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venerdì 7 maggio 2010

C'è fin troppa libertà di stampa!?
Una brutta storia: solidarietà a MArco Molinari

Sul quotidiano telematico Savonaeponente (http://www.savonaeponente.com/) è apparso, due giorni fa il seguente articolo, cui ha fatto seguito quello riprodotto subito dopo.


Berlusconi: libertà di stampa? Fin troppa. E intanto…Molinari censurato su Savona News


maggio 5, 2010 alle 10:49


 


di VALERIA ROSSI - Il Piccolo Re stamattina ha sparato la sua piduata quotidiana: commentando il 72° posto dell’Italia nella classifica di Freedom House, ha sostenuto che in Italia, di libertà di stampa, "ce n’è fin troppa".
Non che la cosa ci sorprenda: sappiamo benissimo come la pensa Sua Maestà, che vorrebbe la stampa "libera" di pensarla sempre e solo come lui e che non per niente è amico intimo di Putin, che
i giornalisti scomodi li sopprime allegramente senza farsi troppi problemi (non che in Italia non sia mai successo).
Ci sorprende, invece, parecchio, trovare su
Savona News, noto quotidiano locale online, questa incredibile dichiarazione [è quella riportata nell'immagine che correda questo post, nota mia]


Non ne sappiamo ancora nulla: ho appena mandato una mail a Mario Molinari chiedendogli qualche spiegazione in più, ma il fatto importante mi sembra tutto racchiuso in questo screen shot.
Ora resta da scoprire chi e perché abbia fatto pressioni… anche se non è difficile immaginarlo, sapendo di altre pressioni che hanno già colpito altri personaggi ( giornalisti, gestori di siti e blog, medici).


Chi è stato oggetto di pressioni e censure, normalmente, non parla… proprio perché le ritorsioni che gli sono state "promesse" lo spaventano e gli chiudono la bocca.
Mario Molinari e Savona News, però, non sono stati del tutto zitti, vista la dichiarazione pubblicata in bella evidenza sul giornale.
Che sia un segnale?
Che finalmente qualcuno abbia voglia di sollevare il coperchio del sarcofago pieno di pressioni e di vere e proprie minacce che appesta da anni la nostra città e in particolare la nostra informazione?
Se così fosse, "Savona e Ponente" si dichiara fin d’ora aperto a qualsiasi collaborazione e disponibile a sostenere qualsiasi persona, ente o media che abbia il coraggio di denunciare gli autori di queste "pressioni"… nella speranza che qualcun altro prenda la stessa decisione e che questo modo indegno di falsare e/o insabbiare l’informazione abbia finalmente fine.


Solidarietà a Mario Molinari, contro la censura… ma da TROPPO POCHI


maggio 7, 2010 alle 18:42

di VALERIA ROSSI – Ho sperato, e sperato MOLTO vivamente, di veder apparire sui nostri più importanti quotidiani locali qualche cenno di solidarietà al collega Mario Molinari, "censurato" e poi sospeso – causa pressioni – dal giornale online Savona News. Purtroppo, su quel fronte, silenzio assordante.
Fortunatamente sono arrivate invece attestazioni di sentita solidarietà – e di furiosa ribellione contro chiunque cerchi di violare un diritto fondamentale per la democrazia come la liberà di stampa e di espressione - da parte di molti lettori e da alcuni rappresentanti della politica locale: anche in questo caso, però, TROPPO pochi e tutti provenienti dalla stessa parte, ovvero dalla Federazione della Sinistra.


"Solidarietà assoluta a Mario Molinari – ci ha detto al telefono Marco Ravera, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – che a quanto pare è l’ultimo in ordine di tempo ad essersi scontrato con poteri che sono o si illudono di essere più forti della libertà di stampa e quindi della democrazia. Non conosco i motivi specifici che hanno portato al suo allontanamento, ma conoscendo il suo direttore e sapendo quanto fosse entusiasta del suo editorialista posso immaginare da che parte siano arrivate le pressioni, e per quali motivi.
Mario ha toccato gli argomenti su cui la nostra stampa, con rare eccezioni quasi esclusivamente online, ha steso un velo di censura assoluta: non si può parlare di Tirreno Power, né di piattaforma, né di altri temi ambientali…e non solo. Furio Mocco ha presentato più volte progetti concreti e fattibili per la Ferrania, ma non essendo gli stessi che accomunano, a quanto pare, PdL e PD, non hanno mai trovato spazio: non è stata pubblicata una sola riga.


D: Rifondazione, avendo assunto una posizione ambientalista molto forte, sembra non trovare molto spazio neppure tra i suoi alleati, se è vero – come è vero – che l’ assessore all’ambiente non è stato riconfermato…
R: Probabilmente non sarebbe corretto dire che questa sia stata l’unica ragione: ma sta di fatto che Zunino aveva praticamente "costretto" Burlando a schierarsi contro l’ampliamento della centrale di Vado. E, per pura combinazione, non è stato rieletto…


D: Torniamo al "caso Molinari": se cominciano a censurare anche la stampa online, cosa ci resterà per contrastare i poteri che vogliono distruggere e soprattutto inquinare sempre più il nostro ambiente?
R: Non lo so proprio. Forse i blog o i siti dei partiti…che però hanno una visibilità molto limitata e quindi rischiano di non arrivare mai al grande pubblico: il che è evidentemente quello che qualcuno vuole.


D: Vogliamo dire quali sono gli argomenti "tabù" a Savona? E perché?
R: Evidentemente tutti quelli che non trovano un accordo sull’asse PdL-PD: perfino della raccolta firme per l’acqua pubblica, che ha raggiunto risultati clamorosi, nessuno ha scritto una riga. Il PD, su questo tema, negli ultimi giorni sembra aver assunto una posizione diversa e più vicina alle nostre posizioni… forse adesso qualcuno ne scriverà. Ma il tema più scottante rimane quello della centrale a carbone: tanto che io non penso che il caso Molinari sia nato dall’articolo che stava scrivendo sull’ARPAL, ma da quello che ha già scritto sulla centrale. E’ solo una mia idea, perché io non ho avuto modo di parlare con il giornalista… ma non sarebbe la prima volta che scattano pressioni su questo argomento.


Solidale anche Claudio Gianetto (Comunisti Italiani): "Come ho scritto anche in un comunicato stampa che sto per inviare a tutti gli organi di stampa, è davvero singolare che in questo Paese, il cui presidente del consiglio ha appena dichiarato che c’è "fin troppa libertà di stampa", qualcuno si precipiti a dimostrare il contrario.
E qui non si parla neppure dei fantomatici "poteri forti" nazionali o mondiali, ma di "poteriucoli" locali che evidentemente pensano di poter mettere a tacere chiunque non sia prostrato ai loro desideri (e ai loro interessi).
Evidentemente questo è assolutamente inaccettabili: e lo dice una persona che spesso NON è affatto d’accordo con le posizioni di Molinari e con quello che scrive. Ciononostante ho sempre letto avidamente il suo "Punto", che è stato finora un’espressione intelligente di opinioni sempre motivate e fondate, impossibili da ignorare.
D’altro canto lo stesso fatto che abbia dato tanto fastidio a qualcuno è un attestato di stima! Se avessero pensato che non lo leggeva nessuno, o che diceva cose senza senso o senza importanza, non si sarebbero disturbati a cercare di liquidarlo.
Evidentemente Molinari ha toccato dei "nervi scoperti" particolarmente sensibili, che è poi uno degli scopi principali della libera informazione: per questo mi schiero apertamente dalla sua parte e mi auguro che il suo direttore e il suo editore dimostrino l’intelligenza e l’acume necessari a ridargli immediatamente lo spazio che gli è stato sottratto. Perché la libertà di stampa è un diritto, è uno dei pilastri della democrazia e nessun cittadino democratico – che sia d’accordo o meno con le idee del giornalista in oggetto – può accettare che venga violata".


Infine, "staccata" dalla Federazione ma dall’interno di Rifondazione (purtroppo bisogna ancora fare questi distingui, ma questo è un argomento diverso che toccheremo prossimamente), ecco la voce di Giorgio Barisone: "Ho conosciuto Mario Molinari nel corso della sua inchiesta sulle carceri, tema che mi sta particolarmente a cuore. Per questo sono rimasto veramente sorpreso da ciò che è successo e dichiaro con forza che Mario Molinari DEVE tornare a scrivere da subito sulla testata che ha collaborato a far diventare importante anche per le sue inchieste scomode ma terribilmente reali.
Cliccherò ancora due/tre giorni per cercare i suoi pezzi, e sono certo di (ri)trovarlo…in caso contrario l’unica soluzione sarebbe organizzare un boicottaggio della testata, proprio per la salvezza di tutte/i un domani molto vicino".


Attendiamo ora di sentire altre voci, magari anche quelle dei colleghi che, fino a questo momento, ci hanno appunto assordato con il loro silenzio: un atteggiamento incomprensibile, visto che potrebbe toccare ad ognuno di loro (sempre che non tacciano perché le hanno "già" ricevute) di subire pressioni, minacce e tutto il pregevolissimo repertorio di condizionamenti di cui fanno sfoggio i nostri graziosi poteri.
Domanda ai colleghi: come fate a restarvene zitti e a non scendere in campo – ma addirittura in PIAZZA, guardate! – di fronte a un fatto come questo? Come fate a guardarvi allo specchio alla mattina? Ve lo chiedo col cuore in mano, mi piacerebbe che qualcuno mi rispondesse.
Ma mi aspetterei anche di sentire le voci dei comitati e dei singoli ambientalisti (escluso "Amare Vado", che ha preso posizione in modo molto chiaro), visto che Molinari alle loro battaglie è stato particolarmente vicino e sarebbe lecito aspettarsi – quantomeno – uno straccio di "grazie" sotto forma di solidarietà.
Mi aspetterei che tutti i savonesi – stile Quinto potere – spalancassero le finestre e urlassero: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più".
Già…ma questo non è un film e non succederà mai. Solo che è drammatico che non succeda.
Perché qui non si tratta di "una" persona o di "un" giornale: si tratta di assistere a un menefreghismo, o a una rassegnazione generale che non possono e non devono esistere quando viene attaccata la principale difesa della democrazia: la libertà di stampa, appunto. Un valore per tutti noi, non solo di chi l’informazione la fa, ma anche chi dovrebbe sentire il fortissimo diritto di riceverne una onesta e soprattutto libera.


O savonesi: io qui ci sono nata, ci ho passato tutta la gioventù…e ci sono voluta tornare oggi, da brava tardona che sente il bisogno di riaccostarsi alle sue radici, perché amo questa città e pensavo di amare anche i suoi abitanti.
Ma vi giuro che, di fronte a fatti come questi, la mia città io non la riconosco più. E non è mica giusto deludere così ’sta povera scema che, fino a ieri, si sentiva ancora tanto orgogliosa di essere savonese.


 

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