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domenica 26 agosto 2007

Polemica estiva, dai risvolti preoccupanti

Ho ricevuto dal mio amico Roberto Abdulkabir Aliotta, responsabile del Centro Culturale Islamico di Albenga, lo scritto “Di male in peggio” dedicato, in sintesi, al rapporto tra media e musulmani e a come i primi condizioni la nostra percezione dei secondi. Il testo è stato pubblicato su questo blog e, in seguito, l’ ho inoltrato a due liste: dw-intercultura@yahoogroups.com e dw-pedagogia@yahoogroups.com(per iscriversi occorre andare all’indirizzo http://www.didaweb.net/liste). Tra gli iscritti alla prima lista non c’è stata reazione alcuna mentre tra quelli della seconda c’è stata la risposta di Alfio che avvia, lo stesso giorno, una piccola discussione.

La polemica risale alla prima metà di agosto ma, avendo avuto problemi con la linea telefonica prima e con il computer poi, la pubblico solo ora. In un secondo momento, aggiungerò le riflessioni (oltre a quelle minime già presenti), sperando che Alfio e altri eventuali lettori che la pensano come lui, abbiano letto l’articolo del quotidiano La Repubblica del 20 agosto “L’Europa è sempre più intollerante, in aumento i reati contro gli ebrei, gli islamici e i gay” di Rosalba Castelletti.

L’antefatto
Lo scritto di Roberto parte dalla constatazione che, spesso e volentieri, persone di fede islamica vengono denunciati per presunti atti di terrorismo e, conseguentemente, sbattuti in prima pagina, come mostri e terroristi. Sovente poi vengono riconosciuti estranei ai fatti o condannati per reati minori…peccato che la notizia venga pubblicata in ventottotesima pagina e in un trafiletto a corpo otto…Chi lo ricorda, è il caso di quei musulmani denunciati perché avendo visitato San Petronio (dove si trova un affresco medievale raffigurante Mohammed agli inferi) sono stati denunciati per aver progettato attentati all’edificio…salvo poi aver scoperto che il traduttore aveva capito male o non conosceva il dialetto degli imputati…Comunque, non si vuole certo affermare che tutti i musulmani siano santi ma quello che qui interessa è che sussiste una campagna mediatica per criminalizzare gli islamici, portata avanti da organi di stampa che sottolineano, appena possibile (e, a volte, anche dove questa non esiste) la matrice musulmana di eventi negativi. Roberto non a caso parla di “effetto Oriana Fallaci” e, francamente, come dargli torto? Le dichiarazioni dell’avv. Taormina di pochi giorni fa (cui abbiamo dedicato un altro post) ne sono un “ottimo” esempio. Purtroppo, come sottolinea anche il mio amico, c’è l’assordante silenzio delle associazione dei diritti umani e, perché no?, della Chiesa…
Chi si batte per una società aperta e solidale non può che preoccuparsi e attivarsi per contrastare ogni fenomeno di intolleranza, razzismo e xenofobia.

La discussione
Dopo la pubblicazione del testo di Roberto, giunge la prima mail di Alfio, che riporto integralmente:
Prima di tutto questa è una lista di pedagogia e non c’entrano questi argomenti. In secondo luogo dico la mia: basta con i falsi piagnistei dei musulmani arabi (soprattutto): l’Italia vi sta dando anche troppo e voi ne approfittate! Cercate di eliminare tutti quegli elementi della vostra cultura che non vanno d’accordo con la nostra e vedrete che viaccoglieremo. Poi sbaglio o siete voi che vi estraniate e volete vivere per conto vostro e non noi italiani che vi emarginiamo?? Comunque per dirla in tutta franchezza: con l’islamico veramente praticante non ci può essere integrazione: o noi o voi. La vostra cultura e religione mantiene ancora precetti e usi che vanno contro il nostro modo disentire. Quindi o cambiate o tornate da dove siete venuti.

A cui ho risposto così:
Caro Alfio,anche se sono calvo, mi sento tirato per i capelli...così ti rispondo.Non so che razza di musulmani tu abbia frequentato. Io ti posso portare la mia esperienza di operatore qui ad Albenga (Savona). Sul quasi 24.000 abitanti residenti nel comune di Albenga, ci sono 1486 stranieri di questi, circa il 60% sono (o dovrebbero essere) musulmani in quanto provengono da paesi a maggioranza musulmana (Marocco, Algeria, Tunisia ecc.) o dove i musulmani sono numericamente presenti come l'Albania.
Lavoro con loro in quanto stiamo cercando di costituire un ente di assistenza; ho avuto per due anni un blog sul sito della Comunità Musulmana della Liguria e sono amico del responsabile del Centro Culturale Islamico di Albenga; il mio blog ospita lo scritto che ti ha scandalizzato e un volantino del Comitato donne e mamme musulmane. Conosco Hamza Piccardo e il Presidente della Comunità musulmana della Liguria. Sono uno dei pochi non musulmani ad essere invitato in moschea e a frequentare la Festa della fine del Ramadan. Anzi una mia mamma (di mestiere faccio il maestro) mi ha detto che se pregassi come loro sarei un perfetto musulmano. Peccato che non sia neanche credente. E questo loro lo sanno...Tu continui, purtroppo, a parlare per generalizzazioni (NOI italiani LORO musulmani: ma lo sai che ci sono 50.000 italiani convertiti? Lo sai che ci sono italiani atei, buddisti, valdesi e interisti...). Ed è questo un errore: io con certi italiani (e penso ai leghisti, ad esempio) ho forse in comune un unica cosa, la lingua (e a volte neanche quella). Come scriveva il cardinal Carlo Maria Martini, ormai lo scontro non è tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti...A presto
Il giorno 7 agosto, Milena si dichiara d’accordo con la mia risposta e scrive:

Condivido ogni parola grazie
milena
Lo stesso giorno, Alfio risponde alla mia mail:
Caro Giuliano, non voglio negare la tua esperienza, come posso farlo? Anzi mi auguro che vada avanti, ma..c'è un ma...quante sono in Italia? Tu parli di 50 mila convertiti, e allora? Cosa dimostra questo? Che l'islamizzazione è buona? Quanti sono coloro che si drogano in Italia: per la cocaina si parla di qualche milione, allora la cocaina fa bene? La tua esperienza è positiva, e allora? Significa che tutti i musulmani sono come quelli che conosci tu? Io di sicuro ne conosco meno, ma leggo, mi informo, anche oggi ho letto un editoriale di Maria Giovanna Maglie sulla condizione di povere ragazze musulmane che inviano lettere per cercare aiuto contro i loro padri o mariti (Il Giornale). Mi dispiaceper te, ma tu vivi nel mondo delle favole e dei sogni, che sono quelli di una bella integrazione (non si sa fino a quando? Forse fino a che il numero degli italiani è superiore ai musulmani): quante sono queste esperienze in Italia? Non lo so, ma di sicuro molto, molto meno di tante altre esperienze di non-integrazione, di distacco. Purtroppo talvoltaanche a causa degli italiani, ma il più delle volte a causa della fede integralista dei musulmani. Una bella esperienza, dieci esperienze di integrazione (che poi è tutta da verificare) non significano nulla, se di contro ci stanno centinaia di moschee in cui si insegnano valori contrastanti la civiltà occidentale e addirittura la morte contro gliinfedeli. Scusami ma non puoi dire che i musulmani sono come noi, nel senso di credere nei valori nostri, solo perché loro dicono che potresti essere come loro: il tuo è un caso particolare, che conferma la regola generale del loro contrasto nei nostri confronti, magari non diretto, perché l'infingimento è una caratteristica dell'islam, ma profondo e nascosto nelle loro idee e costumi.

La mia risposta è stata la seguente:
Caro amico,intanto io parlo per esperienza diretta, tu leggi un giornale (Il Giornale) che proprio non è l'espressione di un giornalismo corretto, ammesso che questo possa esistere. Ti ripeto che io non sono islamico, ne ho intenzione di diventarlo. Il problema è che dobbiamo prendere atto di questa presenza (e non far finta di nulla) e lavorare per una società aperta a tutti. Non è alzando muri o creando ghetti che si risolvono i problemi. Il paragone con la cocaina, se permetti, offende la tua intelligenza...oltre che la mia e quella dei lettori. Tu (e molti altri) parlate di fede integralista: in Europa ci sono 23.000.000 di musulmani se solo uno su mille fosse come quelli che vengono descritti dalla stampa (da certa stampa) a quest'ora saremmo una repubblica islamica e il problema, oggetto di questa discussione, non si porrebbe...Puntuale giunge la risposta di Alfio che prende in esame i singoli punti della mia mail precedente:
"Caro amico, intanto io parlo per esperienza diretta, tu leggi un giornale (Il Giornale)che proprio non è l'espressione di un giornalismo corretto, ammesso che questo possa esistere". Scusa ma hai letto l'articolo di cui parlavo? Erano lettere di donne praticamente schiavizzate dai rispettivi mariti o parenti! E mi parli di disinformazione? Ma non conosci questo problema, cioè la considerazione quasi nulla della donna da parte dell'islamico? Domanda a una di quelle ragazze che hanno scritto se Il Giornale si è inventato le lettere."Il problema è che dobbiamo prendere atto di questa presenza (e non far finta di nulla) e lavorare per una società aperta a tutti. Non è alzando muri o creando ghetti che si risolvono i problemi". No caro Giuliano, non basta prendere atto, bisogna che gli islamici prendano atto della società in cui vivono, che è molto diversa da quella da loro desiderata. I muri, lo ripeto, sono costruiti da loro: io abito a Vicenza e conosco molti africani, slavi, europei dell'est: nessun islamico, come mai? E' solo colpa mia? No, non vogliono condividere con noi cittadini vicentini quasi nulla (se non i diritti, quasi mai i doveri)."Il paragone con la cocaina, se permetti, offende la tua intelligenza...oltre che la mia equella dei lettori. ". Guarda che hai fatto tu l'esempio che io ho spostato alla cocaina, non l'hai capito? Cosa c'entra che 50 mila italiani si sono convertiti all'islam? NULLA, o forse solo che erano persone disperate alla ricerca di una fede che garantisse loro quella sicurezza che non sono riusciti a costruire da soli. Se anche tutti gli italiani si convertono all'islam, ciò significa che l'islam professa solo principi buoni? No. Lo stesso vale anche per il cristianesimo, la cui validità non è data dal numero di credenti (mi sembra un concetto ovvio).Riguardo all'ultima tua affermazione posso dire solo che è vero che non tutti sono dei kamikaze, dei martiri della fede. Difatti ho anche ribadito il fatto che l'Eurabia si sta costruendo con la fertilità assai maggiore tra gli islamici che non tra gli europei. Tra qualche decina d'anni si sentirà parlare di Repubblica islamica, poichè gli islamici saranno in maggior numero degli europei e quindi con il sistema democratico potranno imporre le loro idee anche in politica. Saluti

Il giorno dopo interviene Gianni, che interrompe, fortunatamente, questo serrato dibattito:

Cari listaioli, sto seguendo, un poco sconcertato, il dibattito in oggetto e devo amaramente constatare che Voltaire ha scritto forse inutilmente il suo trattato sulla tolleranza, se a distanza di oltre due secoli questo è il livello della discussione!L'Islam non è solo fanatismo, anzi è da pochissimi anni che si può parlare di fondamentalismo islamico. Il vero Islam è quello di Averroe ed Avicenna, non quello di Bin Laden... Ma il fenomeno è estremamente complesso e non mi sento di avere la competenza minima per affrontarlo, allora con modalità random esprimo alcune personali riflessioni/provocazioni. Riguardo alla condizione femminile: da quanto in Italia la donna è equiparata all'uomo (almeno formalmente, se non di fatto)? Non sono più di trent'anni. Il delitto d'onore (codice Rocco) è stato solo recentemente cassato dal codice penale: a causa di quella aberrazione giuridica, quante donne sono state assassinate dai propri mariti nella quasi impunità? (Ve lo ricordate "Divorzio all'italiana" di Germi, con Mastroianni ed una giovanissima Sandrelli?).Riguardo al rapporto stato/chiesa: quanto tempo è passato dalla breccia di porta Pia? Poco più di un secolo. Possiamo onestamente dire che in Italia la Chiesa cattolica non ha più influenza politica? E la vergognosa Legge 40 sulla procreazione assistita? (Avete visto ieri il programma "W l'Italia" su RAI 3?). Esiste davvero la separazione tra Stato e Chiesa nel nostro Paese? Riguardo al fanatismo religioso: avete mai assistito ad un comizio del (dis)onorevole Borghezio? Perché si sta tentando di reintrodurre la messa preconciliare? Do you remember monsignor Lefebvre e la fraternità sacerdotale san Pio X? Insomma, guardiamo anche la trave nei nostri occhi, non solo la pagliuzza in quelli altrui...La storia ci insegna che non è costruendo muri (di mattoni o legislativi, vedi L. Bossi-Fini) che si lasciano i "barbari" fuori dai confini. Il vallo di Adriano, la muraglia cinese, il muro di Berlino non sono serviti a nulla...Se l'Europa vuole sopravvivere agli stravolgimenti demografici dei prossimi decenni ha una sola via: l'educazione alla tolleranza ed alla relazionalità, partendo dall'asilo nido e continuando per tutto l'arco della vita. Solo così si può sperare di costruire una nuova società globale, auspicando di avere prossimamente su questo minuscolo sassolino che gravita nell'universo un'umanità finalmente pacificata e solidale. Beh, dai, è estate... Lasciatemi sognare...;-)
ciao-ciao
Gianni

Concordando con quest’ultimo, aggiungo:

Caro Alfio,mi sembra che la mail di Gianni risponda a molti tuoi dubbi. Ma sicuramente non sarà così. Ovviamente tu puoi pensarla come vuoi, ma ti dico che se non operiamo bene, e a favore di una società aperta, di tutti e per ciascuno, finiremo male.Per quanto riguarda i fondamentalisti, ti ricordo che gli imbecilli non conoscono patrie ne fedi: Francisco Franco, mentre garrottava oppositori dedicava la Spagna al Sacro Cuore di Gesù (cosa che mandava in bestia don Milani e pochi altri, ahimè). E allora? Ti ripeto: la fede non c'entra. E' solo (?) questione di intelligenza e sensibilità...altrimenti non rimane che la logica del muro contro muro, dell'occhio per occhio (e, come scriveva Gandhi, rispondendo occhio per occhio alla fine il mondo diventa cieco...).
Giuliano

Il giorno 8, torna a farsi sentire Milena, che scrive:

Sono stata in diversi paesi nei quali i musulmani sono la maggioranza (Yemen, Tunisia, Marocco, Turchia, e, soprattutto,Giordania): la realtà spesso è ben diversa da quella che ci appare attraverso i media.Penso che non si possa scambiare un credo religioso (qualunque credo)con l'integralismo (qualunque integralismo).Vorrei conosceste tutti il mio amico Mahdi, una persona squisita, sensibile e aperta (culturalmente)che ho conosciuto qualche anno fa in Giordania: certe generalizzazioni mi dispiacciono perché suonano al mio orecchio come offese alla sua persona (e ad altre persone che abitano nel mio paese). Mi intristisce l'incapacità, o meglio, la non volontà di comprensione.
milena

Alfio replica come segue (lo stesso giorno):

Cari amici della lista, ognuno si tenga il suo parere e, cara Milena, anch’io mi intristisco al solo pensiero di cosa potrà essere l’Italia e l’Europa tra qualche decina d’anni (l’unica fortuna che ho è quella di essere già un po’ avanti con gli anni, pur non essendo vecchio,preciso!), dopo la loro islamizzazione. Comunque questo è l’ultimo messaggio che invio su questo argomento, anche perché altrimenti si continua a dibattere su cose già dette. Una sola cosa alla fine: vorrei invitarvi a conoscere e a leggere Maghi Allam, forse l’unico italiano e paradossalmente islamico che comprende e spiega bene quello che ho detto finora.
Saluti a tutti
Il giorno 9 Francesca, moderatrice della lista, aggiunge:

Caro Alfio, dovrei ringraziare il tuo fondamentalismo contro i musulmani per aver animato la lista! ma di fondamentalismi, purtroppo la storia è piena e noi "cattolici" non siamo di meno, anzi! ti avevo indicato un sito per vedere come noi italiani migranti siamo stati considerati... e per darti delle dimostrazioni che anche noi siamo invasori del mondo altrui e peggio ancora avremmo voluto colonizzare il mondo altrui (in quella mostra di cui ho mandato gli indirirzzi internet, oltre a cose spregevoli che noi stiamo ripetendo con gli altri, c'è la conferma della nostra "colonizzazione" in America: Al Capone!). Purtroppo la mafia esiste, ma non per questo tutti gli italiani sono mafiosi; la chiesa cattolica torna al latino e a considerare peccato le libertà conquistate in tanti anni di lotta (torniamo ad essere schiave...) e perché non accenni alle morti bianche sul lavoro che anche queste sono diventate multietniche... e sempre meno italiane?mentre il problema è la sicurezza che l'italiano ha imparato a pretendere, ma lo straniero no? dai! per favore, non giochiamo sui fantasmi o sulle leggende metropolitane! ogni etnia ha una vastità di elementi che è ridicolo chiuderla in confini certi e "murati" fra qualche mese ti ricorderai dell'invasione cinese?
a presto
Francesca

Cui risponde Alfio nell’ultima sua mail:
Cara Francesca ti rispondo brevemente, anche se mi ero ripromesso di non parlare più, perché la cosa peggiore è dire qualcosa a chi non vuol ascoltare:a) tu sei una donna, dovresti sapere come considerano le donne i musulmani, non uno, due, ma quasi tutti, se non tutti (v. qualsiasi fatto che viene esposto sui media quasi giornalmente). Penso quindi che hai a cuore la tua condizione femminile oppure vuoi ritornare indietro di qualche centinaio d’anni?b) Non ho mai detto che la Chiesa non è stata o non è fondamentalista: ma un fatto evidente è che oggi, mi pare, la Chiesa non punisce con il taglio della gola o la lapidazione le donne che commettono peccato.c) È vero che anche i nostri emigranti sono stati spesso emarginati o umiliati, ma oggi non mi sembra che sia per questo motivo che i musulmani si autoemarginano e ci considerano dei miscredenti da convertire (nel migliore dei casi) o da far fuori (v. stragi da primadell’11 di settembre; discorsi e cosiddette omelie dei famigerati imam nelle moschee).d) Preferisco mille volte la colonizzazione degli europei che ha portato un po’ di civiltà in popoli altrimenti ancora molto arretrati, alla ‘colonizzazione’ di una civiltà (civiltà?) che considera la morte il valore principale della vita.e) Non tutti i meridionali sono mafiosi, questo è sicuro, ma la maggior parte è influenzata da una mentalità mafiosa e arretrata (onore, famiglia da difendere a tutti i costi, ecc.). Difatti li invito spesso ad andarsene dal sud e venire nel nord dell’Italia (cosa che moltisudisti intelligenti e laboriosi hanno già fatto).f) Non mi pare che la Chiesa, la quale propone i suoi principi, ti obblighi a seguirli: sei libera di essere cattolica o meno. Se ti sembra di essere schiavizzata dalla Chiesa, escine! Prova a chiedere ai musulmani cosa significa per loro uscire dall’islam, cosa molto ma molto difficile, pena la completa emarginazione dalla comunità araba, se nonaltre ritorsioni ben più gravi (morte).g) Guarda che le morti ‘bianche’ ci sono sempre state e fino a qualche anno fa riguardavano solo gli italiani. Adesso è chiaro che toccano di più gli extracomunitari perché solo loro fanno certi lavori.Poi non vedo cosa c’entra questo con il discorso che stiamo facendo. Prova a fare tu uno dei lavori in cui muoiono gli operai e vedrai se non rischi! Ciò vale per tutti i lavoratori.h) Le leggende metropolitane le costruite voi: non esiste integrazione fino a quando un musulmano rimane veramente musulmano. Ti sei mai chiesta come mai, rispetto a qualche anno fa, le donne arabe usano molto di più il velo? E’ in atto un processo di accentuazione dell’integralismo musulmano che non accetta alcuna collaborazione con lanostra cultura (poi è chiaro che esistono anche le eccezioni che confermano la regola: v. Maghi Allam).
Saluti
Alfio

Riflessioni
Ho riletto lo scritto di Roberto, che ha originato la discussione: se devo fare un appunto è che mi sembra un po’ troppo pessimista. È vero che le cose non vanno bene e che le Chiese si sono chiuse, dopo la stagione di dialogo ecumenico in una chiusura identitaria. Ma forse è ancora troppo presto: per molto tempo l’Islam è stata una realtà lontana, un po’ esotica e un po’ misteriosa. Poi, piano piano i musulmani sono venuti tra noi. È vero che, anche ad Albenga ci sono musulmani residenti da tempo, alcuni da 17 anni, ma è anche vero che solo in questi ultimi anni sono aumentati notevolmente. E, purtroppo, la “gente” (questa categoria sociologica dallo status scientifico e sociologico un po’ incerto) ha bisogno di tempi lunghi: molti albenganesi devono ancora “digerire” l’invasione dei meridionali (dei “terroni”) iniziata a partire dagli anni ’70. figuriamoci i “marocchini”, gli islamici di oggi!!!
I tempi sono lunghi, ma i problemi devono essere risolti in fretta, se non vogliamo creare le condizioni per conflitti tremendi, per guerre fra poveri, come quelle che si prospettano all’estero. E qui sono chiamati in causa le istituzioni, gli enti locali, il sistema formativo e, in definitiva, tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Sta anche a noi, indigeni e allogeni, cristiani, musulmani o non credenti poco importa, decidere se vogliamo lasciare ai nostri figli una società conflittuale e barricadera o una società aperta, dove ci sia spazio per tutti e per ciascuno.
La scuola può essere un ottimo territorio di frontiera, un laboratorio ove sperimentare nuove forme di linguaggi, di convivenze, di partecipazione. Nella mia scuola, ad esempio, abbiamo creato un gruppo di contatto formato da mamme marocchine, guarda caso tutte islamiche, rigorosamente velate, che si sono dichiarate disponibili a svolgere un ruolo di cerniere con le altre mamme (nelle nostre scuole le persone arabe sono la stragrande maggioranza degli stranieri). E la costituzione di questo gruppo è stato un momento molto tenero: due di queste signore sono venute alla riunione accompagnate dalle figlie che facevano loro da interpreti…
Ma torniamo alla nostra discussione estiva. Ciò che Alfio esprime mi sembra rappresenti abbastanza bene il comune sentire: sono presenti molti degli stereotipi e quasi tutti i pregiudizi correnti nei confronti dei musulmani
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