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mercoledì 21 agosto 2013

Una fuga lunga circa 2000 chilometri. Le strade dell’esilio dei valdesi e degli ugonotti.

Parte il 23 da Saluzzo, destinazione Ginevra, il test della guida che racconterà, dalla fine dell’autunno, il percorso che dalla Francia e dall’Italia attraverso la Svizzera raggiunge, e percorre, la Germania.

Alcuni viaggiarono da soli altri in gruppo, altri ancora scortati dall’esercito. Partirono dalla Francia e dall’Italia: la destinazione era il nord Europa. Si passò dalla Svizzera e si raggiunse la Germania, i Paesi Bassi, c’è addirittura chi arrivò fino alla Scandinavia. La revoca dell’Editto di Nantes da parte del re di Francia nel 1685, e gli editti emanati dal duca di Savoia l’anno successivo, ha significato tutto questo per 200.000 ugonotti e circa 3000 valdesi.
Questa storia lontana, ma molto simile purtroppo a quella che vivono ai giorni nostri molte persone che approdano sulle coste europee, è stata giudicata dal Consiglio d’Europa fra quelle da non dimenticare. Una tragedia frutto delle persecuzioni ma anche una storia di solidarietà da parte di chi li ospitò, che acquista un valore fondativo dell’identità europea.
«Le strade degli ugonotti e dei valdesi» oggi è un’itinerario da percorrere a piedi o in bicicletta che parte dall’Italia e dalla Francia per arrivare in Germania. Il percorso segue gli antichi itinerari dell’esilio degli ugonotti e dei valdesi superstiti delle prigioni sabaude (ciò che restava nel 1687 degli 8500 imprigionati un anno prima con l’unica colpa di essere protestanti). Gli ugonotti partirono verso Ginevra e poi verso la Germania; sorte simile spettò ai valdesi delle valli del Piemonte che saranno anche protagonisti, però, nel 1689 del Glorioso Rimpatrio, affrontando le truppe francesi e savoiarde e rientrando nelle terre d’origine.
Sul versante italiano è in preparazione il tratto di percorso corrispondente all’esilio dei valdesi che dopo un periodo di prigionia in tredici carceri piemontesi partirono scortati dai militari sabaudi verso la Svizzera e quindi la Germania. Il percorso partirà da Saluzzo (una delle tredici prigioni) per arrivare dopo aver attraversato la pianura e toccato l’area pedemontana del Pinerolese in val di Susa e quindi in Francia attraverso il Moncenisio, ricongiungendosi quindi con il tracciato franco-svizzero a Ginevra.
Nell’ambito della predisposizione del percorso dell’esilio dei valdesi, il 23 agosto partirà da Saluzzo il test della guida cartacea in preparazione: dovrebbe essere data alle stampe in autunno e guiderà chi vorrà percorrere le tappe «dell’esilio» lungo il percorso che dal Saluzzese arriva a Ginevra.

Il «test», che servirà a mettere a punto l’ultima stesura della guida, consisterà nel percorrere in bicicletta il tratto di percorso di circa 350 chilometri che separa Saluzzo da Ginevra seguendo le indicazioni fornite dal volume in modo da verificarne «passo passo» le tappe e le indicazioni. Queste le tappe del test che verrà realizzato da diverse persone e si daranno appuntamento lungo il percorso: venerdì 23 agosto partenza da Saluzzo e arrivo ad Avigliana; sabato 24 agosto partenza da Avigliana e arrivo a Novalesa; domenica 25 agosto partenza da Novalesa e arrivo a Lanslebourg (passando dal valico del Moncenisio); lunedì 26 agosto partenza da Lanslebourg e arrivo a Saint-Jean-De-Maurienne; martedì 27 agosto: partenza da Saint-Jean e arrivo a Chamousset; mercoledì 28 agosto: partenza da Chamousset e arrivo a Faverges; giovedì 29 agosto: partenza da Faverges e arrivo a Cruseilles; venerdì 30 agosto: partenza da Cruseilles e arrivo a Ginevra.
«Un modo, quello del test – dice Davide Rosso, direttore della Fondazione Centro Culturale Valdese –, per provare sul campo questo strumento che poi dovrà essere la guida per chi vorrà percorrere il Sentiero dell’esilio dei valdesi nel tratto italiano e francese fino a Ginevra. Il test vuole essere anche un ulteriore approccio ai territori per cominciare a dare visibilità a questo Itinerario europeo che in Francia, Svizzera e Germania ha già una buona diffusione. Quella ‘degli Ugonotti e dei valdesi’ del resto è una ‘strada protetta’ (la maggior parte del percorso è su piste ciclabili o pedonali; solo una piccola parte di essa su strade percorse dal grande traffico) non solo per scoprire e attraversare godevoli luoghi dal punto di vista ambientale ma anche per permettere di riflettere su una storia di più di 300 anni fa che tratta, purtroppo, temi di stretta attualità ancora oggi come i diritti negati, la lotta per la libertà, l'incontro fra culture differenti, l’intolleranza... ».
L’itinerario escursionistico culturale europeo è promosso per parte italiana dalla Provincia di Torino, dal Centro culturale valdese di Torre Pellice e dal Gal Escarton e valli valdesi. Dopo il riconoscimento del Consiglio d’Europa si va ad affiancare a percorsi come “I Cammini di Santiago de Compostela”, “La via Francigena”, “Le vie di Mozart”, “La rotta dei Fenici”...
Nel tratto francese parte da Pöet Laval nella Drôme, e si congiunge a Ginevra con il percorso seguito dagli esiliati piemontesi, attraversando quindi la Svizzera ed entrando in Germania nel Baden-Württemberg per raggiungere l’Hesse fino a Bad Karlshafen. In Germania l’itinerario attraversa numerosi insediamenti ugonotti e valdesi. Lo sviluppo complessivo dell’itinerario, da sud a nord, è di circa 1800 km e prevede inoltre da Ginevra a Bobbio Pellice l’itinerario del Glorioso Rimpatrio, già completamente predisposto per la parte italiana sul tracciato seguito dai valdesi nel loro rientro nelle valli piemontesi.
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