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venerdì 12 settembre 2008

Una mail dall'Associazione "Ciao Mauro"

“io sono più trapanese di voi perché ho scelto di esserlo” – La memoria e la fiducia per la costruzione della società civile

Con quella conferenza e con la “settimana per Mauro” abbiamo concluso la raccolta di firme sull’appello alle istituzioni per la verità sull’omicidio Rostagno, e abbiamo iniziato un percorso nuovo analizzando la risposta dei cittadini trapanesi, le ragioni della loro adesione massiccia all’appello, e della loro apparente distanza da qualsiasi celebrazione - più o meno ufficiale - organizzata utilizzando i canoni tradizionali del linguaggio escludente della informazione, della politica e anche, per certi versi, di quello sindacale.

Abbiamo chiamato le “scienziate” -Bartholini e Testoni- ad iniziare a spiegarci ciò che avevamo vissuto, senza la pretesa di dettare conclusioni di sorta, ma stimolando tutti a fare uno sforzo maggiore per comprendere ciò che era accaduto e come si poteva capitalizzare l’esperienza.

Abbiamo chiamato il giornalista -Abbate- a raccontarci quel mestiere oggi, vent’anni dopo la scomparsa di Mauro, per cercare di capire come si può tentare di fare informazione in un mondo sempre più preda di approssimativi e diseducativi spot, pillole avvelenate di una informazione omologata e asservita al potere del pensiero unico e del piduismo imperante.

Abbiamo chiamato alcuni testimoni, che non avevano il compito di raccontare episodi della vita di Mauro (alcuni di loro, infatti, non lo hanno neanche conosciuto), ma come la loro vita è stata influenzata dalla vicenda umana di Mauro a Trapani. Le testimonianze rappresentate, ne siamo certi, sono solo alcune di quelle possibili, delle centinaia o migliaia che potremmo raccogliere se avessimo le forze di svolgere una inchiesta sociologica sistematica sull’argomento. Quella che una volta si chiamava inchiesta di massa.

Nel corso del prossimo “Ciao Mauro” ci piacerebbe che venissero fuori altre testimonianze da poter rappresentare sul palco se la timidezza non travolge i testimoni, oppure in video, perché abbiamo dimostrato che anche così funziona, basta guardare per tutti l’intervento della Signora Ilardi, quella Giuseppina che Rita ha affiancato idealmente a Mamma Felicia.

Ci piacerebbe ad esempio incontrare quei ragazzi intervistati allora nel corso del corteo funebre di Mauro, oppure uno di quelle bambine che hanno mandato disegni e pensierini a Chicca in quei giorni tristi. Oggi sono donne e uomini fatti, probabilmente hanno figli; chissà cosa fanno, cosa pensano, cosa ricordano? Vorremmo fortemente incontrarli, vorremmo ascoltare la loro storia.

Abbiamo caricati gli applausi e la commozione della sala dopo l’intervento di Giuseppina, anche se capiamo bene che chi non era presente non potrà cogliere fino in fondo l’atmosfera che si era creata. Probabilmente, per avere il senso di quella palpabile commozione, basterà ascoltare le non-conclusioni (per sua stessa dichiarazione) di Rita Borsellino, la quale invitò tutti a lasciarsi un po’ andare alla commozione e alla indignazione, per cercare di ridare alla politica quel senso etico ormai forse irrimediabilmente perduto, e per restituire ad essa il trasporto e l’umanità di cui ha bisogno per tornare ad appassionare il popolo. Popolo nella sua accezione più nobile di “cittadini”, quelli cantati dalla marsigliese, il canto universale della libertà.

Abbiamo caricato separatamente gli interventi, le testimonianze (anche quelle in video) e i momenti più significativi della conferenza, cosicché ciascuno potrà anche guardarla a pezzetti, saltellando da un intervento all’altro, come un iper-video.

Ci piacerebbe, infine, che dalla nostra attività ciascuno cogliesse ciò che gli serve per scrivere altre pagine, per comporre un grande libro collettivo di parole, immagini, scritti e quant’altro. Perché si potessero saccheggiare le testimonianze, le cose dette, le analisi e le ragioni, per farne teatro (Emma ricordi, te lo avevo scritto!), letteratura, informazione e, perché no, politica partecipata. In estrema sintesi costruire reti di relazioni, attraverso il quale si accumula capitale sociale (Zizzi abbiamo capito bene la lezione?).

Speriamo che Ciao Mauro 2008, e ovviamente anche quelli futuri, venga utilizzato anche per questo. Speriamo, inoltre, che si allarghi in una forma irregolare, celebrando non solo la data della scomparsa di Mauro, ma anche quella dell’inizio alla vita, quella del suo compleanno.

Questa è un’ipotesi di lavoro su cui dobbiamo ancora discutere, ma non ce l’abbiamo fatta a tenercela dentro. Vorremmo sapere cosa ne pensate?

A brevissimo invieremo il programma di Ciao Mauro 2008, la locandina e tutto il resto.

Grazie dell’attenzione e di ciò che farete.

Cordialità.

Giorgio Zacco (dell’Associazione Ciao Mauro)

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