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venerdì 15 giugno 2007

Abroghiamo l'articolo 11 della Costituzione, una proposta onesta

Lo so i soliti pacifisti protesteranno. Le destre plauderanno e il governo Prodi ci potrebbe fare un pensierino, tanto ormai... Importante è che l’economia tiri e si creino nuovi posti di lavoro…
Dopo il sì allargamento alla base militare di Vicenza (che sia italiana o statunitense, poco importa), dopo la proposta di tenere il prossimo G8 all’Isola della Maddalena (e, già che c’erano, perché non a Forte Knox…o a Fort Alamo o, anche al Castello di Kafka?). Dopo tutto questo dicevo, leggo su Il Corriere della Sera del 14 giugno che “L’Italia vince l’appalto per gli aerei del Pentagono”. Apprendo così che Finmeccanica vince una commessa da 6.000.000.000 di dollari per fornire agli USA 145 velivoli. Che non siano aerei da turismo lo si arguisce leggendo il testo: si tratta di “145 esemplari del C27J Spartan, un aereo da trasporto militare tattico sviluppato e costruito dall’Alenia Aeronautica. La prima tranche del contratto prevede la fornitura di 78 velivoli per un valore iniziale di circa due miliardi di dollari. Il valore totale della commessa si aggira sui 6 miliardi di dollari.
Il velivolo, destinato all’esercito e all’aviazione Usa, sarà costruito in Italia e in Texas”. E fin qui, il pezzo di Gabriele Dossena, pubblicato sulla prima pagina del quotidiano citato. Senza che Dossena mostri un minimo di vergogna o di pudore.
Ma l’articolo prosegue a pag. 33, nella sezione dedicata all’Economia. E qui viene il bello: dopo aver ripreso con entusiasmo il pezzo della prima pagina, l’Autore prosegue felce, ricordando che “si tratta del secondo successo per la Finmeccanica di Pier Francesco Guarguaglini negli Stati Uniti. Dopo la vittoria nel 2005 della controllata Agusta Westland con l’elicottero Us101 che prevalse sulla statunitense Sikorsky nella gara per fornire il marine One al presidente degli Stati Uniti, è ora la volta di un’altra controllata, Alenia Aeronautica, che con uno sforzo specifico su questo programma, a cui ha cominciato a lavorare sin dalla fine degli anni Novanta, ha sbaragliato la concorrenza. La vittoria del C-27J può aprire le porte nelle gare in corso in Canada e Australia con rispettivi ordini fino a 18 unità e 20 unità”.
Prima di passare alla mia realistica proposta tesa ad alleviare l’orpello del dettato costituzionale, mi siano consentite ancora due citazioni dall’articolo del Corrierone.
La prima afferma esplicitamente che “il programma Jca –inerente alla commessa- è stato sviluppato per le necessità operative emerse in Iraq e Afghanistan”;
la seconda che “l’annuncio è arrivato all’indomani della visita del presidente americano George W. Bush a Roma”.
Allora mi chiedo: il governo Prodi che, lo ricorderò per i distratti, è quello di centro sinistra (mentre quello Berlusconi era di centro destra); essendo di centro sinistra pensavo, ma evidentemente, mi sbagliavo, potesse fare qualcosa per la causa della pace (visto che, tra l’altro, al governo ci sono i verdi che questa parola l’ hanno scritta sotto la loro bandiera)…poi penso di essere ingenuo perché Prodi ha aumentato le spese militari (cosa che non ha fatto quello di destra)…e allora perché non essere coerenti fino in fondo e abrogare l’articolo 11 della Costituzione tante volte violato dai governi stessi (spesso di centro sinistra)? Perché lasciare questo inutile orpello, figlio del tempo che fu? C’era a questo anche un’altra legge sul commercio delle armi che Berlusconi (quello di destra) aveva riformato e che, se non vado errato, quello di centro sinistra non hanno ritenuto opportuno modificare…Ora, è vero che un governo non può passare il tempo a abrogare, riformare, ritoccare, le leggi promulgate da quello precedente però…
E poi c’è anche la Chiesa, sempre pronta a scendere in campo per la difesa della vita, per i diritti dell’embrione, ecc. ecc., ma non mi sembra di sentire da parte delle gerarchie grandi pronunciamenti contro la guerra e i mercanti di morte, pardon, d’armi.
Evidentemente pecunia non olet…

Giuliano Falco
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