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mercoledì 4 novembre 2009

la scoperta dell'acqua calda - il settore militare crea poca occupazione

(da una mail di MIR-Movimento internazione di Riconciliazione)

Il 03 novembre 2009 10.27, rossana ha scritto:

Ciò che le aziende della difesa non vogliono che tu conosca.

Un nuovo studio dimostra che la produzione militare non serve per la creazione di posti di lavoro in più.

I ricercatori della University of Massachusetts Amherst affermano che 1 miliardo di dollari spesi per la difesa occupano meno posti di lavoro che nel campo della sanità, energia pulita e istruzione.

THE U.S. EMPLOYMENT EFFECTS. OF MILITARY AND DOMESTIC. SPENDING

PRIORITIES: AN UPDATED ANALYSIS

http://www.peri.umass.edu/fileadmin/pdf/published_study/spending_priorities_PERI.pdf

Tutte le tecnologie della potenza, nella loro essenza più distruttive, sono ad altissima intensità di capitale (esprimono la scienza più avanzata!) e bassissima di lavoro.

Si pensi alle 10 centrali nucleari italiane, che servono al ciclo della Bomba (francese, USA, e nostro di media potenza): 1.500 operai occupati nei cantieri (per ciascun cantiere) per costruirli, max 500 addetti fissi (per ciascuna centrale) quando sono in esercizio. A detta proprio dell'AD dell'ENEL.

Con gli stessi 40 miliardi di euro facciamo 800.000 posti di lavoro nelle energie rinnovabili, a partire da subito, se vale la "matematica obamiana"...

__._,_.___

[ http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/ ]

Commento personale:

ma se anche il settore militare creasse occupazione, sarebbe nocivo lo stesso...

 

>>su (http://www.Riconciliazione.wordpress.com) trovi il libretto cmpi MIR 2008!<<

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