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lunedì 6 agosto 2012

DELIO CANTIMORI


Archivio di Delio Cantimori




a cura di Milletta Sbrilli - Archivio di Stato di Pisa, fino al giugno 2009


Delio Cantimori nacque a Russi (RA) il 30 Agosto 1904, primogenito dei tre figli di Carlo e Silvia Sintini. Frequentò il ginnasio e la prima classe del liceo al classico di Ravenna, dove ebbe come insegnanti il latinista Cesare Bione, già allievo della Normale ed il giovane professore di filosofia Galvano Della Volpe.

Seguendo gli spostamenti del padre, professore e preside di istituti medio-superiori, terminò gli studi liceali a Forlì dove conseguì la maturità nel 1924. Nel novembre di quello stesso anno vinse il concorso a convittore interno gratuito alla Scuola Normale Superiore, iscrivendosi nel contempo alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa.

Giovanissimo fu politicamente vicino alla tradizione del repubblicanesimo mazziniano, ma si avvicinò molto presto al fascismo da lui giudicato come l'unico elemento capace di portare a termine la rivoluzione nazionale italiana iniziata con il risorgimento e interrottasi nell'Italia giolittiana. La sua iscrizione al PNF risale al 1926. Dal 1927 collaborò a "Vita Nova" organo della federazione fascista bolognese diretto da Giuseppe Saitta, che fu suo docente di filosofia all'Università di Pisa.

Presso la Scuola Normale Cantimori rimase per 5 anni, 4 di corso ordinario ed 1 di perfezionamento. Si laureò nel giugno 1928 discutendo la tesi Ulrico di Hutten edita due anni dopo dalla Scuola.

Alla Normale Cantimori si legò di profonda amicizia con Giovanni Gentile Junior, allievo della classe di Scienze e stabilì rapporti duraturi con molti altri normalisti tra cui si segnalano: Gilberto Bernardini, Aldo Capitini, Carlo Cordié, Fausto Meli, Giorgio Radetti, ma anche Vittorio Enzo Alfieri, Umberto Segre e Claudio Baglietto. Questi legami sono testimoniati ampiamente da una ricca corrispondenza. Tra i professori dell'università di Pisa e della Normale stabilì un buon legame con Giovan Vittorio Amoretti, docente di letteratura tedesca, e con il filosofo Giuseppe Saitta; meno strette ma cordiali le relazioni con Francesco Arnaldi, vice direttore della Normale.

Nel 1929 discute con Gentile la tesi di perfezionamento normalistico. Nel settembre dello stesso anno vince il concorso a cattedra di Storia e Filosofia per i licei e diviene docente al liceo classico Dettòri di Cagliari, dove ha tra i suoi allievi il futuro scrittore Giuseppe Dessì. Mantiene nel frattempo i rapporti con l'ambiente pisano e normalistico; nel 1931 si laurea in Letteratura tedesca presso l'Università di Pisa, nell'autunno 1931 si trasferisce da Cagliari al liceo classico Foscolo di Parma ma ottiene subito una borsa di studio di un anno che gli permette di soggiornare a Basilea, città in cui frequenta i corsi di Storia della Chiesa alla facoltà di Teologia.

Tornato alla fine del '32 a Pavia, nel 1933 ottiene una nuova borsa di studio di un anno conferitagli dall'Accademia d'Italia. Inizia quindi un nuovo soggiorno all'estero che lo porta a studiare in molte biblioteche ed archivi d'europa per la sua ricerca sui riformatori italiani del '500.

Allo scadere della borsa, nell'ottobre '34 Giovanni Gentile gli offre il posto di assistente all'Istituto Italiano di Studi Germanici a Roma, dove Cantimori va ad occuparsi della redazione della rivista dell'Istituto e ne dirige la biblioteca.

Nel 1939 esce da Sansoni il suo volume più noto Eretici italiani del Cinquecento, nello stesso anno vince il concorso alla cattedra di Storia Moderna e gli viene assegnata come sede il Magistero di Messina.

Nell'autunno del 1940 Giovanni Gentile lo chiama come professore interno di Storia alla Normale di Pisa.

Nella Normale Gentiliana Cantimori sarà parte attiva e responsabile, assumendo per alcuni mesi del 1942 anche il ruolo di vicedirettore.

Risale probabilmente alla fine degli anni '30 l'avvicinamento di Delio Cantimori al partito comunista, in cui gioca un ruolo non secondario la moglie Emma Mezzomonti, da lui sposata agli inizi del 1936 e già al momento del matrimonio militante comunista.

L'insegnamento in Normale interrottosi nel periodo della repubblica di Salò, riprende nel 1944, dopo la nomina di Luigi Russo a direttore della Scuola. Cantimori resta alla Scuola fino al 1948 anno in cui passa alla cattedra di Storia Moderna della facoltà di Lettere di Pisa. Mantiene tuttavia in Normale un incarico di docenza.

Al 1948 risale la sua adesione al PCI , cui rimane iscritto fino al 1956. In questo periodo prosegue ed anzi amplia l'attività di consulenza editoriale per Einaudi, scrive sulle riviste Einaudiane, occasionalmente al "Politecnico" di Vittorini ed in maniera assidua a "Società". Nel 1951-52 traduce assieme alla moglie il primo libro del "Capitale" di Marx. Nel 1951 ottiene la cattedra di Storia moderna a Firenze. Il legame con la Scuola Normale Superiore non si interrompe neppure dopo il passaggio a Firenze, infatti Cantimori vi terrà fino al 1956 il corso di Storia della Chiesa e poi dal '60 l'insegnamento di Metodologia della Storia.

Dopo la decisione di allontanarsi dal PCI, nel 1956, i suoi interessi meno legati all'attualità si rivolgono di nuovo allo studio del '500, come testimoniano vari suoi scritti editi dal 1959 fino al 1966 e anche postumi.

Delio Cantimori muore a Firenze il 13 settembre del 1966.



L'Archivio Cantimori si divide in diverse sezioni: il carteggio, atti e documenti personali, manoscritti, materiali preparatori, testi di conferenze, lezioni, discorsi.

La parte più interessante è sicuramente il carteggio che inizia dal 1919 e prosegue ininterrottamente fino al 1966, documentando la giovinezza dello studioso, con gli intensi anni da lui trascorsi alla Normale, il periodo delle ricerche all'estero, la docenza normalistica e universitaria, l'impegno politico nel secondo dopoguerra, l'attività di consulenza per importanti editori.

Il carteggio comprende oltre 6.000 lettere scritte a Delio Cantimori da più di 1.000 corrispondenti, dei quali di seguito si elencano i nomi più significativi: Paolo Alatri, Giuseppe Alberigo, Vittorio Enzo Alfieri, Giovan Vittorio Amoretti, Vladimiro Arangio Ruiz, Francesco Arnaldi, Franz Babinger, Claudio Baglietto, Roland H.Bainton, Gilberto Bernardini, Sergio Bertelli, Cesare Bione, Norberto Bobbio, Giulio Bollati, Marino Berengo, Augusto Campana, Aldo Capitini, Claudio Cesa, Federico Chabod, Carlo Corlié, Benedetto Croce, Renzo De Felice, Giuseppe De Luca, Giuseppe Dessì, Elizabeth Feist, Alessandro Galante Garrone, Eugenio Garin, Federico Gentile, Giovanni Gentile, Giovanni Gentile junior, Antonio Giolitti, Hubert Jedin, Werner Kaegi, Paul Oscar Kristeller, Cesare Luporini, Gino Luzzatto, Gastone Manacorda, Walter Maturi, Fausto Meli, Mario Mirri, Mazzino Montinari, Carlo Morandi, Alessandro Natta, Charles O'Malley, Giorgio Pasquali, Baldo Peroni, Alessandro Perosa, Giaime Pintor, Giorgio Radetti, Rosario Romeo, Mario Rosa, Manlio Mario Rossi, Antonio Rotondò, Luigi Russo, Armando Saitta, Giuseppe Saitta, Ernesto Sestan, Alberto Tenenti, Leonida Tonelli, Claudio Varese, Franco Venturi, Cinzio Violante, CorradoVivanti, Gioacchino Volpe, Luigi Volpicelli, Renato Zangheri.

Ampio il carteggio con le istituzioni tra cui citiamo: Accademia d'Italia, Accademia dei Lincei, Accademia delle scienze di Torino, Ministero dell'Educazione Nazionale, Scuola Normale Superiore di Pisa, Università di Firenze, di Messina, di Pisa, di Roma, Università per stranieri di Perugia.

Tra le case editrici di cui è presente ampia corrispondenza si segnalano in primo luogo la Sansoni e la Einaudi, seguite da Edizioni di Storia e Letteratura, ERI, Feltrinelli, Garzanti, La Nuova Italia, Laterza, Marzorati.
Nella sezione atti e documenti ricordiamo le pagelle scolastiche di Delio Cantimori del quarto e quinto anno di ginnasio al liceo classico Dante Alighieri di Ravenna.
Tra i manoscritti le Note sul nazional socialismo, varie recensioni, la prefazione a Scritti e discorsi di Benito Mussolini, la prefazione al primo volume di Renzo De Felice su Mussolini; Divagazioni sul titolo di una collezione (cioè quella dei testi religiosi di Laterza).
Per i materiali preparatori: appunti sparsi per un corso su Nietsche e l'imperialismo, appunti per un corso di Teoria e Storia della storiografia, appunti sul 1848, appunti su Cattolicesimo e Morale in Francia, un quaderno di appunti intitolato Marx ed Engels, manifesto del partito comunista; spogli bibliografici sui vari autori; schede archivistiche sugli eretici.
Tra i testi di conferenze vi è il dattiloscritto della Commemorazione di Adolfo Omodeo agli studenti della Scuola Normale di Pisa e un manoscritto per una conversazione radiofonica di storia tenuta per la Rai nel 1959.



http://biblio.sns.it/it/collezioni/speciali/delio/ 
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