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sabato 24 luglio 2010

LEGA: CIAPPA LI'

"Sanità gratis anche ai clandestini"


La Consulta boccia il ricorso. La legge regionale consente agli
immigrati il trattamento sanitario gratuito. Rossi: fatta
giustizia. La Lega: vergogna. Il governatore rilancia: ora al
lavoro per i diritti di cittadinanza e quelli politici

/MICHELE BOCCI/
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/24/news/immigrati_consulta_toscana-5789495/?ref=HRER2-1

*FIRENZE* - Berlusconi lo annunciò in tv da Vespa: il Governo farà
ricorso contro la legge toscana sull'immigrazione. Era il 3 giugno e il
testo che prevede uguali diritti per immigrati regolari e cittadini
italiani oltre all'assistenza sociale e sanitaria urgente e
indifferibile per i clandestini stava per essere approvato dal consiglio
regionale. Poco più di un anno dopo la Corte Costituzionale boccia su
tutta la linea la presa di posizione dell'esecutivo, dichiarando
inammissibile e non fondato il ricorso. "La nostra è una legge
all'avanguardia - esulta il presidente toscano Enrico Rossi - La
sentenza è una vittoria della ragione e della civiltà, giustizia è fatta".

Attorno al testo, fortemente voluto dall'allora governatore Claudio
Martini, si sono consumati violenti scontri tra centrodestra e
centrosinistra in Toscana e non solo, con prese di posizione a tutti i
livelli politici e istituzionali. La parte più criticata è quella che
assicura trattamento sanitario e in certi casi sociale dei clandestini.
"Cureremo e soccorreremo tutti gli stranieri - spiegano dalla Regione -
anche se privi del permesso di soggiorno". Per gli irregolari sono
previsti anche, in caso di estrema gravità e di emergenza, l'accesso a
dormitori e mense in via temporanea: "Non garantiamo diritti aggiuntivi,
ma quelli previsti, e troppo spesso disattesi, dalle Convenzioni e dai
principi del diritto internazionale e dalla nostra Costituzione". Il
tutto, viene assicurato, senza maggior costi per i cittadini. Nella
legge si parla molto di immigrati regolari, dei loro diritti in fatto di
accesso ai servizi come asili nido e alloggi di edilizia pubblica. Si
vogliono promuovere tra l'altro lo sviluppo di associazioni di
stranieri, l'avvio di attività di formazione professionale degli
immigrati e la creazione di una rete regionale di sportelli informativi.
Mentre un pezzo del Pdl toscano minaccia una legge di iniziativa
popolare per contrastare il testo su cui si è espressa la Consulta, la
Lega attacca: "Non sarà certo la sentenza della Corte Costituzionale a
legittimare una norma ingiusta e razzista verso i cittadini toscani.
Questa legge è vergognosa".

Incassata la vittoria, il governatore Rossi rilancia, vuole il voto per
gli immigrati regolari. "Il Governo farebbe bene, anziché ricorrere su
una legge così saldamente ancorata ai diritti costituzionali, ad
operarsi per garantire i diritti di cittadinanza e i diritti politici
degli immigrati. Non è possibile che chi nasce nel nostro paese debba
aspettare 18 anni prima di iniziare la procedura per diventare italiano,
non è possibile che all'immigrato residente da tanti anni qui, che
lavora regolarmente, non sia garantito anche l'esercizio del diritto
politico di voto, in particolare a quello amministrativo. Sul primo
punto ci auguriamo che il Parlamento approvi quanto prima un disegno di
legge perché i figli di immigrati nati da noi, un quinto di tutti i
nostri bambini, possano sentirsi presto fratelli d'Italia, cittadini a
pieno titolo del nostro paese. Sul secondo punto promuoveremo un disegno
di legge regionale che consenta intanto la partecipazione al voto
amministrativo a chi è regolare".

(24 luglio 2010)

da una mail di Rolando A. Borzetti

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