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domenica 3 giugno 2012

Lettera aperta al Presidente della Repubblica sulle celebrazioni del 2 giugno.


Onorevole Presidente,


lo sentita questa mattina criticare chi non si è schierato a favore della parata militare del 2 giugno, accusandoci (ci sono anch’io, modestamente, tra i critici) di disconoscere il ruolo delle Forze Armate nella storia della Repubblica e di strumentalizzare la triste vicenda del terremoto emiliano per contestare le spese della parata. Volevo tranquillizzarla: personalmente ho da sempre contestato queste ridicole esibizioni. Cosa c’entra la storia repubblicana con la sfilata di mezzi militari e di uomini addestrati ad uccidere? Vogliamo risvegliare assopiti concetti come quello di Patria? La invito a rileggersi, quando ha tempo e voglia, quello che scriveva don Lorenzo Milani ai cappellani militari e, poi, nella famosa Lettera ai Giudici. Il Priore di Barbiana, ricostruisce in poche pagine la ‘gloriosa’ storia delle ‘nostre’ Forze Armate. Se le rilegga, per favore. Da parte mia posso permettermi di aggiornare la Lettera, così con alcune citazioni storiche che don Lorenzo non ha potuto vivere in quanto l’ha portato via la leucemia nel 1967. Per inciso, cinque anni dopo, il Parlamento ha varato la legge sull’obiezione di coscienza al servizio militare (legge 772 del 1972) di cui mi sono avvalso per evitare di servire la Patria sotto le armi. Ho fatto bellissime esperienze, molto più formative, come obiettore e per un periodo di 20 mesi, superiore a quello della naja (a proposito, quando il Distretto Militare mi ha scritto che potevo usufruire di uno sconto (previsto dalla legge) ho risposto che non ne avrei usufruito, proprio per impedire ai militari di dire che gli obiettori sono dei ‘lavativi’. Ho anche aderito allo sciopero degli obiettori di coscienza, rischiando conseguenze pesanti, in difesa della legge stessa (a dire il vero abbiamo aderito, se non ricordo male, in pochi: circa il 10% degli obiettori in servizio allora).


La lista degli interventi dei militari in difesa della Patria (?) è molto breve. A dire il vero, inesistente. AL contrario mi vengono in mente molte vicende dove il ruolo dei militari è sì attivo, ma come dire, non dalla parte giusta. Uno per tutti Ustica. Ricorda? Quante bugie dette e scritte, quante deviazioni e insabbiamenti. Quanti morti! A questa lista possiamo aggiungere Piazza Fontana, Piazza della Loggia, il treno Italicus e via dicendo? Lo so erano servizi ‘deviati’. Ma i servizi ‘buoni’ dove erano? Cosa facevano?


Ogni tanto qualcuno mi ricorda che l’esercito interviene in caso di calamità naturali (concetto anche questi opinabile: le calamità naturali sono catastrofi artificiali, in realtà, in quanto spesso causa dell’incultura della prevenzione e dell’incuria quando non della speculazione e della fretta di costruire, vedi i capannoni che sono crollati in Emilia). Ho visto anch’io reparti dell’esercito intervenire in caso di incendio boschivo. E mi sono sempre chiesto se non era meglio spendere soldi pubblici per creare una forza popolare di difesa nonviolenta, preparata ad intervenire diversamente dai poveri militari di leva inviati a forza sul luogo del disastro. Il massimo livello di ridicolo l’avete raggiunto in occasione del terremoto in Irpinia. Se lo ricorda? I volontari –tra cui molti anarchici- arrivarono subito. Le colonne dell’esercito impiegarono 4 giorni…


Allora, caro Signor Presidente immagino che lei rimanga sulle sue posizioni. Però 3.000.000 di euro potevano essere spesi meglio anche perché la parata di ieri è stata sobria, come dice Lei e come scrivono alcuni giornali oggi, ma fra pochi giorni, la sobrietà svanirà e a Ostia sarà di nuovo un tripudio, con uno ‘spettacolo’ a cui saranno presenti le Frecce Tricolori…E poi non lamentatevi se la ‘gente’ si allontana dalla politica (l’astensione ha raggiunto, alle ultime elezioni, il 40%):


Mi creda Presidente: spendiamo per gli esseri umani e l’ambiente, non per le armi. Ne trarrà giovamento l’intero pianeta

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