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mercoledì 18 novembre 2009

"Noi restiamo della nostra idea: gli immigrati devono essere mandati a casa loro", questo ha detto oggi Bossi.

"Prof, mi scusi per aver saltato la verifica di Italiano, ma sono dovuta andare al funerale di mio padre, che abitava in un piccolo villaggio vicino a Scutari: faceva il benzinaio e guadagnava 50 euro al mese. Non lo vedevo da anni, da quando le suore mi hanno affidato ad una famiglia italiana. Ogni tanto riuscivo a spedire a casa qualcosa. Adesso resta mia madre, sola. Per fortuna, mio fratello ci ha raggiunti qui in Italia e risparmia, risparmia quel che puo', per mandare i soldi in Albania. Però è dura, prof, è stata dura vedere mio padre sdraiato su quel letto. Il giorno che mi ha lasciato alle suore piangeva. Con i miei nuovi genitori italiani sto bene: mi piace la scuola ma questo difetto che ho, questa cosa che mi rende una disabile, mi fa sentire ancora piu' straniera di quella che sono".

Questo mi ha detto stamattina una mia alunna albanese di ritorno dal funerale di suo padre, di questo padre che doveva mandare avanti la carretta con 50 euro. Quanti ne guadagna Bossi per sentirsi legittimato a tanta protervia, a tanta ferocia? Un caro saluto.

Marino.

PS: caro amico, noi (antirazzisti, interculturali ecc. ecc.) sbagliamo. Almeno in un punto: continuiamo a pensare, illuministicamente, che tutte le persone siano umane, doatae di ragione e di cuore. Ahimè, non è così...

Certo che mandano in bestia questi politici che si fanno la campagna elettorale sulla pelle dei migranti. Ma cosa si può pretendere da un partito che inventa i 'respingimenti'? Cosa si può pretendere da quelli che quel partito lo votano?

Occorre rilanciare una battaglia, sia di ideali che di fatti concreti, per una società aperta, solidale, socialista e libertaria, dove ognuno sia libero, ma non di sfruttare e opprimere l'altro...

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