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martedì 21 ottobre 2008

DE DOCTA IGNORANTIA: RISPOSTA AD UN ANONIMO

Cari lettori,
ieri un anonimo ha lasciato il seguente commento al mio post intitolato ‘C’è del marcio in Danimarca’. Lo riporto integralmente, così ognuno potrà gustare la fragranza e la delicatezza dell’anonimo estensore:


Caro Giuliano sei un po' ignorantello. "C'e' del marcio in Danimarca" lo ha detto Shakespeare nell'Amleto e non Brecht. Da allora si usa questa frase per indicare il sospetto di qualcosa di losco in sistemi, istituzioni e relazioni, apparentemente sani e rispettabili quale era la corte di Elsinore, appunto. Perchè limitarsi solo a poche letture, consigliate dal partito e rigorosamente scelte fra quelli di provata fede marxista? Amplia i tuoi orizzonti, studia e impara e ti renderai conto di quanto noiosa e vuota sia la letteratura di propaganda, come quella di Brecht: una mediocre nullità!!

Riporto anche il mio post, per completezza:

C'E' DEL MARCIO IN DANIMARCA (E MI SCUSINO I DANESI...)

Con questa frase, Brecht parlava della Danimarca, dovendo tacere sulla Germania. Ora, non vorrei essere accusato di instaurare parallelismi troppo arditi, anch'io vorrei parlare di un'ipotetica Danimarca.C'è un omino, al potere. Circondato da tanti cortigiani: una vera Signoria -ma senza Rinascimento. L'omino ha televisioni e giornali (stiamo parlando, per carità, dell'ipotetica Danimarca!).L'omino ha una maggioranza parlamentare come nessuno mai prima di lui l'ha avuta. Nessuno in regime democratico, s'intende.Ogni giorno, l'omino ci ripete che non si può più andare avanti così: che l'opposizione è sfascista; che non può governare e via dicendo...ho dimenticato di dire che in quest'ipotetica repubblica danese (qualcuno dirà: ma la Danimarca è una monarchia! Casi della vita!), l'opposizione è quanto mai, come dire, soft, delicata, calma, tranquilla...soporifera, direi. Sì, c'è un altro omino, che in un danese stentato ogni tanto sbraita...ma per il resto potrebbe dormire sogni tranquilli, il primo omino, quello al potere.Chi non potrebbe/dovrebbe dormire sonni tranquilli sono tutti gli altri...che sarebbe anche meglio che si svegliassero!
Giuliano

Commento mio:

Caro anonimo,
hai ragione: mi sono dimenticato –a parte alcuni errori di stampa, ma quelli, si sa, sfuggono anche ai migliori- di specificare che Brecht citava Shakespeare, non potendo parlare liberamente della Germania.
Premesso e ammesso questa dimenticanza (ma forse leggevo Shakespeare ancor prima di te), vorrei ricordarti alcune cosucce, prima che tu, nella tua immensa sapienza, mi rimproveri ancora. Traggo il titolo di questo post (De docta ignorantia: non sono errori di battitura, ma termini latini) da un volume di Nicolò Cusano (terminato nel 1440). Il Cusano non era italiano, ma è nato in quella che oggi è la Germania (il nome originale è Nikolaus Krebs) e scriveva come sovente accadeva ai suoi tempi, in latino e l’opera è, dovresti proprio leggerla: si tratta di un’opera sulla natura e sui limiti della conoscenza umana…
…di solito, non rispondo agli anonimi, perché mi sembrano codardi che non vogliono palesarsi: io ho imparato ad assumermi le mie responsabilità, senza nascondermi…
Il tuo invito a studiare l’ho raccolto da giovane (ora ho 50 anni), leggendo Comenius (che non è un membro del Partito Comunista Polacco, ma un pedagogista ceco del 1600 –oh, prima che tu possa rimproverarmi di nuovo, nato in Moravia nel 1592) che scrive che nella vita bisogna essere attori e non spettatori. E ti assicuro che studio e leggo e scrivo…le menate sul Partito non me le faccio più da quando avevo 20 anni (come scrive Guccini, oh scusa non volevo citare un altro ‘rosso’!), “ a vent’anni si è stupidi davvero!” e per il resto, leggo di tutto e di più: uno dei miei storici preferiti è Franco Cardini, ma tu nella tua sapienza saprai già che non è di sinistra…e uno dei miei romanzieri preferiti è Luis Ferdinand Céline (da non confondere con Céline Dior) mentre uno dei poeti che mi piacciono è Ezra Pound (che non mi sembra fosse iscritto a Rifondazione…
Sul tuo giudizio circa Brecht, eh pazienza, se non ti piace…torna al tuo Pierfrancesco Pingitore…per chi non lo sapesse, quest’ultimop è tra gli autori del Bagaglino, teatro d’avanspettacolo intelligente e raffinato. In passato fu tra coloro che accusarono don Lorenzo Milani di creare la cellula in parrocchia (no, caro anonimo, don Lorenzo non si interessava di biologia…).
Mi scusino i lettori, se rubo ancora spazio e tempo a loro, ma quello che ha scritto l’anonimo mi fa pensare. Io credevo di aver realizzato un blog a più voci (non dico una sinfonia, ma insomma) e non un supplemento della Pravda…

Chi vuol esser lieto sia

Giuliano

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