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giovedì 25 settembre 2008

LA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Riporto alcuni testi dal numero di ieri del Notiziario telematico La nonviolenza in cammino.

Da oggi e fino al 4 ottobre, pubblicherò testi che spieghino le ragioni del SI' al referendum contro l'ampliamento della base di Vicenza.

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 589 del 25 settembre 2008

Sommario di questo numero:
1. Oggi a Viterbo
2. Il 2 ottobre si celebra la Giornata internazionale della nonviolenza
3. Tornado
4. Il 5 ottobre a Vicenza
5. Michele Boato: Il 5 ottobre a Vicenza un'occasione da non perdere
6. Pippo Magnaguagno: Il 5 ottobre a Vicenza per ripudiare la guerra
7. Giulio Vittorangeli: Un paese normale
8. Un appello contro il razzismo
9. Enrico Pugliese: Una strage di lavoratori
10. L'associazione "Punto rosso" ricorda Federico Ceratti
11. Lance Henson ricorda Abdul "Abba" Guibre
12. Silvana Silvestri ricorda Florestano Vancini
13. Letture: Maria Bettetini, Introduzione a Agostino
14. Letture: Manuela Fraire e Rossana Rossanda, La perdita
15. Letture: Fernanda Pivano, I miei amici cantautori
16. La "Carta" del Movimento Nonviolento
17. Per saperne di piu'

4. INIZIATIVE. IL 5 OTTOBRE A VICENZA

Si svolgera' il 5 ottobre a Vicenza il referendum per impedire la
realizzazione della nuova base di guerra "Dal Molin". Per informazioni e
contatti: www.dalmolin5ottobre.it

5. SI' ALLA PACE, SI' ALLA DEMOCRAZIA. MICHELE BOATO: IL 5 OTTOBRE A VICENZA
UN'OCCASIONE DA NON PERDERE
[Ringraziamo Michele Boato (per contatti: micheleboato@tin.it) per questo
intervento.
Michele Boato e' nato nel 1947, docente di economia, impegnato contro la
nocivita' dell'industria chimica dalla fine degli anni '60, e' impegnato da
sempre nei movimenti pacifisti, ecologisti, nonviolenti. Animatore di
numerose esperienze didattiche e di impegno civile, direttore della storica
rivista "Smog e dintorni", impegnato nell'Ecoistituto del Veneto "Alexander
Langer", animatore del bellissimo periodico "Gaia" e del foglio locale "Tera
e Aqua". Ha promosso la prima Universita' Verde in Italia. Parlamentare nel
1987 (e dimessosi per rotazione un anno dopo), ha promosso e fatto votare
importanti leggi contro l'inquinamento. Con significative campagne
nonviolente ottiene la pedonalizzazione del centro storico di Mestre,
contrasta i fanghi industriali di Marghera. E' impegnato nella campagna
"Meno rifiuti". E' stato anche presidente della FederConsumatori. Gia'
apprezzato assessore regionale del Veneto. Con Mao Valpiana e Maria G. Di
Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne
e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita
l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di
donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". E' una delle
figure piu' significative dell'impegno ecopacifista e nonviolento, che ha
saputo unire ampiezza di analisi e concretezza di risultati, ed un costante
atteggiamento di attenzione alle persone rispettandone e valorizzandone
dignita' e sensibilita'. Tra le opere di Michele Boato: ha curato diverse
pubblicazioni soprattutto in forma di strumenti di lavoro; cfr. ad esempio:
Conserva la carta, puoi salvare un albero (con Mario Breda); Ecologia a
scuola; Dopo Chernobyl (con Angelo Fodde); Adriatico, una catastrofe
annunciata; tutti nei "libri verdi", Mestre; nella collana "tam tam libri"
ha curato: Invece della tv rinverdire la scuola (con Marco Scacchetti); Erre
magica: riparare riusare riciclare (con Angelo Favalli); In laguna (con
Marina Stevenato); Verdi tra governo e opposizione (con Giovanna Ricoveri).
Un'ampia intervista a Michele Boato curata da Diana Napoli e' apparsa nei
nn. 157-158 di "Voci e volti della nonviolenza"]

Quella del 5 ottobre a Vicenza e' un'occasione da non perdere.
I referendum locali sono importantissimi per superare, in parte, il deficit
di democrazia reale che c'e' oggi in Italia.
Lo abbiamo sperimentato, per esempio, due anni fa a Venezia con la
consultazione (osteggiata persino da vari ministri del governo di allora, il
governo Prodi) sul permanere o meno a Marghera della chimica del cloro, la
chimica del fosgene e dei cancerogeni.
La partecipazione e' stata molto larga, pur essendosi tenuto in luglio (!) e
i risultati all'80 e piu' per cento a favore dell'eliminazione della chimica
di morte. L'anno dopo, agosto 2007, la multinazionale Dow Chemichal ha
chiuso l'impianto del fosgene per eccessiva "incompatibilita' ambientale"
nel senso dell'opposizione popolare.
Ora si va verso la chiusura del resto della filiera del cloro e, anche se
autorita', sindacati e industriali si guardano bene dall'ammetterlo, buona
parte del merito va proprio alla mobilitazione di base e al risultato della
consultazione (quasi) referendaria.
Quindi tutti a votare contro l'ennesima base militare e per un uso
intelligente e sano del nostro territorio.

6. SI' ALLA PACE, SI' ALLA DEMOCRAZIA. PIPPO MAGNAGUAGNO: IL 5 OTTOBRE A
VICENZA PER RIPUDIARE LA GUERRA
[Ringraziamo Pippo Magnaguagno (per contatti: pippomagna@lillinet.org) per
questo intervento.
Filippo (Pippo) Magnaguagno, amico della nonviolenza, e' tra gli animatori
della Rete Lilliput, del "Comitato piu' democrazia e partecipazione", di
varie altre esperienze di pace e di solidarieta', e del movimento che a
Vicenza si oppone alla nuova base militare straniera "Dal Molin"]

La consultazione del 5 ottobre a Vicenza sulla base "Dal Molin" e' la parte
piu' importante e innovativa di questa vicenda.
Gli stessi militari Usa danno estrema attenzione nei confronti di questo
strumento, che ha gia' prodotto risultati (negativi per i militari, positivi
per l'umanita') in Giappone e a Portorico.
*
Come sostenuto dal sindaco di Vicenza, un Paese amico dovrebbe tenere in
considerazione l'opinione della citta' che lo ospita nonche' quella degli
organi istituzionali. Naturalmente e' bene ricordare la differenza tra
"espressione" e "decisione", in quanto i detrattori locali e nazionali della
consultazione stanno cercando di confondere le acque: in termini procedurali
ovviamente la decisione ultima su questi temi spetta (qualora l'iter
legislativo fosse stato corretto) ai competenti organi istituzionali in base
alla legge 898/76; ma l'espressione della cittadinanza vicentina, in quanto
espressione della volonta' della popolazione, e' tutelata dall'articolo 21
della Costituzione (e nella gerarchia delle fonti di diritto nel nostro
ordinamento giuridico la Costituzione come e' noto ha la primazia) ed e'
quindi sempre legittima. Con la consultazione del 5 ottobre, i vicentini si
esprimeranno: tutto qui, ed e' significativo che proprio questo fatto di
democrazia - l'espressione della volonta' popolare - costituisca la piu'
grande preoccupazione dei sostenitori della base Setaf.
*
La consultazione si terra' il 5 di ottobre e, nonostante le resistenze di
settori politici filogovernativi che hanno tentato di annullarne
l'attuazione, si tratta di un momento storico in cui i cittadini saranno
chiamati ad esprimere un'opinione sull'utilizzo dell'area in questione: il
quesito del referendum consultivo infatti recita "E' Lei favorevole alla
adozione da parte del consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di
organo di indirizzo politico-amministrativo, di una deliberazione per
l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa
sdemanializzazione, dell'area aeroportuale 'Dal Molin' - ove e' prevista la
realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di
interesse collettivo salvaguardando l'integrita' ambientale del sito?".
I detrattori di tale momento di democrazia adducono obiezioni speciose e
mistificanti; e' invece del tutto evidente che si dovra' conto della
volonta' che verra' espressa dai cittadini (quale che essa sia).
Se questa volonta' sara' positiva si aggiungera' agli altri risultati
ottenuti in altre parti del mondo che testimoniano come le popolazioni non
vogliano le basi militari.
*
Ribadiamo che cio' che conta e' l'espressione popolare, dato anche che, da
un recente sondaggio apparso sul "Corriere veneto", l'80% dei cittadini di
Vicenza vuole la consultazione.
Comunque vada si tratta di un importantissimo precedente: la gente puo'
esprimersi (e lo fa) sulla presenza militare Usa sul suolo italiano; un
altro tassello di un intricatissimo percorso che dovrebbe anche portare alla
desecretazione degli accordi militari segreti del '48 e '54 dimostrandone
quindi l'intrinseca, se non palese, incostituzionalita'. Da quel momento in
poi il percorso dovrebbe essere piu' snello, ammesso che per quel giorno la
nostra Costituzione esista ancora o abbia conservato la maggior parte del
suo alto contenuto di ripudio alla guerra.
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