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venerdì 13 giugno 2008

PRETI CLANDESTINI

I parroci a Caffarra: "Clandestini? Se passa la legge facciamo obiezione"
La protesta capitanata da un sacerdote di Crevalcore, che ha scritto unalettera al cardinal Caffarra. "Il reato di immigrazione ci trasformerebbe tutti in criminali - spiega - le persone che aiutiamo sono in alcuni casi clandestini"

Bologna, 10 giugno 2008 - Le parrocchie non possono scegliere chi aiutare e a chi fare beneficenza sulla base di un timbro sul permesso di soggiorno. Così alcuni parroci di Bologna annunciano, in una lettera inviata al cardinal Carlo Caffarra, di essere pronti a fare obiezione di coscienza se il reato di clandestinità verrà approvato dal Parlamento.
"Il reato di immigrazione ci trasformerebbe tutti in criminali - spiega a un quotidiano locale don Francesco Scimé, parroco di Crevalcore - le persone che aiutiamo ogni giorno, che ospitiamo e sfamiamo, sono in alcuni casi clandestini. Ma noi entro certi limiti non riusciamo a starci, i poveri per un uomo di chiesa sono sempre poveri, non possiamo rispettare gli stessi paletti che evidentemente servono allo stato per far rispettare l'ordine pubblico".
"Non ho nessun astio per gli attuali governanti - precisa il parroco - ma chiedo di poter esercitare obiezione di coscienza rispetto a una eventuale legge di questo genere. Non posso lasciare fuori dalla porta della chiesa una persona bisognosa perché non ha i documenti in regola".
Già tanti sacerdoti hanno sottoscritto la missiva di don Scimè. Ma dalla Curia si chiede prudenza. "Le leggi fondamentali delle comunità cristiane sono l'amore e l'accoglienza, me ne tengo conto - dice il vescovo ausiliare, Ernesto Vecchi - ma non contro le leggi dello stato e contro il rispetto dell'ordine pubblico. E' prematuro commentare un disegno di legge che non è ancora passato dal vaglio del Parlamento anche se capisco che le comunità cristiane hanno come fine l'assistenza".
http://qn.quotidiano.net/2008/06/10/95859-parroci_bologna_clandestini.shtml
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«E' ora quindi che parliate tutti voi che amate la libertà, tutti voi cheamate il diritto alla felicità, tutti voi che amate dormire immersi nelvostro privato sogno, è ora che parliate o maggioranza muta! Prima chearrivino per voi»
Primo Levi

purtroppo, aggiungo io, anche alcune scuole, al momento dell'iscrizione chiedono il permesso di soggiorno, in barba alla normativa italiana e internazionale...

In quanto insegnante, operatore interculturale e persona impegnata nell'incontro inter religioso, mi associo alla proposta avanzata dai sacedoti.
Giuliano
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