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martedì 2 ottobre 2007

Ritalin? No, grazie...

Leggo sul sito dell'Agenzia del famaco (www.agenziafarmaco.it/) che dopo "un lungo percorso di valutazione e approfondimento durato oltre un anno e condotto in collaborazione con l'Istituto Supoeriore di Sanità e con un comitato scientifico, appositamente costituito, formato dai maggiori esperti a livello nazionale", l'Agenzia in questione "ha approvato l'immissione in commercio del Metilfenidato".
E, fino qui, diranno i miei lettori, che c'è di male? In fondo, l'Agenzia ha svolto il suo lavoro, la Commissione di esperti, anche.
Il Metilfenidato, di cui è permessa l'immissione in commercio, i più, al di fuori degli addetti ai lavori (medici, psicologi, ecc.), non sanno neanche cosa sia. Peccato che si tratti del principio attivo di farmaci quali il Ritalin.

Ma proseguiamo nella lettura del comunicato pubblicato sul sito dedll'Agenzia in data 8 marzo 2007.
La Comunità Scientifica riconosce il Metilfenidato quale "farmaco di elezione per la cura della Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) in integrazione alle sole terapie psico-comportamentali". E, già da queste sole frasi, un brivido mi percorre la schiena e la memoria torna al protagonista di Arancia Meccanica e al finale del film...Ci sarà un farmaco per impedire queste brutte associazioni mentali? Chissà, forse un giorno lo inventeranno: sono affetto dalla SDAVFDSB, la terribile Sindrome da Diffidenza Acquisita Verso i Farmaci Da Somministrare ai Bambini...
Per tranquillizzare gli utenti (e i genitori dei bambini, nonchè i bambini e i loro insegnanti) l'Agenzia ci ricorda che il suo Consiglio di Amministrazione "vincola la prescrizione del farmaco all'osservazione di un rigidissimo protocollo che prevede l'esecuzione di una diagnosi differenziale e la definizione di un Piano terapeutico da parte di Centri di neuropsichiatria infantile individuati dalle Regioni e l'istituzione di un apposito Registro nazionale presso l'Istituto Superiore di Sanità".
Meno male! Temevo che lo polverizzassero e lo diffondessero nell'aria con quegli aeroplani che, volando a bassa quota, negli Stati Uniti, spargono antiparassitari...Questa sì che sarebbe stata profilassi e prevenzione!
Chi vuole leggersi il resto del comunicato, può farlo andando sul sito dell'Agenzia. Ho anche letto la delibera n. 1406/2007 della Regione Campania (che autorizza oltre all'uso del Ritalin anche quello dela Strattera, che ha per principio attivo non il metilfenidato ma la atomoxetina).
Permangono alcune perplessità, dovute anche alla mia lunga esperienza di insegnante impegnato in attività di sostegno...e a qualche lettura, ad esempio di sociologia della devianza...

Ma le perplessità maggiori rimangono le seguenti:

1. la mentalità che sottende alla prescrizione di farmaci, medicalizzando il tutto, quando potrebbe essere malata la relazione fra alunno e docenti, fra genitori e bambini, e via dicendo. Come diceva Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, "Nessuna catena è più forte del suo anello più debole", e di solito, in una situazione disagiata, l'anello debole (il bambino) è quello che denuncia con il suo disagio lo stato di malattia del sistema in cui è inserito (classe, famiglia, ecc.);

2. è facile individuare una causa "organica" o una "sindrome" come la ADHD per addossare tutte le 'colpe' al soggetto portatore anzichè alla relazione malata; allo stesso tempo è semplice, tranquillizzante e rincuorante trovare qualcuno che affibi al "malato" una diagnosi, così ognuno, genitorie, insegnante, operatore è legittimato: non siamo noi che non 'funzioniamo' ma è LUI ad essere 'bacato';

3. agendo così, si spersonalizza il bambino, reificandolo e da alunno divene un "malato" (e il posto del malato non è la scuola, ma l'ospedale, istituzione totale dove lo status di persona, spesso e volentieri, viene deligittimato);

4. non so se la stessa agenzia è quella che ha permesso la commercializzazione del Nimesulide (ad esempio, ma si potrebbero citare altri casi) che ora viene messo sul tavolo degli imputati...e gli italiani ne hanno consumato a chili...il sottoscritto compreso). E allora, non si potrebbe sospendere la commercializzazione di questi principi attivi finchè non si è sicuri al 1000 x 1000?

5. è pericoloso, socialmente parlando, individuare un farmaco che cura aspetti cognitivi e comportamentali, tralasciando altre etiologie che potrebbero aver scatenato il fatto: non si corre il rischio di far passare la logica medica e di entrare nel circuito perverso di "malattie"/farmaci nelle quali potrebbero entrare altre 'patologie'...anche se, come scriveva don Milani e e i ragazzi di Barbiana, la scuola è un ospedale ch cura i sani e caccia fuori i malati...

6.c'è, infine, il sospetto che possa trattarsi di una colossale operazione economica in quanto la casa produttrica del Metilfenidato, è, se non vado errato, la Novartis...


L'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli ha avviato una petizione per chiedere il ritiro della delibera della Regione Campania (estendibile ad altre Regione che ne avessero eventualmente adottato una analoga). La petizione si può firmare sul sito www.politichesociali.it/petizione.php.
Molto attiva a questo proposito è l'Age Associazione Genitori di Pompei: www.agepompei.ilcannocchiale.it.
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