cioè per la la loro identità razziale, o etnica, o religiosa, o culturale, o di qualunque tipo.non vedo perchè questo lo si debba dire solo dell'antisemitismo. il problema, del resto, secondo me risiede proprio nel voler parlare oggi di razzismo a partire da shoah e antisemitismo, due argomenti che a mio avviso, vista la contingenza storica con uno stato ebraico oppressore e alleato dell'occidente (i cui politici vanno in processione al museo dell'olocausto) come avamposto mediorientale nello scontro di civilità con l'oriente, rischiano di sviare la discussione. Ma su questo ho già detto la mia più volte e non voglio ripetermi.

- sarebbe interessante, laura, raccogliere anche i vari riferimenti alla shoah fatti dai politici israeliani a partire dalla nascita di Israele. Tu scrivi "Le distorsioni della memoria comportano l’imbarbarimento generale nelle relazioni interpersonali, nel conflitto etnico e nella pretesa purezza della superiorità razziale" ecco, una tipica distorsione della memoria a fini politici avviene quasi ogni giorno da 60 anni da parte dei politici israeliani (e da molti occidentali), che paragonano alla Shoah ogni attacco subito da Israele - di fatto offendendo le vere vittime della Shoah. Lo diceva Ben Gurion nel 1948, anche se Israele stava vincendo la guerra; diceva che c'era il rischio di una nuova Shoah, mentre in verità chi stava subendo una shoah, non in senso di genocidio, ma di catastrofe, la nakba, erano i palestinesi che venivano sterminati o espulsi. Lo ha detto di recente Netanyahu, riferendosi ai lanci di razzi qassam contro Israele: anche quella una shoah, secondo lui.
Alcuni ebrei, ben pochi per la verità in Italia o Israele, si indignano per discorsi come questo: http://rete-eco.it/it/approfondimenti/politiche-israeliane/9079-il-discorso-di-netanyahu--sminuire-lolocausto.html
Alla fine, il messaggio che passa è che gli israeliani e in fondo tutti gli ebrei sono sempre a rischio di shoah, e più passa questo messaggio, più diventa difficile poter vedere per quello che è ciò che fa lo stato di Israele, poiché ogni volta si invoca la minaccia di distruzione cui sarebbe sottoposto e il suo presunto diritto all'autodifesa.

Lorenzo
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