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lunedì 28 aprile 2008

NON E' UNA BUONA NOTIZIA...

Tratto da adista notizie (http://www.adistaonline.it/) del 28 aprile 2008

MONDO ECCLESIALE SULLA SCONFITTA DELLA SINISTRA: "NON È UNA BUONA NOTIZIA"


34397. MILANO-ADISTA. La scomparsa della sinistra cosiddetta ‘radicale’ dal Parlamento ha raccolto il plauso pressoché unanime da parte della stampa cattolica istituzionale (Avvenire, Famiglia Cristiana, stampa diocesana). Eppure, all’interno di alcuni settori del mondo cattolico, si comincia a riflettere sul fatto che la débâcle della Sinistra Arcobaleno significhi anche la sostanziale scomparsa dal dibattito parlamentare di temi come l’esclusione sociale, l’integrazione degli immigrati, la pace, la solidarietà. Fronti sui quali ampi settori della Chiesa avevano spesso collaborato e trovato una ‘sponda’ nella sinistra, e che si trovano invece raramente rappresentati dai politici e dai partiti ‘cattolici’. Il tutto in un momento in cui entrambi gli schieramenti mettono l’accento sulla sicurezza e ignorano temi come la povertà e l’emarginazione, limitandosi a riassumerli nella categoria del "degrado". Erano preoccupazioni già ampiamente emerse dal nostro ‘sondaggio’ pre-elettorale "Su questa scheda", ma che sembrano adesso coinvolgere settori più ampi.

Il volantinaggio contro l’arcivescovo di Milano, card. Dionigi Tettamanzi, ‘colpevole’ di aver difeso dei Rom sgomberati (v. Adista n. 31/08) è stato il preludio di un’affermazione larghissima della Lega. Ma è da tempo che la Lega ha preso di mira in tutto il Nord la Chiesa impegnata nel sociale: dal caso del parroco di Opera (Mi) don Renato Rebuzzini, costretto anche lui ad andarsene per il suo sostegno ai Rom (v. Adista n. 61/07) a quello della chiesa di Trento che aveva aiutato a raccogliere soldi per la costruzione di una moschea (v. Adista n. 29/08), dagli attacchi contro don Luciano Scaccaglia (v. Adista n. 1/04) a quelli contro il prete di un paesino vicino Treviso che aveva concesso ai musulmani una sala parrocchiale per la preghiera del venerdì. È forse per questo che proprio dal Nord sono arrivate le prime riflessioni critiche all’indomani del voto. Interpellato dal Redattore Sociale, don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità di Milano, sulla vittoria della Lega commentava: “La gente ha paura, i problemi sociali però restano e vanno affrontati, cercando di abbassare la conflittualità. Andiamo avanti con un progetto che è soprattutto di tipo culturale. È necessario immettere nella vita politica e sociale una riflessione e uno scambio di idee che porti a ragionare senza contrapposizioni preconcette sui problemi. Noi lavoriamo a favore degli emarginati, al di là di chi governa. L'unica cosa che non facciamo è speculare sulla paura”.
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Esprimendo tutta la mia solidarietà all'arcivescovo di Milano che si è espresso contro la barbarie leghista, vorrei precisare quanto segue.
Le recenti elezioni hanno dato vita a camere che, per la prima volta nella storia repubblicana, non vedono un esponente comunista (ma nenanche uno verde, uno socialista, ecc.). E' vero che tra costoro, soovente settori avanzati della chiesa avevano trovato interlocutori e che, anzi, molti cattolici impegnati erano divenuti personalità di spicco della sinistra, sia a livello nazionale che locale. Però...è anche vero che la sinistra tradizionale, istituzionale, ha pagato il suo non essere più sinistra, ma coacervo confuso di tutto un po', bene espresso dal 'ma anche' veltroniano. Spesso, e soprattutto a livello locale, si faceva, e si fa a fatica, a distinguere un politico di forza italia da uno dei ds. Non parliamo poi dei migranti per i quali ho sentito esponenti della sinistra esprimere giudizi da far invidia a un leghista...

Del resto, se non vado errato, dalla campagna elettorale della 'sinistra' certe tematiche, che non esito a definire nostre sono state molto poco presenti: quanti hanno parlato di pace, di diritti umani e via dicendo?
Non sono mai stato un teorico del 'tanto peggio, tanto meglio' però, oggi bisogna dire che non sono poi tanto dispiaciuto. Intanto a certi personaggi di sinistra farebbe bene lasciare i salotti, i telegiornali e i talk show per tornare nelle piazze, nelle fabbriche e nelle manifestazioni...e poi, diciamolo fino in fondo, è finito un equivoco: la sinistra deve fare la sinistra, non inseguire la destra, amoreggiare con il centro e via dicendo. Se guarderai a lungo nel'abisso, scriveva da qualche parte Nietzsche, finirà che l'abisso entrerà dentro te...
...ora almeno sarà chiaro, che bisogna ricominciare da zero, dalla nonviolenza, dalla lotta per la pace, dalla difesa di ciò che resta del pubblico (scuola, sanità, pensioni) e dalla difesa del creato (come dicono i miei amici credenti). Certo, tutto ciò non si può fare se, come ha fatto Rifondazione Comunista, ci si proclama nonviolenti e si parte (si fa partire) militari per il fronte o come d'Alema, così bravo a parlare di pace ma lascia bombardare la ex Jugoslavia...

Giuliano



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