Pagine

domenica 30 settembre 2007

Appello ai Popoli del Nord

Non se ne può più: basta! Appello ai popoli del Nord.
Nord, sveglia! Perché i popoli del Nord continuano a tacere? Ovviamente non stiamo qui a parlare dei norvegesi o dei danesi. Parliamo dei Lombardi, dei Piemontesi, dei Valdostani, dei Trentini, dei Veneti e dei Friuliani (spero di non averne dimenticato nessuno, ah, già ci sono anche gli emiliano romagnoli!).
Perché dormono sonni profondi? Perché non si ribellano a chi vuol farli passare per quello che non sono?
Ancora l’altro giorno Bossi ha detto che dietro di lui ci sono ventimilioni di lombardo-piemontesi-veneti pronti a seguirlo nella lotta per la libertà. Oh, Popoli del Nord:ribellatevi, ribelliamoci. Qui ci prendono in giro!!!
Mandiamo una diffida a quei politici che parlano in vece nostra. Diciamoglielo, una volta per tutte che ci hanno rotto il c… con i loro discorsi beceri e fasulli: la padania, la secessione, il dio Po…ma siamo fuori!?
Diciamoglielo, a Bossi e a compagni che parlino in nome dei loro, di chi li vota. Ma che non possono parlare a nome di tutti!
Insomma, qualcuno glielo dica a Calderoli e a Bossi…
Sarà il caldo o il desiderio di non perdere voti, ma questi due personaggi hanno tenuto banco, parlando a nome dei mitici “popoli del nord”, durante questa estate.
Cominciamo da Calderoli.
È vero che il soggetto in questione già in passato aveva dato segni di una preoccupante attività cerebrale (?) e politica: doveva essere uno dei padri fondatori della repubblica berlusconian-leghista essendo uno degli estensori della nuova Costituzione; era anche uno degli estensori della riforma elettorale, in seguito da lui stesso definita una “porcata” stato. E via dicendo, in un susseguirsi vorticoso di ‘sparate’ che possono situarsi tra uscite tardo-futuriste e lo sproloquio da osteria.
Poi, come se non bastasse, c’è stata la provocazione di far pascolare maiali sul terreno destinato alla costruzione di una Moschea, cosa che mi ha fatto veramente indignare. Ovviamente ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero (e già qui, si usa un termine forse esagerato) però non è libero di offendere o denigrare nessuno. Chi mi legge sa che io non sono musulmano; però sono una persona che opera per il dialogo inter religioso, perché credo che solo parlando e incontrandoci si possa essere costruita una società migliore.
Qualcuno glielo dica a Calderoli e a Bossi che è ora di finirla di cavalcare la tigre della sicurezza, del razzismo e della xenofobia per garantire spazi politici al loro partito, per alzare la posta e per creare una società chiusa, monolitica e incolore. Anche se hanno fatto proseliti anche tra i sindaci del centro sinistra: Cofferati, ad esempio, ha preso ripetizioni da Gentilini (o c’è arrivato da solo?) agendo contro i lavavetri così come il suo omologo fiorentino…
Quanto a Bossi, per carità: chiunque abbia occhi per leggere e orecchie per udire, sa cosa dice e cosa scrive. Per cui, tirem innanz…
Il problema che loro continuano a parlare di padania (e di secessione, fino a ieri), a nome dei popoli del nord: qualcuno glielo dica che della padania non frega niente a nessuno. Io sono settentrionale (ligure con il pedigree: i miei cognomi sono presenti nella zona di Savona almeno dal 1180, quindi non sono sospetto di essere un ‘terrone’ infiltrato o mimetizzato), non sono nazionalista (tant’è che amo definirmi non italiano ma di lingua italiana); ma ogni volta che sento parlare di padania mi viene l’orticaria. Del resto sono un insegnante che opera per una società aperta, dove l’altro è visto come una risorsa e non come un pericolo, come una ricchezza e non come una minaccia…e non mi va bene ascoltare gente che parla a nome mio di cose che a me non piacciono (lo stesso sentimento lo provo quando politici di centrosinistra giustificano la partecipazione alla guerra di turno o altre schifezze e ce ne sono, ahimé, molte).
Qualcuno glielo dica dunque ai leghisti che per la strada, al bar, al mercato non si parla di padania, ma di pensioni, di caro benzina e via dicendo.
La padania è un’invenzione leghista per conquistare posti al parlamento romano (è proprio vero che pecunia non olet. Lo so che è latino, ma non so scriverlo in lombardo). E ancora pochi giorni fa hanno ripetuto, per l’undicesima volta, il rito dell’ampolla. È proprio vero che l’uomo ha bisogno sia di miti che di riti, se si bevono, è il caso di dirlo, questa panzana post pagana del dio Po…
Comunque, per tornare ai musulmani, io ne conosco tanti e tutti sono brave persone. Poi, nel mucchio ci sarà pure qualche disgraziato, ma anche fra gli italiani, vero non si scherzia! Solo che come al solito si fanno due pesi e due misure: si è forti con i deboli e deboli con i forti. Così se un emigrato passa con il rosso, sono tutti criminali (fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce) dimenticando che abbiamo un parlamento farcito di inquisiti (alcuni passati in giudicato e altri no), ma questi bisogna chiamarli onorevoli. E già che siamo, qualcuno glielo dica a Calderoli, a Bossi e a tutti i loro degni compari che i musulmani non sono tutti brutti sporchi e cattivi, come i pellerossa nei film western…
Ancora un’ultima cosa: lo slogano “padroni a casa nostra”, mi mette una tristezza da far paura. Già me lo immagino il leghista magro e verdognolo che ha un senegalese in tinello, un albanese sul televisore e un marocchino in bagno e pensa per l’appunto “padroni a casa nostra!”.
È venuto il momento di confessare una cosa: a dire il vero, “amici” leghisti, anch’io lo dico, lo grido, ogni estate, “padroni a casa nostra!”: lo dico ogni volta che non trovo parcheggio perché qualche pirlone lombardo ha parcheggiato il suo suv malefico occupando due parcheggi; quando vedo la spiaggia piena di nordiche cartacce e cicche di sigarette torinesi, comasche o bergamasche, quando sulla spiaggia fanno casino o rombano sulle moto d’acqua o sui nordici motorini felici di rompere le scatole a quella che considerano la loro colonia (pardon, lo sbocco al mare della padania, com‘era definita la Liguria in un manifesto leghista ad Alassio).
Mi viene voglia di dire a questi simpatici colonizzatori, che vengono sempre qui a dire che la Liguria è sporca e cara, ma che tornano l’anno dopo (e contribuiscono a sporcarla e ad alzare i prezzi), “Uhi ti, pirla!”, ma poi taccio, in attesa dell’autunno e della transumanza dei nordici verso le loro vallate (dove com’è noto, ci sono le truppe bossiane armate di tutto punto…anche se sinora si sono solo sentiti politici leghisti sparare stupidaggini…).
Padroni a casa nostra? Magari!
Posta un commento