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martedì 23 ottobre 2007

Liberiamo l'Italia dalle atomiche

Cominciamo subito - L'appello della campagna
La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità.
Scritto da Comitato Promotore e pubblicato il 25-07-2007

La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità.
A livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche. Altre potenze finanziano l’ammodernamento dei propri arsenali nucleari. Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale.


In Italia abbiamo 90 testate atomiche. Non dovrebbero esserci. Nel 1975 l’Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi (art. 2) a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari. Secondo il diritto internazionale, l’Italia le deve rifiutare. Per Alleanza (NATO), invece, le accetta. Non possiamo avere due pesi e due misure.
I negoziati internazionali per liberare l’umanità dalla minaccia atomica rimangono impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole solo che nessun altro le abbia. Ma non è disposto a rinunciarvi. E questo invece era l’impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione (art.6): arrivare al disarmo nucleare totale e globale.


Cominciamo da qui. Cominciamo da noi.
Per questo lanciamo una raccolta di firme per una legge d’iniziativa popolare. Affinché si dichiari l’Italia "Paese Libero da Armi Nucleari". Diventeremo, come l’Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza. Saremo la maggioranza, nella buona compagnia di tutti gli Stati dell’America centro-meridionale, dell’Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico. E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.



Dichiarazione del territorio della Repubblica Italiana "Zona Libera da Armi Nucleari"Relazione Tecnica accompagnatoria del disegno di legge di iniziativa popolare

Scritto da Comitato promotore e pubblicato il 30-09-2007

Il presente disegno di legge si prefigge l’obiettivo di dichiarare l’Italia "Zona Libera da Armi Nucleari" (Nuclear Weapons Free Zone), aggiungendo quindi il territorio della Repubblica all’elenco delle aree geografiche nelle quali, in virtù di Trattati Internazionali o di autonomi atti legislativi è vietato il transito ed il deposito di armi nucleari.
L’Italia aderisce come ‘Stato Non Nucleare’ al Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP), firmato in data 28 gennaio 1969 e ratificato dal Parlamento con legge L. 24 aprile 1975, n. 131 (pubblicata sulla G.U. n. 113 del 30/04/75). Si è quindi già impegnato a non ricercare né ottenere il controllo, diretto o indiretto, di armi nucleari (v. art. 2 del TNP). Tuttavia, questo non ha finora impedito all’Italia di concedere agli Stati Uniti il permesso di dislocare armi atomiche sul territorio della Repubblica. Anche se i vari governi che si sono succeduti non hanno mai reso pubblico numero e dislocazione delle atomiche in Italia, hanno peraltro ufficialmente ammesso la partecipazione del nostro paese al cosiddetto "Nuclear Sharing" (Condivisione nucleare) della Nato.Va ricordato che la partecipazione al "Nuclear Sharing" non discende automaticamente dall’adesione al Patto Atlantico, tanto che su 25 paesi membri, sono solo 6 (Italia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, UK, Turchia) quelli che ospitano sul proprio territorio atomiche statunitensi. Rinunciare a tali atomiche non implica quindi la fuoriuscita dalla Nato, come ha dimostrato recentemente la Grecia, che nel 2001 ha raggiunto un accordo con gli Stati Uniti affinché fossero rimosse dal proprio territorio le atomiche fino ad allora presenti, senza che questo comportasse una rottura con la Nato.
Il testo del presente disegno di legge va però oltre gli impegni previsti per l’Italia dal TNP, in quanto dichiara ‘Zona Libera da Armi Nucleari’ anche le proprie acque territoriali. Tale misura, peraltro analoga a quella già assunta dalla Nuova Zelanda, mira a vietare il transito nei mari e nei porti italiani di navi e sommergibili dotati di armi atomiche. La concreta applicazione del presente provvedimento richiederà al Governo di attivarsi immediatamente nei confronti del Governo degli Stati Uniti per rinegoziare gli attuali accordi, sia in materia di deposito di atomiche che di transito di naviglio nucleare. A tal fine, è stato previsto un apposito comma, che stabilisce un periodo di sessanta giorni entro i quali il Governo dovrà adottare tutte le misure necessarie per la piena applicazione della legge. Tale periodo appare decisamente congruo, in presenza di un’adeguata volontà politica da parte del Governo Italiano.

Materiale tratto dal sito ufficiale della campagna per una proposta di legge di iniziativa popolare che dichiari l'Italia "Zona Libera da Armi Nucleari" www.unfuturosenzatomiche.org
Per informazioni: info@unfuturosenzatomiche.org
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