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mercoledì 14 aprile 2010

QUANDO FINIRA' QUESTA VERGOGNA?

Chiedo la cortesia di diffondere e condividere le informazioni che trovate sia qui in basso che al seguente link:

http://napoli.indymedia.org/node/12313

saluti,

Peppe



SEQUESTRO DI IMMIGRATI AL PORTO DI NAPOLI

Una nave attraccata l'8 aprile fa nel porto di Napoli (molo Bausan, nella periferia orientale, verso San Giovanni a Teduccio) è stata fermata perchè aveva a bordo 9 migranti "irregolari". Di queste nove persone, che la polizia di frontiera dichiara di nazionalità ghanese e nigeriana, cinque sono minorenni.
Secondo la ricostruzione accreditata dal comandante della nave si sono nascosti in un container al porto di Abidjan in Costa D'Avorio e avrebbero trascorso così l'intero viaggio.
Non è ben chiaro se in un primo momento il battello sia stato fermato dalla polizia di frontiera per la presenza di immigrati irregolari, o dallo stesso comandante russo di questa grossa nave-merci battente bandiera liberiana, ma di proprietà di una importante compagnia di armatori tedesca, la Peter Dohle di Amburgo. Sta di fatto che dopo aver "scoperto" la presenza dei migranti, il comandante rilevava di non avere più il numero legale per navigare e chiedeva all'Italia di farsene carico. Del resto i minori sono in acque nazionali italiane e hanno diritto di tutela mentre gli adulti dovrebbero (è un loro diritto) potere fare domanda d'asilo. In ogni caso le autorità italiane gli hanno impedito di sbarcare.
La notizia è trapelata solo nella mattinata del 12 aprile, per la protesta dei lavoratori del terminal container, dovuta al fatto che il blocco del molo Bausan aveva interrotto molte delle attività lavorative legate allo scarico merci. Questa è sembrata essere anche l'unica preoccupazione dei media, che hanno trattato molto superficialmente la questione umanitaria dei migranti confinati forzatamente sulla nave sottolineando soltanto la ripresa dei lavori nel terminal, dopo che i "clandestini" sono stati fatti scendere dalla nave.
In realtà le cose non stanno così, anche perchè di sicuro ora la nave è stata fermata e sequestrata dalla stessa magistratura in maniera preventiva rispetto alla eventuale copertura dei danni in seguito alla denuncia del Conateco, il consorzio napoletano terminal container, per il blocco del molo.
Quando il 13 aprile è scoppiata la protesta dei portuali, la mediazione tra polizia e comandante della nave è stata quella di far scendere solo tre dei cinque minori a bordo, esclusivamente per rientrare nel numero massimo di persone che consentisse alla nave di fare manovra. La nave, sempre sotto sequestro, è attraccata così al molo libero 21 dove si trova tutt'ora. A bordo quindi sono ancora ferme sei persone, di cui due minorenni. Mentre i tre che sono sbarcati dovrebbero essere stati trasportati al centro di prima accoglienza per minori in via Salvator Rosa a Napoli, prima di essere condotti in una casa famiglia.
Si è cercato di entrare in contatto con i migranti, facendo notare appunto che i minorenni non possono essere respinti e hanno diritto alla massima tutela da parte dello stato italiano, mentre gli adulti potrebbero voler presentare domanda di asilo o protezione umanitaria. Al momento ogni contatto è stato però impossibile, perchè la polizia di frontiera ha accampato una scusa dopo l'altra, impedendo di fatto che si rispettassero i diritti di queste persone. Domani mattina la Cgil dovrebbe aver ottenuto un incontro col Questore per cercare di sbloccare la situazione. (Sempre che la nave non salpi in nottata, come pure qualche fonte giornalistica sosteneva. Ma non dovrebbe essere così, perchè sotto sequestro).
Abbiamo anche cercato di fare chiarezza con le fonti giornalistiche.
E' chiaro che la visibilità e la pressione sociale su questo ennesimo dramma umanitario sono fondamentali per risolvere positivamente la situazione. Perchè purtroppo non sarebbe la prima volta che vengono violati anche i principi minimi del diritto internazionale.


I tre ragazzi che sono sbarcati ieri dalla nave non sono stati ospitati al centro di prima accoglienza per minori. Con un dispositivo che spesso viene usato in questi casi, la polizia ha fatto fare in ospedale l'esame biometrico del polso in modo da poterli dichiarare non minorenni. Si tratta in realtà di un'esame di scarsa attendibilità e che ha un margine di errore di oltre due anni, mentre le stesse circolari del ministero dell'interno stabiliscono che nel dubbio occorre dare priorità alla tutela del minore. Ma nei fatti è un meccanismo spesso utilizzato. Così i tre, senza mai incontrare un mediatore o un avvocato, sono stati ricondotti alla nave che intanto ha attraccato al molo libero 21.
La compagnia di assicurazione della nave ha coperto con una fidejussione di 400.000 euro i danni del blocco del molo Bausan e il magistrato ha dissequestrato il cargo che però paradossalmente è ancora bloccato in quanto col ritorno dei tre a bordo vengono di nuovo meno le condizioni di sicurezza per viaggiare.
In realtà è probabile che ogni decisione sia ancorata all'incontro chiesto ieri dalla Cgil e dal Forum Antirazzista e che ci sarà oggi alle 17 in via Medina con la presenza del questore e le autorità della polizia di frontiera. Li si capirà l'effettivo orientamento della questura di Napoli e del ministero dell'interno.
Infatti se sarà consentito alle associazioni umanitarie di incontrare i migranti con medici e avvocati, potranno raccogliere le eventuali richieste di asilo politico e protezione umanitaria dei nove e chiedere gli ulteriori accertamenti a tutela della condizione dei ragazzi che hanno dichiarato la minore età. Tutte cose che sono nel diritto di queste persone, ma che sono state più volte violate già in passato, come dimostra la drammatica storia dei respingimenti in mare.
L'altra ipotesi è che prevalga la linea seguita finora, di impedire il contatto coi migranti per non renderli informati delle proprie possibilità. Non è vero quello che si scrive in alcuni articoli sul fatto che non possono presentare domanda d'asilo perchè sono alla frontiera e in acque territoriali italiane, esattamente la condizione standard di un rifugiato che chiede protezione.
Per impedire ogni contatto fino ad ora la motivazione della polizia di frontiera è stata che ci voleva l'autorizzazione del capitano della nave con cui è stato impossibile per noi entrare in contatto diretto. Un chiaro escamotage, dal momento che lo stesso capitano ha tutto l'interesse e la volontà, più volte esternata, di far sbarcare gli immigrati. Possibile infatti che oltre alle motivazioni umanitarie ce ne siano altre di carattere economico, perchè la perdurante presenza a bordo dei migranti, una volta appurata, potrebbe portare al divieto di scalo anche nel porto di Genova, dove la nave è diretta. Infatti, per fortuna, la Vera D non ha a bordo le gabbie in cui vengono a volte rinchiusi gli immigrati trovati sulle navi. Gabbie in cui vengono segregati fino al ritorno nei presunti paesi di origine in spregio a ogni aspetto del diritto internazionale, specie per profughi e rifugiati, ma tranquillizzando così le autorità di frontiera.

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