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sabato 13 ottobre 2007

Dialogo tra Ernesto Balducci ed Edgar Morin

Cari amici,
da un sito della bdp (www.bdp.it/content/index.php?action=read&id=259) ho ricavato questi Appunti dalla discussione svoltasi tra i due pensatori il 17 gennaio 1991, primo giorno della Prima Guerra del Golfo, curati da Patrizia Lotti e pubblicati il 5 ottobre di quattro anni or sono.

Questo dialogo tra padre Balducci e il sociologo francese Edgar Morin si svolge la sera del 17 gennaio del 1991, primo giorno della Prima Guerra del Golfo. A introdurre la trasmissione radiofonica "Le tribù della Terra" sulla Terza Rete Rai, fu Giancarlo Zizola. Dal dialogo tra i due pensatori abbiamo preferito riproporre qui solo alcune frasi significative, che rimandano ai brani completi. del dialogo "Ripensare la politica", in Ernesto Balducci, Le tribù della terra: orizzonte 2000, Edizioni Cultura della pace, Firenze 1991.
... progetti neo-coloniali globali ...
Edgar Morin[... ] Viviamo senza saperlo una vita planetaria [...][...] Ma oggi dobbiamo sapere che questa diaspora è terminata, che è giunto il momento della comunicazione e della riconciliazione, ma sappiamo digraziatamente che la vera comunicazione non si realizza tramite le telecomunicazioni [...][...] Sapete tutti che la diversità è il tesoro della biologia e della biosfera, che la diversità è il tesoro dell'umanità culturale e che la diversità di idee, di opinioni è il tesoro della vita democratica [...][...] Credo che "ripensare la politica" sia rompere con un pensiero unidirezionale, un pensiero specializzato, un pensiero che allontana sempre il contesto [...] Facendo così, non si risolve niente! [...]
Ernesto Balducci[...] Quando è nata la rivoluzione scientifica, e, conseguentemente con essa, la grande rivoluzione industriale, l'isola occidentale ha tentato la universalizzazione delle proprie creazioni: ha tentato l'egemonia planetaria [...][...] La fase nuova [...] nel mio auspicio dovrà essere quella autenticamente planetaria che non implica affatto l'egemonia di una cultura sulle altre ma la convivenza tra le culture e la loro mutua fecondazione [...][...] Dio è dalla parte debole. Dio è dalla parte della povera gente che dà ricchezza a tutto il mondo senza nemmeno saperlo e resta nella miseria [...]
Edgar Morin[...] Prima di tutto bisogna rendersi conto che gli spiriti laici, umanisti, hanno una fede, cioè credono in alcuni valori, la fraternità, l'amore, la solidarietà, ma questi valori non possono essere dimostrati scientificamente [...][...] Questo per dire che le religioni devono imparare ad essere tolleranti non per debolezza, non perché si affievoliscono, ma per la necessità interna di capire l'alterità [...][...] Prima di tutto dico, molto brevemente, che la fecondità storica dello Stato-nazione è terminata[...]
Ernesto Balducci[...] La intellighenzia europea, italiana in specie, non è generalmente una intelligenza critica, rimane confinata in alcuni presupposti. Non ho nemmeno il tempo per sfogare questo mio sdegno interiore [...]
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