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giovedì 20 novembre 2008

NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE!

tratto da
NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 645 del 20 novembre 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricercaper la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini.
Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Sommario di questo numero:
1. Alessandro Pizzi: Otto argomenti contro il ritorno al nucleare
2. Antonella Litta relatrice a due convegni a Marino e a Genova
3. Enrico Piovesana: I cacciabombardieri italiani nella guerra afgana
4. Dijana Pavlovic: Un racconto rom
5. Paolo Perazzolo intervista Jose' Saramago
6. Paolo Pegoraro presenta "In terra sconsacrata" di Alessandro Zaccuri
7. Monica Ruocco presenta "Amore in esilio" di Bahaa Taher
8. L'agenda "Giorni nonviolenti 2009"
9. L'Agenda dell'antimafia 2009
10. La "Carta" del Movimento Nonviolento
11. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. ALESSANDRO PIZZI: OTTO ARGOMENTI CONTRO IL RITORNO ALNUCLEARE
[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per contatti: alexpizzi@virgilio.it) per questo intervento. Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt), citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta', ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui l'azione diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace"; ha promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico diOrte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo. Sul tema del trasporto aereo, del suo impatto sugli ecosistemi locali e sull'ecosistema globale, e sui modelli di mobilita' in relazione ai modelli di sviluppo e ai diritti umani, ha tenuto rilevanti relazioni a vari convegni di studio]

Il nucleare non serve a risolvere il problema energetico. Una petizione popolare indirizzata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio, lanciata ai primi di settembre dall'associazione "Per il bene comune" ha per titolo: "Non abbiamo bisogno del nucleare".Trovo molto appropriato il titolo e del tutto condivisibile il contenuto della petizione. Per chi volesse firmare l'appello l'indirizzo e':http://petizione.perilbenecomune.org/ Per giustificare la scelta nucleare viene messa in atto una vera campagna didisinformazione.

*1. Chi vuole il nucleare afferma che l'energia prodotta ha costi bassi e favorisce l'indipendenza energetica.
Non e' vero che il nucleare ci libera dalla dipendenza dall'estero, tanto e' vero che l'uranio, l'Italia dovrebbe importarlo. L'uranio non e' inesauribile e ha un costo che da 2001 al 2007 e' moltiplicato per dieci .Studi come "The economic future of nuclear power" condotto dall'Universita' di Chicago nell'agosto 2004 per conto del Dipartimento dell'energia statunitense sui costi del nucleare confrontati con quelli relativi alla produzione termoelettrica da gas naturale e carbone, o "The future of nuclearpower" pubblicato nel 2003 dal Massachusetts Institute of Technology, dimostrano come i costi del nucleare sono maggiori rispetto a quelli relativi alla produzione termoelettrica da gas naturale e carbone. Secondo una stima del dipartimento dell'energia degli Usa i costi dell'elettricita' da nuovi impianti in funzione al 2015 e al 2030 sono: Carbone 56,1 dollari per MWh al 2015 e 53,7 al 2030; Gas 55,2 dollari per MWh al 2015 e 57,2 al2030; Eolico 68,0 dollari per MWh al 2015 e 67,9 al 2030; Nucleare 63,3 dollari per MWh al 2015 e 58,8 al 2030 (fonte: Eia/Doe 2007 AnnualForecast - valori espressi in dollari del 2005 per MWh. Inoltre e' datenere presente che per gli impianti nucleari negli Usa e' previsto unsussidio di 18 dollari al MWh. Tra costo industriale e sussidio il costoraggiunge circa gli 80 dollari al MWh). Non c'e' da stupirsi se l'Enel e Edison si dichiarano pronti a coprire il15-20% del fabbisogno elettrico al 2030 con 10-15 centrali. Piu' la bolletta e' alta, piu' si consuma, piu' guadagnano.

*2. Altra menzogna e' raccontata a proposito del risparmio sull'emissione di gas ad effetto serra come l'anidride carbonica. Non si dice che gli impianti nucleari richiedono enormi quantita' di acciaio speciale, zirconio e cemento, materiali che per la loro produzione richiedono carbone e petrolio. Anche le altre fasi della filiera nucleare, dall'estrazione del minerale d'uranio, alla produzione delle barre di combustibile, fino al loro stoccaggio e riprocessamento fanno si' che le emissioni indirette della produzione di un kWh da energia nucleare e'comparabile con quella del kWh prodotto in una centrale a gas.

*3. I fautori del nucleare affermano che oggi le centrali sono piu' sicure. Con la tecnologia oggi disponibile rimangono irrisolti tutti i problemi disicurezza e dello smaltimento delle scorie. Da mettere in evidenza le conseguenze sulla salute dei cittadini per la fuoriuscita dalle centrali anche di piccole dosi di radioattivita'. La ricerca sui reattori sicuri"Generation IV" promossa dagli Stati Uniti insieme ad altre nazioni, a cuisi e' aggiunta anche l'Italia, sui reattori raffreddati ad acqua o a gas esu quelli a spettro veloce, si e' posta l'obiettivo di pervenire entro il2030 a un prototipo di reattore, quindi siamo lontani dall'oggi. Per quello che riguarda lo smaltimento delle scorie radioattive, ricordo che secondo l'inventario dell'Apat (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici) in Italia c'e' una montagna di rifiuti altamente radioattivi: circa 25.000 m3 di rifiuti, 250 tonnellate di combustibile irraggiato - pari al 99% della radioattivita' presente nel nostro Paese -, a cui vanno sommati i circa 1.500 m3 di rifiuti prodotti annualmente da ricerca, medicina e industria e i circa 80-90.000 m3 di rifiuti che deriverebbero dallo smantellamento delle quattro centrali e degli impianti del ciclo del combustibile, che aspettano ancora un sito sicuro per lo smaltimento.

*4. Centrali e bombe nucleari sono strettamente connesse. La relazione tra il nucleare civile e quello militare e' strettissima, tanto e' vero che, ad esempio, all'Iran gli Usa vogliono proibire la costruzionedi centrali nucleari con l'accusa che utilizzerebbe parte della filiera per la costruzione di bombe atomiche.

*5. La propaganda menzognera afferma che il nucleare serve per risolvere il problema energetico. Il nucleare produce solo energia elettrica. Anche se il Governo fosse ingrado di costruire le centrali nucleari necessarie a coprire il 25% del fabbisogno di energia elettrica, come recentemente sostenuto dal Ministro Scajola, darebbe un modesto contributo al bilancio energetico nazionale.Infatti in Italia secondo i dati del Bilancio energetico nazionale delMinistero dello Sviluppo Economico e una elaborazione dell'Enea sui consumi finali per il 2007 l'elettricita' rappresenta solo il 18%, contro il 48% dipetrolio, il 29% di gas e il 5% di carbone, cosi' distribuiti per settori: Trasporti: 97% petrolio, 1% gas, 2% elettricita'; Industria: 19% petrolio, 40% gas, 12% carbone, 29% elettricita'; Residenziale e Terziario: 11% petrolio, 55% gas, 4% carbone, 30% elettricita'.Quindi con il nucleare si andrebbe a coprire con l'ipotesi Enel tra il 2,5%e il 3,6% di tutti i consumi finali, e secondo Scajola il 4,5% di tutti i consumi finali. Questo sarebbe il contributo del nucleare al problema energetico nazionale. Inoltre gli ingenti investimenti per il nucleare toglierebbe risorse per losviluppo delle energie rinnovabili. La petizione popolare, ricordata all'inizio, riporta che in Italia basterebbe che venisse coperto di pannelli fotovoltaici solo lo 0,4% dellesuperfici costruite per soddisfare l'intero fabbisogno nazionale di energi elettrica. Ma c'e' una risorsa ancora piu' importante a mio parere, quella chiamata efficienza energetica negli usi finali dell'energia elettrica. Uno studio, commissionato da Greenpeace, dal titolo "La rivoluzione dell'efficienza",fatto dal Gruppo di ricerca sull'efficienza negli usi finali dell'energiadel Dipartimento di Energetica del Politecnico di Milano, dimostra che il risparmio di energia elettrica va ben oltre il 20% previsto dal Pianod'azione per l'efficienza energetica della Commissione Europea conconseguente diminuzione delle emissioni di CO2. Va ricordato che L'Unione Europea recentemente ha dato il via libera al piano sul clima, denominato "20-20-20". Cioe' il raggiungimento del 20%della produzione energetica da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20%dell'efficienza e un taglio del 20% nelle emissioni di anidride carbonica.Traguardi da raggiungere in tutta Europa entro la data del 2020 (per quanto riguarda l'Italia, dovra' tagliare il 13% di emissioni di C02 nei settori non inclusi nel sistema di scambio di emissioni (Ets) e dovra' aumentare del17% i consumi energetici da fonti rinnovabili entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005). Lo studio sopra richiamato ha preso in considerazione i settoriResidenziale, Terziario commerciale, Terziario pubblico e Industriale coninterventi riguardanti gli usi finali per illuminazione, per i motorielettrici, per gli elettrodomestici e, inoltre, per la riduzione del consumodovuto allo stato di Stand-by e per consumi a vuoto (per esempio un impiantodi illuminazione o ventilazione in funzione fuori dalle ore di uso di un ufficio; nastri trasportatori, macchinari, aria compressa in funzione senzautilizzo nell'industria), per l'aumento dell'efficienza di treni e tram, per la produzione di acqua calda sanitaria con solare termico, per le lavatrici e lavastoviglie con alimentazione di acqua calda prodotta esternamente, per esempio collegandole all'impianto a gas per l'acqua calda o meglio ancora all'impianto di pannelli solari termici escludendo la resistenza elettrica e per interventi sull'involucro edilizio per il raffrescamento passivo a basso consumo."Il Rapporto ci presenta una buona notizia. Esiste in Italia un potenziale di efficienza ampiamente ottenibile entro il 2020 e superiore al 20% che, se realizzato, produrrebbe benefici economici netti. E' possibile tagliare 50milioni di tonnellate di CO2 rispetto allo scenario tendenziale con unvantaggio economico per la societa' e aumentando l'occupazione". Cosi' siesprime lo studio del Politecnico di Milano.*6. Investimenti e fonti energetiche rinnovabili.Per ottenere il risparmio di energia elettrica e per la diffusione delleenergie rinnovabili e' necessaria una volonta' politica per un consistenteinvestimento. Investimento che, come ampiamente dimostrato dal rapporto "Larivoluzione dell'efficienza", ha un ritorno benefico sull'ambiente(significativa diminuzione delle emissioni di CO2) e sull'economia intermini di occupazione e risparmio. Il gruppo di ricerca afferma: "Nelcomplesso per raccogliere il potenziale economicamente convenienteoccorrerebbero investimenti in tecnologie e programmi per circa 80 miliardidi euro (circa 5,7 miliardi/anno negli anni dal 2007 al 2020), con unbeneficio economico che si protrarra' nel tempo fino al 2040. Il beneficioeconomico cumulato netto, cioe' la riduzione della bolletta elettrica menogli investimenti sopra citati, risulterebbe di 65 miliardi di euroattuali... In termini occupazionali, in base a una analisi di casiinternazionali, si stima un aumento dell'occupazione tra 46.000 e 80.000posti di lavoro per 14 anni".*7. Cambio di stile di vita.Risparmio di energia elettrica con conseguente minore emissioni di gas adeffetto serra puo' essere ottenuto anche con atti di responsabilita'personale, con un cambio di stile di vita.Voglio fare solo alcuni esempi. Per capire come cambiare stili di vita pernon utilizzare inutilmente l'energia, per diminuire le emissioni di gasserra e per vivere in armonia con noi stessi e con il pianeta rimando al bellibro di Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli. Manuale diecoazioni individuali e collettive, Feltrinelli, Milano 2007.Esempi. Si puo' vivere benissimo con meno elettrodomestici, cito dal librodi Marinella Correggia: "Meno elettro- piu' 'mano-domestici'. Ogni gesto unamacchina? Grattugia, spremiagrumi, coltello, apriscatole, scopa,radiosveglia, spazzolino, rasoio, scale, tutto elettrico? E' ora che sifacciano avanti i 'manodomestici', che aiutano senza clic"; a propositodella lavastoviglie: "Non l'ha ordinata il medico. Nelle famiglie piccolelavare i piatti a mano puo' essere un buon esercizio di meditazione osocializzazione e se ben fatto risparmia acqua, prendendo poco tempo"; aproposito di divertimenti: "Divertirsi si' ma... perfino i divertimentiincidono parecchio; oltre a notti bianche, discoteche e concerti, non appenaapre una sala multimediale la potenza richiesta agli installatori e' enorme:dell'ordine di 500 Kw"; per non parlare delle partite di calcio giocate innotturna, non certo per esigenze sportive ma solo per motivi commercialidelle televisioni che le trasmettono; e' stato calcolato ("Terna WebMagazine" del 10 luglio 2008) che per illuminare lo stadio Olimpico di Romaper i 90 minuti della partita si consumano 5372 Kwh, 4,5 volte il consumopro capite in un anno dei cittadini dei capoluoghi di provincia.*8. Conclusione.L'introduzione delle energie rinnovabili, soprattutto il solare fotovoltaicoe termodinamico, l'introduzione delle tecnologie per l'efficienza negli usifinali di energia elettrica e il risparmio possono escludere completamenteil ricorso al costoso e pericoloso nucleare.Il 4 novembre 2008 la Camera ha compiuto il primo passo per il ritorno alnucleare con l'approvazione dell'Agenzia per la sicurezza delle centraliatomiche, che secondo i piu' ottimisti dovrebbero entrare in funzione nel2020, per arrivare a regime nel giro di una decina di anni.Se il Governo vuole ritornare al nucleare non lo fa per questioni dienergia, ma per favorire qualche industriale, a partire da chi si occupa diacciaio e cemento, e per controllare il territorio, per ridurre gli spazidella partecipazione democratica dal basso della popolazione alle sceltepolitiche. Tanto e' vero che il pacchetto approvato alla Camera addiritturaprevede la "militarizzazione" dei territori su cui dovranno sorgere lecentrali nucleari e anche la possibilita' di commissariamento se non sitrova l'accordo con la popolazione.A noi il compito di svelare le menzogne dei potenti, di fare informazionecorretta e di facilitare la partecipazione consapevole dei cittadini allescelte politiche.
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