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martedì 29 giugno 2010

XII assemblea nazionale di Noi Siamo Chiesa Cascina Contina 20.6.2010

Ormai “Noi Siamo Chiesa” è giunta alla sua dodicesima assemblea annuale. Si è tenuta domenica 20 alla cascina Contina, presso Milano. Cinquanta i partecipanti alla mattina, poco meno nel pomeriggio, provenienti soprattutto dal Nord e da diciassette situazioni diverse. L’Eucaristia è stata “distribuita” durante la giornata. All’inizio dei lavori alle 10 sono state lette le letture commentate della giornata liturgica secondo il rito romano. Dopo i lavori della mattinata la parte centrale della celebrazione nella chiesetta della cascina, il Padre nostro e il segno di pace alla fine dei lavori nel pomeriggio. L’incontro è iniziato con un messaggio di don Carlo Sansonetti dal Costarica di adesione a “Noi Siamo Chiesa” e di intensa partecipazione . La breve presentazione che ogni partecipante ha fatto di sé stesso e della sua attività è stato un momento di comunicazione importante. Poi Valerio Gigante di Adista ha confermato il tradizionale rapporto tra l’agenzia e NSC toccando i problemi dell’informazione religiosa, debole nell’area laica e sotto censura in quella cattolica dove non c’è alcuno spazio per le voci del dissenso. In particolare –ha detto Gigante- quando non si può fare a meno di parlare in termini critici (come nel caso della pedofilia nel clero) si colpevolizzano sempre i singoli mai il sistema (ciò è, per esempio, avvenuto nella trasmissione di Annozero).

Frate Benito Fusco, dei servi di Maria, che aveva ospitato a Ronzano (Bologna) nel giugno dell’anno scorso la undicesima assemblea e che ora è stato spostato d’autorità a Budrio, ha tenuto l’ampio intervento introduttivo. Dopo aver affermato che il movimento “Noi Siamo Chiesa” da coraggio a tante persone, egli è partito da un sincero e molto interessante racconto della sua storia personale, passata dalla militanza politica nei movimenti dell’estrema sinistra fino a una riflessione sui fondamenti evangelici della volontà di giustizia. Ha ricordato i servi di Maria a cui si ispira (Padre Vannucci, Padre Maggi, Padre Quercetti…fino a Paolo Sarpi!) La sua analisi su come è condotta la Chiesa è impietosa; essa è apologetica e gerarchica e la sua crisi avrà tempi lunghi. Sullo scandalo pedofilia ha ricordato che esiste anche un problema negli ordini religiosi dove esso è serio, viene “coperto” e neppure segnalato ai vescovi. Per quanto riguarda Noi Siamo Chiesa frate Fusco ha provato a fare delle proposte : lavorare su punti tematici, sul problema di genere, su quello delle genti (“lo “straniero” della Bibbia), su quello delle generazioni e ha ritenuto importante la costituzione di un “Osservatorio sui diritti umani nella Chiesa”, che si ispiri al libro di Castillo su questo tema.

Nel pomeriggio il coordinatore nazionale Vittorio Bellavite ha svolto la relazione sulle attività dell’anno, ricordando le principali questioni sulle quali le posizioni delle gerarchie ecclesiastiche hanno richiesto un intervento critico (testamento biologico, solidarietà a don Santoro, inizio della causa di beatificazione di papa Wojtyla, intervento della CEI nelle elezioni regionali e atteggiamento “benevolo” nei confronti del governo, scandalo pedofilia ecc..).Queste posizioni hanno sempre incontrato il silenzio dei vescovi (come nella proposta di istituire organi indipendenti di ascolto delle vittime degli abusi sessuali) e della stampa cattolica. Particolare importanza è stata dedicata ai rapporti internazionali di Noi Siamo Chiesa che si sono concretizzati in più incontri in Europa (a Monaco, a Strasburgo e ad Amsterdam). NSC sta collaborando attivamente al “Project 50 years” che prevede l’organizzazione in tutto il mondo, da parte dei movimenti che si definiscono conciliari, di riflessioni e convegni sul Concilio in occasione dei cinquanta anni dal suo inizio e poi della sua conclusione. Nel dicembre del 2015 è previsto un grande incontro a Roma. Bellavite ha poi ricordato la partecipazione agli incontri di Firenze di maggio ’09 e nello scorso febbraio di “Il Vangelo che abbiamo ricevuto” . La posizione critica sugli aspetti troppo “teologici e spiritualisti” degli incontri a scapito del confronto sui problemi pastorali, sembra avere ricevuto un qualche ascolto nella preparazione del terzo incontro a Napoli dal 17 al 19 settembre, a cui NSC parteciperà.

La discussione è stata a tutto campo, a partire dal racconto delle situazioni locali. Si è detto che il disagio tra i cattolici sta crescendo, che la Chiesa, nei suoi vertici, è ora sulla difensiva (viene criticata anche in TV sulla gestione delle sue risorse economiche, ottopermille ecc…) e che perciò una posizione alternativa come quella di NSC è un punto di riferimento per molti stanchi e delusi dei silenzi e dei conformismi diffusi. E’ necessario andare nella direzione della costruzione di reti di collegamento, come avviene da tempo, per esempio in Spagna e in Francia. I rapporti coi vescovi sono quasi inesistenti ma NSC si caratterizza, rispetto alle Comunità di base, per la volontà, nonostante tutto, di non abbandonare la proposta di dialogo e la volontà di dare indicazioni sui principali problemi pastorali. Molta attenzione è stata dedicata al problema della nomina dei vescovi, ora del tutto sottratta a qualsiasi contributo dal basso (è prevista una iniziativa in autunno). E’ stata sottolineata criticamente una certa assenza di NSC dalla denuncia della legge sulla sicurezza e dal contemporaneo riconoscimento di quanto molte strutture ecclesiali stanno facendo su questo grave problema. La discussione si è infine concentrata sul problema della trasmissione ai più giovani del messaggio dei cattolici conciliari e ugualmente sulla insufficiente presenza femminile nel movimento. Tra quanto è stato proposto anche lo studio di come rilanciare la figura di Ernesto Buonaiuti .

I problemi organizzativi hanno concluso l’assemblea. Le adesioni sono stabili, il modesto bilancio è completamente autofinanziato, la presenza su Internet e in genere la comunicazione devono migliorare e così si dovranno preparare materiali divulgativi. L’attuale Coordinamento nazionale è stato confermato con le integrazioni successive che si renderanno necessarie in relazione a nuove presenze locali o a nuovi settori di intervento. Si parteciperà al Forum sociale europeo di Istanbul all’inizio di luglio, all’assemblea dei cattolici francesi di base a Lione in novembre e infine al Forum della teologia della liberazione a Dakar in gennaio.

Noi Siamo Chiesa dal giugno 2009 al giugno 2010 : iniziative, documenti, proposte. Sintesi della relazione del coordinatore nazionale Vittorio Bellavite alla dodicesima assemblea nazionale del 20 giugno 2010, Milano (cascina Contina).

L’inizio del nostro incontro di oggi coincide con la prima parte della celebrazione eucaristica, che sarà completata, prima di pranzo, nella chiesetta della cascina. E’ una modalità in parte nuova che ci fa intrecciare la preghiera con la discussione sul nostro movimento e sulle sue iniziative.

Ringrazio la comunità della cascina Contina che ci ospita, ora faremo un rapido giro per presentarci (per mettere a loro agio chi partecipa per la prima volta).

Ricordo chi non c’è più : anzitutto Padre Camillo De Piàz, ha sempre seguito quanto NSC ha detto e fatto con interesse e condivisione. Poi Beppe Gozzini, il nostro maestro cristiano della non violenza (potete leggere un suo profilo) e Giorgio Donghi (i cui funerali sono stati celebrati ieri) e prima Giovanni Cancarini e Piergiovanni Palminota.

Siamo tutti, soprattutto a Milano, ancora sotto lo shock per l’arresto di don Domenico Pezzini. Distribuisco un testo di chi l’ha visitato recentemente, ora è in infermeria. Siamo increduli e confermiamo la stima per quanto ha fatto (compresa una relazione al nostro convegno su “Fede e persone omosessuali” del 1999); abbiamo anche fiducia nella magistratura. Don Domenico non sta sicuramente godendo delle coperture di cui hanno goduto molti preti.

Chiesa universale e Vaticano

In Vaticano la linea generale del pontificato non è cambiata nellultimo anno. Prima di trovarsi di fronte allo tsunami della questione pedofilia tra il clero, la Caritas in Veritate del luglio scorso ha cercato di vedere le cose nuove ma è ben lontana, per capirci, dalla Pacem in terris e dalla Populorum Progressio percorsa com’è da una eccessiva preoccupazione per la verità dopo la carità. Subito abbiamo detto quello che nessuno dice di questa enciclica : che il suo silenzio completo sul problema della guerra, del riarmo, della produzione e del commercio delle armi ne riduce a ben poco la sua credibilità. Per non parlare poi della sua assenza sui rapporti ecumenici e interreligiosi necessari per mobilitare tutti insieme le risorse etiche necessarie nella situazione di peggioramento della situazione generale nel mondo..

Dopo il Sinodo dei vescovi sull’Africa (sul quale non siamo riusciti ad esprimere opinioni meditate) l’avvio del processo di beatificazione di papa Pacelli e di papa Wojtyla, per quanto previsto, ha consolidato la linea della vera e propria santificazione del papato, confermando una posizione ecclesiologica, che, dall’inizio, contestiamo in radice.

Lo scandalo pedofilia ha scosso poi tutta la struttura della Chiesa, le ha fatto perdere, come mai in questi decenni, credibilità e, nonostante tutti gli interventi di papa Ratzinger nella direzione del fare pulizia, ha permesso di capire, agli osservatori realmente indipendenti, quanto il problema fosse e sia nel sistema antievangelico della Chiesa di protezione delle proprie strutture (sistema nel quale anche Ratzinger è coinvolto). Questo abbiamo scritto nel nostro testo del 30 marzo. “Noi Siamo Chiesa” su questa questione ha detto le parole giuste al momento giusto, cioè prima di tutti. (il nostro movimento è nato da una reazione allo scandalo Gröer in Austria) e poi sempre in seguito con costanza e determinazione. La vera celebrazione penitenziale che si è svolta il 31 marzo nel duomo di Vienna non c’è stata in Vaticano, ne tantomeno da parte dall’assemblea dei nostri vescovi di fine maggio, che ha concluso che tutto, in Italia, va abbastanza bene.

La situazione in Italia

Che l’orientamento generale di chi guida la Chiesa in Italia non sia cambiato ci sembra evidente ( a parte contrasti interni, di scarso interesse per noi, tra CEI e Vaticano). Nell’estate scorsa la legge sulla sicurezza, anche se con proteste, e il caso Boffo non hanno sostanzialmente incrinato il rapporto col nuovo governo che abbiamo denunciato, con parole di fuoco, nella nostra assemblea del giugno ’08 ( parlammo allora di “demoniaco connubio tra il trono e l’altare”) . Ed è conferma di questa linea la reazione nevrotica in novembre (che continua tuttora) alla sentenza della Corte di Strasburgo di proibizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Il rapporto con la maggioranza di governo è continuato con l’intervento della CEI prima delle elezioni regionali di esplicito schieramento contro i candidati “laicisti”, di sostanziale accettazione del leghismo come realtà cattolica e di quasi silenzio sulla corruzione, gli attentati alla democrazia, l’aumento delle spese militari ecc…La nostra forte preoccupazione sulla situazione politica si è manifestata nell’organizzare a Milano (nell’ambito del network qui esistente da tempo), il convegno su

“ Coscienza cristiana e crisi della convivenza e della democrazia”. In questo filone di intervento voglio ricordare, il forte contrasto nei confronti del disegno di legge sul testamento biologico e, almeno per Milano, la partecipazione attiva alla locale Consulta per la difesa della laicità delle istituzioni.

Lo scandalo relativo agli abusi sessuali nei confronti dei minori ha visto la Chiesa italiana sulla difensiva e priva di capacità di reale trasparenza ed iniziativa (contrariamente agli episcopati del Nordeuropa) . Il nostro testo del 30 marzo in cui si proponeva ai vescovi la costituzione di strutture indipendenti che ascoltassero le vittime è caduto completamente nel vuoto. Nessuno interloquisce, nessuno risponde. Mai (salvo qualche rara lettera di cortesia quando inviamo dei libri, ma fa eccezione Mons. Loris Capovilla). Idem per la lettera ai vescovi dello scorso settembre in cui proponevamo un nuovo corso per la stampa cattolica dopo il caso Boffo. I vescovi- supponiamo- sono infastiditi nel dover interloquire e discutere con noi in una condizione di parità (e non di supponenza) e comunque molte questioni non vengono nemmeno considerate perché vengono ritenute di competenza del vertice, cioè della CEI e del Vaticano. Insomma dei vescovi funzionari, lo sapevamo. E finchè siamo poco conosciuti e in pochi è comodo fare finta di niente. Lo scandalo, affrontato con paura, sicuramente avrà effetti di lungo periodo nell’opinione pubblica (già si parla di un calo delle firme dell’ottopermille a favore della Chiesa). Ma forse qualcosa si muove. Per esempio quanto noi diciamo da anni sui beni della Chiesa e sulla sua gestione delle risorse economiche ha trovato accesso ai media (trasmissione del 21 maggio sulla 7 e del 30 a Report), e sono di questi giorni le notizie sugli immobili di Propaganda Fide. Il nostro nuovo gruppo di Roma si sta muovendo da mesi nei confronti del Vicariato su questa questione.

Abbiamo partecipato alla seconda assemblea di Firenze del 6 febbraio del gruppo nazionale “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”. In quella sede e dopo abbiamo espresso alcune perplessità sulle caratteristiche eccessivamente teologiche e poco pastorali dei due incontri. Il prossimo incontro è convocato per settembre a Napoli . Dal testo di convocazione e da notizie che abbiamo pare che alcune nostre osservazioni siano state accolte. La proposta che faccio è di parteciparvi, sottolineando ancora una volta la necessità di creare nel nostro paese una rete di contatti di tutta la Chiesa di base, che, pur in differenti posizioni, si richiami al Concilio.

Rapporti internazionali

Negli incontri internazionali (Freising, Strasburgo e Amsterdam) abbiamo portato avanti la linea dell’intensificazione dei rapporti nella galassia del cattolicesimo critico. Con pazienza e un po’ di fatica questa posizione sta acquistando consensi e siamo impegnati in un progetto di cui vogliamo discutere oggi in modo specifico, quello del “Project Council 50 years” che veda, nei prossimi cinque anni, l’organizzazione in tutto il mondo (dove possibile !!) di riflessioni, convegni ed iniziative sul Concilio, in occasione dei 50 anni dal suo inizio e del suo svolgimento. La proposta è quella di concludere il progetto con un grande incontro a Roma nel dicembre 2015 di tutti i cattolici che si definiscono conciliari.

Stampa e media

Le difficoltà di comunicare sono sostanzialmente le stesse di prima. La stampa cattolica continua a ignorarci, salvo qualche rara eccezione, e ciò avviene da sempre. Il contraddire i nostri testi sarebbe non facile nel merito e, soprattutto, ci farebbe conoscere; il presentarli in modo oggettivo non è concepibile perché vige il sistema del pensiero unico. Sulla stampa laica ci sono alcuni spazi, in parte nuovi. “Micromega” pubblica sempre i nostri testi (a stampa e online); lo scandalo pedofilia in Germania e Austria ha fatto arrivare sulla stampa italiana abbastanza spesso la nostra sigla (a volte deformata Wir Sind Kirke-La Chiesa siamo noi). Il 7 aprile, per la prima volta in assoluto, un quotidiano (il Messaggero) ha pubblicato una intervista fatta a me come coordinatore in pagina nazionale (sullo scandalo pedofilia nel clero). Ci manca ancora la prima volta in TV.

Nostra comunicazione

Nello scorso settembre abbiamo pubblicato, sempre per la Meridiana, “Eucaristia senza prete?” con il documento dei domenicani olandesi e successivo dibattito. E’ il nostro settimo libro.

Abbiamo rilanciato, per merito dei nostri amici di Roma, il portale “evangelodalbasso.net” che è la porta d’accesso a tutti i siti alternativi dell’area “critica” della Chiesa.

Continua la collaborazione con Adista e con Tempi di fraternità che ci pubblica due inserti all’anno.

Il nostro sito arriva ora a 150 accessi in media al giorno (con un aumento consistente).

Il vescovo emerito Giuseppe Casale ha pubblicato un libretto “Per riformare la Chiesa” per la Meridiana che sembra scritto da Noi Siamo Chiesa.

Però dobbiamo fare molto di più : il sito può essere molto migliorato e fatto meglio conoscere, la newsletter non è ancora decollata, siamo assenti dai socialnetworks.

Comunque possiamo dire che il nostro movimento è stabilmente presente nell’area di confine nella Chiesa, proponendo punti di vista e sollecitazioni che si diffondono underground, controcorrente,rispetto alla grancassa dei troppi messaggi mediatici densi di luoghi comuni e di propaganda che circolano nella Chiesa (e nella società)

Le iniziative già in cantiere

Elenco le iniziative che abbiamo già avviato e da confermare:

--redigere un testo a conclusione dell’”Anno sacerdotale”sostenendo che nessun problema di quelli relativi al ministero è stato posto e discusso e tutto è rimasto assolutamente immobile con modelli arretrati (S.Curato d’Ars) e discorsi conseguenti. Quindi, dal nostro punto di vista, un anno del tutto inutile, che è poi stato travolto dallo scandalo degli abusi sessuali sui minori (in Italia è stato affrontato in modo del tutto minimalista da parte della Cei);

-- confermare con comunicato il 23 giugno (giorno in cui il governo ha organizzato un convegno su questa questione) la linea di consenso alla sentenza di primo grado della Corte europea dei diritti dell’uomo sul divieto di uso del crocifisso negli spazi pubblici. Su questa posizione siamo abbastanza soli. Il trenta la Corte europea si riunisce per il giudizio d’appello;

--aggiornamento, durante l’estate, del nostro testo sul testamento biologico del 15 ottobre;

--partecipazione, sulla linea di quella agli incontri di Firenze 1 e 2, all’incontro di Napoli del 17.9/19.9 promosso dai promotori de”Il Vangelo che abbiamo ricevuto”;

--attenzione, dall’esterno, al primo incontro delle vittime degli abusi sessuali del clero sui minori del 25 settembre a Verona;

--organizzazione in autunno (all’interno del network milanese) di un incontro sul problema della nomina dei vescovi (in relazione alla conclusione dell’episcopato di Tettamanzi);

--presenza all’incontro nazionale delle Comunità di base di Torino del 30-10/1-11 su “Date ragione della vostra speranza”;

--partecipazione all’incontro di Parvis, che è la rete francese dei cattolici conciliari, a Lione in novembre e al forum della teologia della liberazione a Dakar in gennaio, anche in rappresentanza dell’European Network.

Due proposte

E’ quella di promuovere la costituzione di un Comitato, composto di personalità e di associazioni, per la riabilitazione di Ernesto Buonaiuti

Ed è quella di aderire formalmente al circuito europeo di gruppi cattolici presenti in tutta Europa, l’European Network Church on the Move (a cui partecipiamo informalmente da anni). Esso si impegna, in modo coordinato con IMWAC (International Movement We Are Church) soprattutto sulle questioni dei diritti umani e il dialogo interculturale e interreligioso.

Allegato

Attività e documenti di “Noi Siamo Chiesa” dal giugno 2009 al giugno 2010

-- undicesima assemblea nazionale di Noi Siamo Chiesa a Ronzano (Bologna), 14 giugno

--documento di We Are Church Irlanda e IMWAC sullo scandalo pedofilia, giugno ‘09

--costituzione del gruppo NSC di Roma, giugno

--dichiarazione del portavoce Vittorio Bellavite sull’enciclica Caritas in Veritate, 7 luglio

--riflessioni sull’uso della pillola 486, 31 luglio

--sulla sentenza del TAR sui crediti scolastici relativi all’ora di religione, 13 agosto

--il caso Boffo segni una svolta nel giornalismo cattolico, 5 settembre

--lettera ai vescovi sulla nomina del nuovo direttore dell’Avvenire, 14 settembre

--pubblicazione del volumetto “Eucaristia senza prete?” edizioni La Meridiana, settembre

--solidarietà a Padre Benito Fusco dopo il suo trasferimento da Ronzano, 4 ottobre

--documento generale di “Noi Siamo Chiesa” sul fine vita e sul testamento biologico, 15 ottobre

--partecipazione all’incontro internazionale di We Are Church, Freising (Monaco), 16 ottobre

--ancora riflessioni sulla pillola 486, 20 ottobre

--promozione e partecipazione alle iniziative della “Consulta milanese per la laicità delle istituzioni” (sulla ”libera ricerca” il 20 ottobre, su”Laicità, religioni e spazi pubblici a Milano e in Lombardia” il 17 febbraio e contro l’omofobia il 17 maggio)

--solidarietà a don Santoro dopo la sua rimozione dalle Piagge di Firenze, 29 ottobre

--testo di NSC dell’Emilia Romagna sulla Chiesa di Bologna, novembre

-- condivisione della sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle scuole, 4 novembre

--riunione del coordinamento nazionale, 21 novembre

--partecipazione all’assemblea del network francese PARVIS, 28-29 novembre, Strasburgo

--testo contro l’intervento del Card. Caffarra sui servizi sociali alle coppie di fatto, 3 dicembre

--adesione al testo “La beatificazione di Giovanni paolo II: appello alla chiarezza”, 6 dicembre

--messaggio al Congresso delle Chiese Evangeliche Italiane (FCEI), 2 dicembre

--testo sul NO del Vaticano alla depenalizzazione dei comportamenti omosessuali nei documenti ONU. 2 dicembre

--solidarietà al Card. Tettamanzi attaccato dalla Lega Nord. 7 dicembre

--partecipazione al secondo incontro di Firenze “Il Vangelo ci libera e non la legge” con intervento in assemblea e successiva valutazione scritta (pubblicata da Adista), 6 e 17 febbraio

--testo su “A un anno dalla morte di Eluana i problemi sono tutti aperti”, 9 febbraio

--“Nessuno è clandestino agli occhi di Dio”, incontro a Forlì, 18 febbraio

--promozione e organizzazione (con altri) del convegno su “Coscienza cristiana e crisi della convivenza e della democrazia”, Milano 27 febbraio

--testo sul ricorso in appello del Governo alla Corte europea sulla questione del crocifisso, 3 marzo

--documento sull’intervento preelettorale del Card. Bagnasco, 24 marzo

--partecipazione alle iniziative di ricordo di Mons. Romero nel ventesimo dell’assassinio, 24 marzo

--documento sul problema della pedofilia nel clero con una proposta alla Chiesa italiana, 31 marzo

--intervista di Vittorio Bellavite al “Messaggero” sulla pedofilia nel clero, 7 aprile

--riunione del Coordinamento nazionale, 10 aprile

--lettera ai vescovi di accompagnamento del documento sulla pedofilia, 13 aprile

--giudizio critico di We Are Church sui cinque anni di pontificato di papa Ratzinger, 19 aprile

--partecipazione all’incontro dei preti operai a Bergamo, 1 maggio

--partecipazione all’incontro dell’European Network Church on the Move, Amsterdam, 6-9maggio

-- promozione organizzazione dell’incontro (con altri) “Scandalo pedofilia:dalla parte delle vittime. I credenti si interrogano”, Milano 14 maggio

--adesione e partecipazione con lo striscione alla marcia Perugia-Assisi, 16 maggio

--domanda di partecipare come “soggetto terzo” all’udienza d’appello del 30 giugno della Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla questione del crocifisso, 22 maggio

( richiesta non accolta)

--documento sull’assemblea dei vescovi che non ha deciso niente sulla pedofilia nel clero, 31 maggio

--adesione e partecipazione all’incontro ecumenico “Chiese, strumento di pace ?”, Milano 2 giugno

--“Anno sacerdotale” e ministeri alle donne. Testo e conferenza stampa di We Are Church, Roma, 8 giugno

Comunicato Stampa

Il crocifisso deve essere solo un simbolo della fede. “Noi Siamo Chiesa”, come tanti cattolici che si richiamano al Concilio, è contro la campagna del governo e del Vaticano per riformare la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 3 novembre

Oggi si terrà a Roma una conferenza stampa di presentazione di un convegno di area governativa che si terrà domani per polemizzare contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre scorso, che ha giudicato che l’esposizione del crocifisso nelle scuole di Stato è in contraddizione con l’art.9 della Convenzione europea per la tutela dei diritti dell’uomo (in connessione con l’art.2 del Protocollo n.1). L’ultimo editoriale di Cilviltà Cattolica e un documento della Presidenza della CEI del 18 giugno vanno nella stessa direzione mentre il Vaticano si è attivato da mesi presso gli Stati membri del Consiglio d’Europa e presso altri movimenti cristiani perché contrastino la sentenza di novembre. Ugualmente il Prof. Carlo Cardia ha pubblicato un testo “Identità culturale e religiosa europea. La questione del crocifisso” che è stato esplicitamente sponsorizzato dal governo. Si sta quindi intensificando la campagna politica e mediatica perché la Corte, nel giudizio d’appello che si terrà a Strasburgo il 30 giugno, modifichi la sentenza di primo grado.

Non hanno molti strumenti per fare sentire la loro opinione quanti dissentono da questa mobilitazione, non condividendo la posizione dei vertici delle istituzioni e dei maggiori partiti. “Noi Siamo Chiesa” fa parte di questa area di opinione, in particolare presente tra tanti cattolici, che si augura la conferma della sentenza. “Noi Siamo Chiesa” ritiene infatti che il crocifisso sia un simbolo religioso sul quale tutti i cristiani debbano meditare nel raccoglimento delle loro coscienze, sia nella preghiera individuale che in quella comunitaria. Si pretende invece di considerare il crocifisso come un simbolo stesso dell’identità e della cultura nazionale ma ciò è in contraddizione con lo spirito e il dettato della Costituzione e dello stesso Concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica del 1984. La strumentalizzazione di questo simbolo nel nostro paese è fatta non solo da cattolici fondamentalisti (nostalgici di una “cristianità” finito da molto tempo) ma anche da forze politiche e culturali estranee a ogni riflessione evangelicamente ispirata.

“Noi Siamo Chiesa”, anche interloquendo con la Corte con un intervento diretto ad essa inviato il 23 maggio, ha fatto presente le caratteristiche di paese multireligioso e multiculturale che il nostro paese ha acquisito negli ultimi anni e che rendono ancora più opportuni e utili, per la coesione sociale, i principi riconosciuti dalla Corte. Anche le chiese protestanti presenti in Italia (mozione votata dalla XIII assemblea della FCEI – Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane- nel novembre 2003) hanno preso una posizione contraria all’esposizione del crocifisso nelle scuole. La posizione di “Noi Siamo Chiesa” è esplicitamente appoggiata da movimenti ed organizzazioni cattoliche, che si ispirano al Concilio Vaticano II, presenti in Europa, tra cui le Comunità Cristiane di base, l’European Network Cheurch on the Move, la rete spagnola Redes Cristianas, la rete francese Parvis, L’Observatoire Chrétienne sur la Laicité, Nous Sommes aussi l’Eglise ecc….

Credenti e non credenti dovrebbero meditare le parole del senatore Pietro Ichino, che così concludeva nell’aula del Senato il suo intervento il 4 novembre 2009 all’indomani della sentenza di primo grado : “Questo uso del crocefisso mi disturba come credente: perché Cristo non è morto in croce soltanto per il nostro Paese, né soltanto per i Paesi europei; e il suo Vangelo non si identifica affatto con la nostra cultura, ma è stato dato a tutta l’umanità. Questo uso del crocefisso come bandiera, o come simbolo di una cultura per distinguerla dalle altre, se compiuto dai credenti, costituirebbe una violazione del primo comandamento biblico: “Non usare il nome di Dio invano”. Se è compiuto dallo Stato laico, vedo in esso un’appropriazione indebita. E chiedo che esso cessi al più presto: per rispetto dei cristiani prima ancora che dei non cristiani”.

Roma, 22 giugno 2010 NOI SIAMO CHIESA”

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